Dopo averla vista in anteprima a luglio, è arrivato il momento di provare il SUV più piccolo di Casa Skoda, la Epiq. Realizzata sulla piattaforma MEB+ a trazione anteriore e forte di un motore da 211 CV, mi ha colpito per il comportamento dinamico e per l'efficienza: vediamo insieme come va.
Il segmento dei B-SUV a zero emissioni accoglie una nuova protagonista, che arriva forse in ritardo ma con grandi ambizioni e la voglia di stupire. Si tratta della
Škoda Epiq, crossover da 4,17 metri che punta a rendere ancora più popolare la mobilità elettrica all'interno del Gruppo Volkswagen, spingendo ancora il successo ormai conclamato della Casa ceca. Negli ultimi anni, infatti, Skoda sta continuando con un’ascesa sorprendente, partita nel 30 anni fa, nel 1996, con il debutto della prima
Octavia, e che oggi porta la Casa di Mlada Boleslav ad essere il
secondo brand più venduto in tutta Europa e il
secondo marchio più profittevole all’interno del Gruppo VAG.
Da brand dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, oggi Skoda ha un ruolo di rilievo all’interno del Gruppo, contando soprattutto sul successo dei suoi modelli elettrici. Fin dal debutto della prima Skoda a batterie, la Enyaq, il marchio ceco è riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio grazie alla maggiore abitabilità interna, qualità costruttiva e prezzo più competitivo delle rivali, anche interne, diventando uno dei principali produttori di auto BEV in diversi mercati in cui è presente.
Dopo l’ottimo successo della Enyaq e della più piccola Elroq, ora Skoda raddoppia la sua offerta con due nuovi modelli agli estremi della propria gamma. Al top, infatti, arriva l’inedita Skoda Peaq, un SUV a sette posti da quasi 4,90 metri di cui ti parlerò molto presto, mentre debutta il SUV elettrico d’accesso della gamma, la Epiq. Era dall'indimenticata Yeti che un SUV Skoda non era così piccolo, e come la mitica progenitrice qui le dimensioni nascondono un'auto furba e pratica.
L’avevo già vista al debutto statico italiano quest’estate, e questo piccolo crossover da 4,17 metri si affianca alla furba Kamiq termica proponendo uno stile più moderno, interni molto spaziosi e ben fatti, tanta tecnologia e, soprattutto, il debutto della nuovapiattaforma MEB+ a trazione anteriore, che promette di portare spazio da vettura di categoria superiore e una guidabilità da prima della classe.
Ho messo alla prova la Skoda Epiq in versione 55, la più potente e con la maggiore autonomia, in un lungo primo contatto dal Tirolo, in Austria, fino a Monaco di Baviera, scoprendo un piccolo Crossover davvero completo, e una piattaforma MEB+ che mi ha colpito per guidabilità ed efficienza. Sali con me a bordo per scoprire come va la Skoda Epiq 55 Selection, in attesa del nostro long test drive in arrivo nei prossimi mesi.
Quanto costa? Prezzi in linea con la Kamiq, si parte da 26.100 euro
La strategia commerciale della Škoda Epiq punta all'accessibilità e ad un mantra che abbiamo già sentito da altri competitor: “The Power of Choice”, il potere della scelta. Nella sua versione d'accesso, infatti, la nuova Epiq raggiunge la parità di prezzo con la controparte a combustione interna, la Kamiq. Nel dettaglio, la Kamiq parte da circa 27.000 euro, mentre la Epiq ha addirittura un prezzo d’attacco più basso, che per il mercato italiano è pari a 26.100 euro. Questo prezzo è quello della versione d’accesso, la Epiq 35 in allestimento base, con batteria LFP da 37,5 kWh e motore da 115 CV. La versione che ho provato, la Epiq 55, con batteria NMC da 52 kWh e motore da ben 211 CV, ha un prezzo decisamente più alto, in una gamma composta da tre motorizzazioni e due tagli di batterie, e solamente due allestimenti, base e Selection.
Durante la fase di presentazione del modello ci sarà anche una terza variante, la Launch Edition, dotata di dettagli arancioni nel frontale e nella fiancata, dotazione ancora più ricca e un prezzo decisamente più impegnativo, ma sono la variante “base” e la Selection le più interessanti per il mercato italiano. La versione base, denominata semplicemente “Epiq”, ha già una buona dotazione, con di serie clima automatico monozona, fari full LED anteriori e posteriori, Cruise Control “standard”, cerchi in acciaio da 17 pollici, quadro strumenti digitale da 5,2 pollici e schermo dell’infotainment da ben 13 pollici con Apple CarPlay e Android Auto wireless, accensione senza chiave e sistema audio a 5 altoparlanti.
La più ricca Selection, quella della mia prova, aggiunge un impianto della Sonos da 7 altoparlanti, i cerchi in lega da 18 pollici, il selettore per le modalità di guida, la guida autonoma di Livello 2, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera, pad per la ricarica wireless e vetri posteriori oscurati, nonché i sedili anteriori e il volante riscaldabile.
A richiesta si possono avere l’assistente vocale Laura, il navigatore proprietario, l’assistente di guida in coda Travel Assist 3.0 e le prese USB-C al posteriore (di cui una da ben 90W per ricaricare il PC o altri dispositivi di grandi dimensioni) nel pacchetto Travel Package da 1.150 euro, mentre i fari Matrix LED e gli indicatori di direzione dinamici sono nel pacchetto Light & View da 1.000 euro.
Quindi, la Epiq 55 Selection parte da 36.100 euro, mentre l’esemplare che ho provato, dotato di entrambi i pacchetti, arriva a 38.250 euro. Troppi? Il mercato dei B-SUV elettrici non viaggia su cifre molto distanti, e sebbene sia un esborso molto importante per un’auto da 4,17 metri, i contenuti, come vedremo, sono “da grande”.
Lo stile funziona: ecco com’è su strada il nuovo stile Modern Solid
A livello estetico, ti ho già parlato nel dettaglio della nuova Skoda Epiq nel primo contatto del luglio scorso, dove ho visto per la prima volta il B-SUV della Casa ceca in carne e ossa alla sede del Gruppo Volkswagen di Verona. Se vuoi leggere il nostro primo contatto, clicca qui sotto per leggerlo.
Per chi è rimasto, posso dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dall’impatto che questo piccolo crossover riesce a regalare una volta su strada. Nonostante le dimensioni siano infatti compatte (parliamo sempre di un SUV più corto di ben 7 centimetri rispetto al già non enorme Kamiq), il nuovo corso stilistico Skoda, il Modern Solid, funziona. Questa è la prima Skoda ad interpretare questo nuovo linguaggio estetico: a lei, è già seguita la più grande Skoda Peaq (della quale leggerai tutto la prossima settimana), e nei prossimi mesi anche la gamma termica verrà aggiornata con queste linee pulite, ma personali.
A dominare il frontale è la nuova calandra, che abbandona la classica mascherina con listelli verticali per adottare la Tech-Deck Face, una fascia in nero lucido che riesce a riprendere gli stilemi tipici Skoda, ma rendendoli più puliti, più moderni. Rispetto ad altre vetture di questo segmento, qui non troviamo una ricerca spasmodica dell’aggressività, sostituita da linee pulite, eleganti e moderne. Non si nota subito, ma dal vivo è molto convincente la soluzione scelta per i fari: nella parte alta, trova posto una firma luminosa a forma di T, ben visibile anche di giorno, mentre in basso, nello stesso gruppo ottico, ci sono i fari principali. Questa soluzione estetica li fa apparire due componenti differenti, ma in realtà si tratta di un unico pezzo, interrotto da un inserto in tinta carrozzeria.
Nella parte bassa del frontale, poi, ci sono le otto feritoie verticali che si fanno parecchio notare, dando una certa dose di personalità a questa Epiq, e che vengono riprese anche dietro, all’interno dell’inserto in plastica del paraurti posteriore. Proprio il lato B è quello che, secondo me, è più convincente dal vivo che in foto. Se, in 2D, sembra piuttosto squadrato e serioso, dal vivo l’inclinazione non eccessiva, ma presente del lunotto, i fari a T e questo inserto lo rendono più vivace, e i passaruota bombati enfatizzano gli 1,80 metri di larghezza di questo B-SUV maturo, ma non troppo “noioso”.
Lateralmente, infine, mi ha colpito la scelta di inserire un inserto in tinta carrozzeria sotto l’altro inserto in plastica nera, una soluzione che non mi ha convinto fino in fondo, mentre è comoda e ben pensata la presa di ricarica sul passaruota anteriore destro, comoda per le ricariche e più protetta di un bocchettone anteriore. Nonostante le forme squadrate, l’aerodinamica è molto curata: il Cx è di soli 0,275, ottimo per il segmento.
Come è fatta dentro: tanto spazio, tecnologia “da grande”, e che bagagliaio!
Salendo a bordo, le impressioni che avevo avuto nel primo contatto sono confermate: questa Skoda Epiq sarà anche piccola, ma non ha davvero alcun timore reverenziale rispetto a SUV e crossover ben più grandi. A colpire immediatamente è lo spazio, soprattutto per i bagagli: i 475 litri di capacità sono da primato all’interno del segmento B, ed è superiore persino alla Elroq, C-SUV lungo oltre 4,40 metri che si ferma a “soli” 470 litri. Merito dell’architettura a trazione anteriore, ma anche di un lavoro dei tecnici di Mlada Boleslav che hanno reso questa Epiq un’auto compatta, ma non piccola. Davanti, infatti, anche una persona alta 1,87 metri come chi vi scrive può trovare una posizione di guida comoda, ben pensata, con un’ottima triangolazione tra sedili, volante e pedali.
La seduta è volutamente alta e dominante, come piace oggi ai clienti di questo tipo di vetture, ma la visibilità è ottima all’anteriore grazie a dei montanti non enormi e a delle proporzioni facili da capire una volta seduti al volante. Da questa posizione “privilegiata” si capisce subito la qualità costruttiva davvero buona. Siamo su un’auto piccola, è vero, ma rispetto alle “sorelle-rivali” ID.Polo e ID.Cross la piccola di Casa Skoda ha un maggior utilizzo di materiali morbidi, dal rivestimento in plastica morbida in cima alla plancia e ai pannelli porta anteriori, per una sensazione di qualità enfatizzata da inserti in un materiale alternativo alla pelle, chiamato Techtona, molto piacevole al tatto e alla vista.
Tutti i materiali all’interno della Epiq sono non di origine animale, per un’auto attenta anche a queste tematiche. Anche i tessuti dei sedili sono in fibre di poliestere riciclate, mentre a livello estetico mi convince il pacchetto estetico Loft Mint, con tessuti chiari e inserti color menta, che aumentano la sensazione di spazio. Dietro, invece, si sta comodi in due soprattutto per spalle e testa, mentre lo spazio per le gambe non è esagerato come su alcune rivali cinesi.
L’ambiente all’interno è minimale, ma non povero. Ci sono diversi comandi fisici, anche alla base della consolle centrale, con il richiamo alle modalità di guida, al menù del clima e ad altri comandi rapidi. Peccato che non ci siano i comandi fisici del clima come su altre Skoda: con quelli, sarebbe stata ancor più pratica. Dietro al volante a due razze, piacevole da usare e con pratici comandi fisici, c’è l’unico componente un po’ “indietro” della vettura, ovvero il quadro strumenti digitale da 5,3 pollici. È lo stesso delle “vecchie” elettriche del Gruppo, scelto, secondo Skoda, per non distrarre dalla guida. È comunque completo, va detto, ma ci sono poche informazioni per volta, e non sempre è immediato da usare.
Ottimo, invece, il sistema di infotainment Skoda Connect da 13 pollici. Si tratta di un sistema proprietario di Skoda, una scelta davvero particolare e che fa capire il livello di indipendenza e di importanza raggiunto dal brand all’interno del Gruppo VAG. È realizzato su base Android Automotive, è fluido, veloce e molto intuitivo, con un’interfaccia magari un po’ scura e poco giocosa, ma facile da utilizzare, priva di lag e con alcune app di terze parti disponibili come Spotify o YouTube (quest’ultima utilizzabile solo da fermi). Peccato solo per un bug del nostro esemplare, che usando Spotify non permetteva di cambiare le canzoni dopo un po’ di “skip”, niente che un aggiornamento OTA non possa risolvere.
Meccanica e motori: la nuova piattaforma MEB+ nel dettaglio
A livello tecnico, la Epiq porta al debutto sul marchio ceco la piattaforma MEB+ a trazione anteriore, un'architettura che favorisce il contenimento dei pesi e l'ottimizzazione degli spazi. Due le opzioni per la batteria e tre i livelli di potenza, compresi tra i 115 e i 211 CV. Le Epiq 35 e 40 adottano una batteria LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 37 kWh netti, abbinata rispettivamente a motori da 115 e 135 CV. L'autonomia stimata è di circa 310 km per entrambe le versioni, dotate infatti del medesimo motore, il nuovo APP290 sviluppato specificatamente per l’utilizzo con la trazione anteriore.
La Epiq 55 è la versione top di gamma, e sfrutta una batteria NMC Nichel-Manganese-Cobalto prodotta (come quella LFP) proprio da Skoda nel suo stabilimento di Mlada Boleslav, ormai da anni vero centro di produzione delle batterie dell’intero Gruppo Volkswagen. In questo caso, la batteria ha una capacità di 52 kWh netti, mentre il motore APP290 è portato a 211 CV e 290 Nm di coppia. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP è di 441 km in un percorso misto, mente la potenza di ricarica massima in DC non è eccezionale, pari a 105 kW, sufficiente per passare però dal 10 all'80% in appena 24 minuti.
Tra le novità assolute per il marchio spicca l'introduzione della vera guida "one pedal" (gestibile tramite la modalità B) e la predisposizione alla ricarica bidirezionale, mentre a livello meccanico Skoda punta sulla presenza dei freni a disco sulle quattro ruote, visto che non ci sono i tamburi delle versioni con trazione posteriore (che sfruttano la rigenerazione del motore posteriore per compensare l’assenza dei dichi). Molto classica, infine, la ciclistica: asse anteriore con sospensioni McPherson indipendenti, ponte torcente al posteriore.
Come si guida la Skoda Epiq 55: veloce ma efficiente, con un certo “gusto” tra le curve
Mi sono messo alla guida della Skoda Epiq in un percorso parecchio impegnativo, con un tragitto di circa 230 km tra il Tirolo austriaco, vicino alla città di Telfs, al luogo di ritorno in Italia, l’Aeroporto di Monaco di Baviera. Un percorso misto con tutto, dalla guida cittadina nella metropoli tedesca alle belle strade delle Alpi austriache, passando per un lungo trasferimento autostradale nella leggendaria Autobahn. Da specificare, poi, che ho percorso l’andata di questo viaggio con la Peaq, la sorella maggiore da 4,87 metri, più potente, pesante e “autonoma”, e questa Epiq mi ha convinto ancor di più della già ottima sorellona.
Nonostante, infatti, il peso non sia dei più contenuti (siamo intorno ai 1.650 kg in ordine di marcia), rispetto alle sempre più numerose elettriche XXL si sente una netta differenza nella dinamica di guida. Complici anche le dimensioni contenute, questa piccola Skoda è agile tra le curve, precisa, composta e anche piuttosto piacevole. Non siamo, ovviamente, di fronte ad una Hot Hatch: l’assetto è piuttosto morbido, lo sterzo è altrettanto leggero e le sensazioni sono tutte molto filtrate.
Nel misto, però, la Epiq ha un’ottima precisione, un bell’inserimento e tanta stabilità a centro curva, con uno sterzo che riesce ad essere preciso e poco demoltiplicato. L’erogazione del motore APP290 è poi ora molto più vigorosa rispetto alle precedenti elettriche Volkswagen,conservando una piacevole progressione ben lontana dalla “rabbia” di tante altre EV. Le prestazioni ci sono: lo 0-100 km/h in 7,1 secondi è da compatta sportiva, e fino a 120-130 km/h l’auto spinge con foga, “spegnendosi” solo superata questa soglia.
I freni sono potenti e ben modulabili, mentre rispetto ad altre elettriche dell’ultima generazione di VW mancano le palette al volante per regolare l’intensità della rigenerazione, settabile “solo” su D o sulla massima rigenerazione per la guida One Pedal. In città, le dimensioni sono facili da intuire, è agile e molto maneggevole, con una pregevole precisione di tutti i comandi, mentre alle velocità medio-alte mi ha colpito il mantenitore attivo di corsia, davvero preciso e fluido, uno dei migliori degli ultimi anni.
In autostrada, infine, la Epiq riesce a stupire con un’ottima stabilità e con un’efficienza davvero sorprendente, che mi ha permesso di mantenere una media di 14,8 kWh/100 km pur contando un tratto di Autobahn senza limiti di velocità percorso alla velocità massima dell’auto di 165 km/h indicati dallo strumento. Con un consumo del genere, l’autonomia reale è intorno ai 350 km, ovvero poco più di quanto dichiarato da Skoda.
Anche a velocità “extra-codice”, comunque, il crossover ceco è preciso e stabile, con il nostro esemplare dotato, purtroppo, di un sibilo aerodinamico (probabilmente proveniente dalle guarnizioni della portiera anteriore sinistra: un difetto che ci sta su uno dei primi esemplari di un veicolo interamente nuovo) che non mi ha permesso di capirne a fondo l’insonorizzazione. Questa Epiq, quindi, è un’auto molto completa e valida, e un’elettrica efficiente e piacevole: al netto del prezzo non proprio stracciato, è una delle competitor più complete nel segmento delle vetture compatte a zero emissioni.