Spyker C8 Preliator XXV: il ritorno del guerriero

Novità
20 agosto 2026, 14.22
FINAL Spyker Preliator
Ottocento cavalli, 1.000 Nm, oltre 350 km/h e un cambio manuale. Vero. Nel 2026.
Basterebbero questi numeri per capire perché la nuova Spyker C8 Preliator XXV Coupé presentata a The Quail sia una delle hypercar più fuori dagli schemi della Monterey Car Week. Ma fermarsi alla scheda tecnica significherebbe perdere la parte più interessante della macchina. La nuova Preliator XXV non è infatti un'evoluzione della precedente Spyker.
È stata sviluppata partendo da un foglio bianco, con un nuovo spaceframe progettato internamente e una carrozzeria in alluminio costruita a mano dalla Coventry Prototype Panels in Inghilterra. Dietro l'abitacolo troviamo un V8 4.0 biturbo capace di sviluppare 800 CV e 1.000 Nm. La velocità massima dichiarata supera le 217 mph, equivalenti a circa 350 km/h. Ma soprattutto la potenza arriva alle ruote attraverso una trasmissione manuale. Niente paddle. Niente cambio automatico travestito da manuale.
Sei tu a decidere quando cambiare. Senti ogni passaggio di marcia nella tua mano. E se sbagli, ne sopporti le conseguenze”, spiega Victor Muller fondatore e CEO. Una frase che riassume bene la filosofia di questa nuova vettura. Anche l'abitacolo segue la stessa logica. L'head-up display è l'unico schermo previsto: comandi fisici, strumenti analogici e soprattutto quel leveraggio del cambio completamente a vista che è diventato una delle firme stilistiche della Casa olandese.

Ore e ore di lavoro per creare oggetti unici

Poi iniziano i dettagli. Ogni C8 Preliator XXV richiede circa 2.100 ore di lavoro. Solo per cucire il volante servono quattro ore e un artigiano utilizza contemporaneamente due aghi. Le teste delle viti nell'abitacolo vengono orientate manualmente nella stessa direzione. Il numero di telaio viene battuto a mano sull'alluminio dello spaceframe, rendendo persino ogni stampigliatura leggermente diversa dalle altre. E mentre praticamente tutta l'industria delle hypercar considera ormai la fibra di carbonio una scelta obbligata, Spyker continua a utilizzare l'alluminio.
cambio manuale Spyker Preliator
Non per nostalgia: secondo Muller è proprio la possibilità di modellarlo, lavorarlo e lucidarlo manualmente a renderlo adatto alla filosofia del marchio. Il legame con l'aviazione, altra ossessione Spyker, è ovunque. Le prese d'aria sono NACA, i fanali posteriori ricordano i postbruciatori di un jet e la pinna posteriore riprende quella della C1 Aerocoque del 1919. Una struttura isogrid a triangoli, soluzione nata per alleggerire e irrigidire le strutture aerospaziali, ritorna nelle griglie, nelle prese d'aria, sui pedali, nella rete dello scarico e perfino nella trama dei sedili.

Quante ne verranno prodotte?

La macchina presentata a The Quail è il telaio numero 270, in Quail Green metallizzato con leggere sfumature rose gold, finiture esterne rose gold e pelle Tuscan Saddle nell'abitacolo. La produzione? Soltanto 25 esemplari, tutti costruiti a mano e configurati tailor made con il proprietario. C'è però qualcosa di ancora più importante dietro questa C8. La Preliator XXV rappresenta il nuovo inizio di Spyker dopo l'investimento di Volodymyr Nosov, diventato co-proprietario del brand, e la partnership strategica con W Group.
Spyker Preliator XXV 3-4 back
Il programma futuro indicato dalla Casa comprende anche lo sviluppo della D8 Peking-to-Paris SSUV e l'ambizione di riportare Spyker nelle competizioni endurance GT3. Il paradosso è interessante: nuovi investimenti e nuove tecnologie per difendere un'automobile volutamente analogica.
Del resto Preliator in latino significa “guerriero”. E dopo tutto quello che è successo a Spyker negli ultimi vent'anni, trovare un nome migliore sarebbe stato difficile.
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