Ho guidato la Leapmotor B05: mi ha letteralmente spiazzato. Come va la compatta da 22.900 euro

Prove su strada
10 luglio 2026, 17.42
Leapmotor B05 2026 copertina autoappassionati
In pochi si aspettavano un exploit come quello che ha ottenuto Leapmotor negli ultimi 12 mesi. Il marchio cinese, approdato in punta di piedi e con mille incognite nella joint-venture con il Gruppo Stellantis, oggi Leapmotor è uno dei brand in maggiore crescita in Italia, con quasi 25.000 immatricolazioni nel primo semestre del 2026. Il merito è, ovviamente, della piccola T03, citycar elettrica che ha fatto del prezzo stracciato (e degli utili incentivi) una carta vincente su un’auto simpatica, ma spartana e concreta.
Dopo due modelli di SUV disponibili anche con il furbo sistema ibrido REEV, oltre che in versione elettrica, oggi Leapmotor colpisce il mercato con l’inedita Leapmotor B05, un’auto che, sulla carta, è un’anomalia nel mondo dell’auto di oggi. La B05 è la prima auto del brand cinese progettata esplicitamente per le strade e i gusti del mercato europeo, e la prima notizia su di lei è che non è un SUV, ma anzi una compatta media dal design audace e con una inattesa attenzione verso la dinamica di guida.
Raffinata dal punto di vista meccanico, la B05 è disponibile unicamente con trazione posteriore, motore da oltre 200 CV, sospensioni posteriori Multilink e una taratura di sterzo, motore, freni e assetto fatta dai tecnici Stellantis a Balocco. Il biglietto da visita della B05 è molto chiaro: design audace, tecnologia di bordo avanzata e un piacere di guida che punta ad accendere l'entusiasmo un marchio che, fino ad oggi, era noto per la sua concretezza. Tutto questo, poi, la B05 lo fa con un prezzo di listino a dir poco aggressivo, con prezzi reali che scendono sotto i 25.000 euro. Ma è tutto oro quello che luccica? Per scoprirlo, ho provato in anteprima la Leapmotor B05 Design, che con i suoi 218 CV vuole essere la prima Leapmotor che si compra con la testa, ma anche con il cuore, e sta cominciando ad attirare le attenzioni anche di chi non cerca un’auto elettrica, ma una vettura moderna e appagante.

Quanto costa: oltre 200 CV a meno di 25.000 euro nel 2026?

Il vero asso nella manica della Leapmotor B05 è il posizionamento commerciale, a dir poco competitivo. In un mondo dove piccole utilitarie di segmento B superano anche i 30.000 euro, i prezzi della Leapmotor B05 appaiono fermi a qualche anno fa. Poter pensare di acquistare una compatta media di segmento C a meno di 30.000 euro era qualcosa a cui non siamo più abituati, soprattutto quando prestazioni e dotazioni sono a livello di rivali ben più costose. Sono questi, quindi, i prezzi della B05:
  • B05 56,2 kWh Life, 26.900 euro 
  • B05 67,1 kWh Life, 29.400 euro
  • B05 67,1 kWh Design, 31.400 euro 
Il prezzo di listino ufficiale per il mercato italiano parte da 26.900 euro per la B05 con batteria da 56,2 kWh e allestimento Life, ma in occasione del lancio la casa ha strutturato un'offerta difficile da ignorare. Grazie a un contributo della casa di 3.000 euro, a cui si somma un ulteriore bonus di 1.000 euro in caso di permuta o rottamazione, i prezzi reali su strada diventano decisamente competitivi, con possibilità di finanziamento con un TAN piuttosto interessante, fissato a 4,99%.
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Nel dettaglio, invece, come hai visto sono due gli allestimenti, Life e Design. Il Life, abbinato ad entrambi i pacchi batteria, è già molto ricco, offrendo di serie la guida autonoma di Livello 2, i cerchi in lega da 19 pollici con dimensioni differenziate (225/45 all’anteriore, 235/45 al posteriore), clima automatico monozona, fari anteriori e posteriori a LED, infotainment da 14,6 pollici con risoluzione 2.5K, navigatore proprietario, Apple CarPlay e Android Auto wireless e pad per la ricarica senza fili del cellulare, la guida One Pedal, impianto audio a 6 altoparlanti e fari adattivi. La top di gamma Design, invece aggiunge il tetto panoramico in vetro, i sedili elettrici anteriori e posteriori con rivestimento in pelle sintetica, impianto audio con 12 altoparlanti, volante e sedili riscaldati e vetri posteriori oscurati.
Sulla carta, il rapporto qualità-prezzo-contenuti è eccellente. Per fare un paragone con auto che ben conosciamo, per trovare una compatta di segmento C con dimensioni simili, una Opel Astra con motore 1.2 Hybrid parte da 32.450 euro, mentre una rivale diretta come la Volkswagen ID.3 Neo, dotata della trazione posteriore e 100% elettrica, ha un listino a partire da 36.800 euro.

Com'è fatta fuori: aggressiva e “rasoterra”

Esteticamente, la Leapmotor B05 adotta la filosofia "Sporty Elegance" della Casa cinese, introducendo linee più sportive e aggressive delle sorelle maggiori e puntando più su un look dinamico, sportiveggiante, “europeo”. La silhouette strizza l'occhio al mondo delle coupé, con una presenza su strada ben piantata grazie a una generosa larghezza di 1,88 metri. La B05 non è una “macchinina”: con i suoi 4,43 metri, è più lunga di una VW Golf o di una BMW Serie 1, e il passo da oltre 2,70 metri è una caratteristica tipica delle vetture elettriche di questo segmento, capaci così di offrire più spazio a bordo e di avere le ruote agli angoli della carrozzeria, per una maggior aderenza e stabilità.
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Il frontale è dominato da una banda nera che si ispira alla più grande C10, ma qui è declinato con un taglio più sportivo. I fari, posizionati alle estremità di questa banda, hanno tre elementi luminosi per le luci diurne e, nella parte bassa, dove ci si sarebbe aspettati dei fendinebbia fino a 10 anni fa troviamo dei condotti aerodinamici che direzionano i flussi verso la fiancata. Questa soluzione fa il paio con una calandra attiva nella parte bassa, che si apre e si chiude a seconda delle necessità della vettura. Il risultato è un ottimo Cx per il tipo di auto, con un coefficiente aerodinamico di 0,26.
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Il cofano è piuttosto corto ma muscoloso, e fa il paio con i bei cerchi in lega aerodinamici da 19 pollici con misura differenziata e un disegno aggressivo e che ben si spesa con una fiancata pulita, ma sportiva. I passaruota sono bombati sia all’anteriore che al posteriore, mentre il passo molto lungo la rende visivamente più matura. Le maniglie a scomparsa (ma di tipo meccanico, con apertura piuttosto soddisfacente) e i raffinati finestrini senza cornice le danno un aspetto più curato, quasi premium, per un’auto che funziona anche con il colore di lancio, un particolare giallo lucido Lighting Yellow.
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In coda, invece, la B05 mi ha convinto ma non fino in fondo. Il montante C, ad esempio, è sottile e il passaruota bombato, ma ha un aspetto meno sportivo e dinamico di quanto sarebbe potuto essere. Il lunotto inclinato, il generoso alettone posteriore e la fascia luminosa a tutta larghezza enfatizzano la larghezza del corpo vettura, ma dal vivo si fa notare l’altezza del corpo vettura piuttosto generosa, pari a 1,52 metri, andando a non enfatizzare i quasi 1,90 metri di larghezza. Aprendo il portellone (con un piccolo tasto vicino al faro destro), invece, si rimane spiazzati: la bocca di carico è molto meno estesa di quanto ci si possa aspettare, e il bagagliaio è di 345 litri. Ci sono delle compatte di segmento B che fanno meglio.

Com'è fatta dentro: qualità superiore alle attese

L'abitacolo della B05 punta tutto sul minimalismo e sulla connettività, costruito per i "nativi digitali".L'ambiente interno ruota attorno a due schermi ad alta risoluzione: un cruscotto digitale da 8,8 pollici dietro al volante e un imponente display centrale da 14,6 pollici con risoluzione 2.5K, governati dall'ultima piattaforma software del marchio che supporta Apple CarPlay e Android Auto wireless. Il primo è piuttosto chiaro, piacevole e ha logiche di funzionamento, layout e scritte chiare e decisamente meno orientali di tante rivali dirette. Il cruscotto è poi solidale al piantone e ha un rapporto di forma a sviluppo orizzontale, da leggere all’interno della corona del volante a due razze.
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Questo è piacevole da toccare, con rivestimento in eco-pelle di buona fattura, mentre sulle due razze ci sono pochi comandi fisici ispirati al mondo Tesla. Sulla razza destra si comandano l’infotainment e il quadro strumenti, mentre sulla sinistra ci sono i comandi per gli ADAS e un tasto personalizzabile con le proprie funzioni preferite: con un tocco, ad esempio, si possono attivare le telecamere a 360 gradi, e con due pressioni si possono gestire gli specchietti. Come su diverse auto (fin troppo) tecnologiche, infatti, anche sulla B05 la posizione degli specchietti, il riscaldamento e il ripiegamento sono gestibili solo tramite le rotelle sul volante e il display centrale.
Al centro della plancia spicca l’enorme schermo da 14,6 pollici che utilizza l’ultima versione del sistema operativo di Leapmotor LeapOS, aggiornabile tramite OTA (così come le funzioni del veicolo come ADAS e nuove funzionalità) e caratterizzato da un’interfaccia del tutto simile a smartphone e tablet.
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Non ci sono, infatti, comandi fisici per gestire l’automobile: tutto passa dal display, dalle modalità di guida alla gestione degli ADAS, passando persino per l’apertura della tendina del tetto apribile. Il sistema è nettamente migliorato, ora è più fluido e meno incline ad avere lag e crash, ma le icone piccole e le tantissime possibilità non lo rendono tra i più usabili in marcia. I passi avanti fatti in meno di due anni di presenza sul mercato fanno ben sperare: qui c’è tanto margine di migliroamento.
La tecnologia non si ferma qui: anche la B05 è connessa tramite la Leapmotor App, con la quale l'utente può inoltre gestire la vettura da remoto, dalla climatizzazione all'accesso tramite chiave digitale. La chiave, infatti, è presente sia come digital key sul proprio smartphone che con una tessera NFC “a mò di Tesla”. Non mancano, però, anche due chiavi fisiche che si ottengono all’acquisto della vettura.
La plancia è molto semplice, con un layout che ricorda parecchio quello di vetture come la Tesla Model 3, ricordato anche dalla posizione del selettore del cambio al volante e delle “quattro frecce” davanti allo specchietto retrovisore centrale. C’è, però, spazio per delle soluzioni più intriganti, come il generoso tunnel centrale che, nella parte bassa, nasconde un grande vano portaoggetti mentre più in alto c’è un comodo pad per la ricarica wireless e un enorme cassetto, con finiture di qualità sul bracciolo.
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Davanti al passeggero, poi, c’è un pannello con tre fori in alto e altrettanti in basso, usati in Cina per alloggiare degli accessori come tavolini, porta-telefoni o altre soluzioni. Il pannello al centro, in plastica dura, spezza lo stile dell’abitacolo, mentre la qualità costruttiva è superiore a quanto mi potessi aspettare. I pannelli in plastica sono rigidi, ma non lucidi, e i pannelli porta sono rivestiti in un tessuto morbido in ecopelle, che ritroviamo sui sedili della versione Design. Questi sono comodi, ma non molto contenitivi: per un’auto che si dichiara più sportiva, servirebbero dei fianchetti un po’ più “spinti”. Rispetto al prezzo di meno di 30.000 euro, una B05 è un’auto ben fatta e completa,che ha restituisce una sensazione di qualità maggiore al prezzo di listino.
Lo spazio, infine, è ottimo davanti e davvero generoso dietro, con tanti centimetri a disposizione di spalle e gambe. Anche per la testa non c’è male, nonostante il tetto panoramico della versione che ho provato e lo stile sportivo dell’auto. Nonostante l'anima hi-tech, non manca l'attenzione alla sostenibilità e al comfort: i rivestimenti sono in eco-pelle certificata OEKO-TEX e la dotazione include sedili riscaldati e un ampio tetto panoramico che inonda di luce l'abitacolo. Massima la sicurezza, garantita da 21 sistemi ADAS, 7 airbag e una scocca con una rigidità torsionale di ben 34.500 Nm/°.

Meccanica e motori: credenziali da compatta sportiveggiante, aspettando la Ultra

È sotto la carrozzeria che la B05 rivela la sua natura da compatta con un piglio decisamente sportivo. Sviluppata in collaborazione con il team globale chassis di Stellantis, la vettura è realizzata sul pianale Leap 3.5, un'architettura Cell-to-Chassis che integra le celle della batteria direttamente nella struttura portante per aumentare la rigidità e abbassare il baricentro. Rispetto alla versione cinese, commercializzata come Lafa 5, la B05 è stata riveduta e corretta dagli ingegneri di Balocco, nel Proving Ground di Stellantis dove centinaia di vetture sono state messe a punto per migliorarne dinamica di guida e precisione.
Oltre al telaio molto rigido, la Leapmotor B05 ha, sulla carta, grandi credenziali. Le sospensioni, per cominciare, hanno uno schema McPherson all’anteriore, piuttosto classico, e un ben più raffinato Multilink dietro, e grazie alla tecnologia Cell-to-Chassis la ripartizione dei pesi è ottima: 50% davanti, 50% al posteriore. La B05 è disponibile unicamente in versione con singolo motore e trazione posteriore, e due tagli di batteria. Il motore, invece, è uguale per entrambe: 218 CV e 240 Nm di coppia, con un’accelerazione vivace (0-100 km/h in soli 6,7 secondi) e la possibilità di disattivare i controlli (seppur parzialmente, come vedremo nella guida).
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Le batterie, invece, sono entrambe dotate di chimica LFP, e la versione d’accesso ha una capacità di 56,2 kWh, per un’autonomia nel ciclo WLTP di 401 km. La batteria più capiente, invece, arriva a 67,1 kWh, ed è in grado di dare oltre 80 km in più di autonomia, salendo a 482 km nel ciclo misto WLTP. Il cofano anteriore è ampio e capiente, il che farebbe pensare alla possibilità di avere una versione REEV con motore termico in grado di ricaricare un sistema ibrido ricaricabile. I vertici Leapmotor, però, hanno smentito la possibilità di vedere una B05 REEV: la compatta sarà solo elettrica. Scelta definitiva o c’è la possibilità di un cambio di passo in futuro?
Il peso non è proprio contenuto (1.700 kg sulla variante da 56 kWh, 1.780 kg sulla 67 kWh), mentre la ricarica arriva ad una potenza massima di 168 kW, per un tempo di ricarica di soli 17 minuti per passare dal 30 all’80%. Sulla carta, è ottimo anche il consumo, inferiore ai 16 kWh/100 km su entrambi i tagli di batteria. Queste sono le caratteristiche della attuale B05, ma in futuro arriverà la variante Ultra, più sportiva nel look, negli interni e nella meccanica, con un motore da 245 CV e un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 5,9 secondi e migliorie a livello di ciclistica, con una barre antirollio più rigide, nuovi ammortizzatori e uno sterzo più diretto.

Impressioni di guida: non è una Hot Hatch, ma sa divertire?

Sulla carta, questa Leapmotor B05 ha tutte le carte in regola per convincere noi scettici europei, da sempre attenti alla dinamica di guida più che a tutti gli altri automobilisti del resto del mondo. Per questo, mi sono avvicinato al primo test drive di questa compatta media con tanta curiosità e alte aspettative, che non sono state deluse.
Fin dai primi metri, questa B05 convince per dei comandi con un peso decisamente più sostanzioso di tante altre vetture cinesi, elettriche e non solo. Lo sterzo, ad esempio, ha un buon peso, un’ottima progressività ed è piuttosto diretto, ma senza essere esageratamente pesante. In città, poi, è possibile regolare la servoassistenza su tre livelli (Comfort, Normal e Sport), e con il settaggio più confortevole è immediato fare manovre o parcheggi stretti senza fatica.
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L’agilità, grazie alla trazione posteriore, è tra le migliori del suo segmento, superiore a tutte le berline a trazione anteriore e leggermente inferiore alle rivali elettriche “posteriori” come la VW ID.3 Neo. Il freno è ben tarato, e l’acceleratore ha un’ottima progressività, aiutato da un motore tarato un po’ come le elettriche Volkswagen.
Cosa intendo dire? Che non c’è quello strappo immediato tipico delle elettriche, ma anche in modalità Sport (anche in questo caso, sono tre le modalità di guida: Comfort, Normal e Sport) l’erogazione è limitata nei primi 50 km/h, per poi dare tutti i 218 CV sopra questa soglia. Non avrai, quindi, quella sensazione di scatto felino, ma quanto un’erogazione lineare, continua e piuttosto vigorosa, mai esagerata.
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In autostrada, ad esempio, lo scatto non è immediato, ma le prestazioni ci sono, sono valide e non appare mai sottopotenziata o troppo pesante. Proprio in ambiente autostradale si apprezza un’ottima silenziosità, che però non è esagerata. Non c’è mai l’effetto straniante di alcune EV, perché il rumore di rotolamento degli pneumatici e il sibilo del motore si sentono, evitando così di estraniare completamente guidatore e passeggeri dalla guida.
Le sospensioni sono tarate bene: sono abbastanza rigide, è vero, e in città complici i cerchi da 19 pollici sulle buche le reazioni sono piuttosto brusche, proprio come ci si aspetterebbe da un’auto europea. Dove mi ha convinto di più, però, è tra le curve. Inizio subito con le cose che mi sono piaciute meno: lo sterzo è preciso e piuttosto diretto, ma ha un punto morto centrale ancora piuttosto avvertibile, mentre è il feedback a mancare. Trovare uno sterzo sensibile e comunicativo nel 2026, soprattutto su un’auto elettrica, è quasi impossibile, e infatti anche in questo caso non ci siamo ancora.
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La precisione e la progressività, insieme ad un bel peso volante, rendono lo sterzo piacevole e a fuoco per l’indole dinamica dell’auto. L’assetto, infatti, non è troppo rigido, portando una certa quantità di rollio quando si spinge che aiuta a capire i limiti dell’auto. L’anteriore è piuttosto preciso, il posteriore è stabile e progressivo e l’assetto è molto piatto, complice il baricentro basso. Il risultato è un’auto che, tra le curve, è agile, piacevole, quasi divertente.
I 218 CV sono più che sufficienti in un misto stretto, mentre disattivando l’ESP la B05 non è una vera e propria “Drift Queen”, in quanto aumentando troppo gli angoli del volante il controllo di trazione torna a “tagliare” potenza. Nelle curve ampie e con poco angolo volante, però, il posteriore allarga con grande progressività, e la linearità del motore permette di gestire bene le perdite di aderenza.
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In attesa della Ultra, che dovrebbe essere ben più sportiva, questa B05 è stata una vera sorpresa. Non è la prossima super-Hot Hatch che farà innamorare una generazione, ma è un’auto divertente, piacevole, veloce il giusto, gustosa e, soprattutto, non noiosa. Usata con piglio tranquillo, è ancora più a fuoco, con reazioni facili, prevedibili, comandi comodi e ben tarati.
Tutto perfetto? Non proprio: gli ADAS, soprattutto il Cruise Control Adattivo e il mantenitore di corsia, sono piuttosto bruschi, e tanti assistenti sono parecchio fastidiosi, tanto da arrivare a doverli disattivare perché sono più un fastidio che un aiuto. Questo, però, può essere migliorato con un aggiornamento software, su cui Leapmotor sta già lavorando. Anche la rigenerazione non è eccezionale, e la modalità One Pedal non è delle migliori: è un po’ brusca, e si può attivare e disattivare solamente ad auto ferma.
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Chiudiamo, infine, con i consumi, decisamente incoraggianti: in un utilizzo tra città, autostrada, statali e strade percorse con piglio sportivo, siamo stati intorno ai 16 kWh/100 km, un dato molto vicino al dichiarato e che rende plausibile un’autonomia intorno ai 400 km. In definitiva, questa Leapmotor B05 è un prodotto molto europeo, con stile sportivo, interni ben fatti e un rapporto qualità-prezzo davvero convincente. Solo un long test drive ci potrà dare la risposta, e capire se questa Leapmotor B05 è davvero quella Tesla Model 2 (che sembra sempre più lontana…) capace di avvicinare l’elettrificazione al pubblico generalista.
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