Rinasce l'Auto Union Lucca: la Type B del 1935 torna a emozionare 91 anni dopo

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06 maggio 2026, 11.56
L'Auto Union Lucca del 2026 su una strada nei dintorni di Lucca
Audi Tradition annuncia il trionfale ritorno di una vera leggenda: rinasce ufficialmente l’auto da corsa stradale più veloce del mondo. Nel 1935, il fuoriclasse del volante Hans Stuck, trovandosi alla guida dell'iconica Auto Union Lucca, compì un'impresa titanica raggiungendo la straordinaria velocità massima di 326,975 km/h. 91 anni dopo, la replica esatta e fedele di questa celebre e iconica streamliner va ad arricchire in modo inestimabile la collezione storica della Casa di Ingolstadt.
La presentazione ufficiale al pubblico avviene proprio all'interno della città toscana che le dà il nome, configurandosi come un sentito omaggio al clamoroso record stabilito il 15 febbraio del 1935. In quell'occasione storica e memorabile, correndo lungo un tratto dell'autostrada nei pressi di Lucca, l'auto registrò una media sbalorditiva di 320,267 km/h sul miglio con partenza lanciata, toccando contestualmente i 326,975 km/h di punta massima e consacrandosi a tutti gli effetti come l'auto stradale più veloce al mondo.
La berlina da competizione, ingegneristicamente basata sull'Auto Union Type B, poteva sfoggiare un'aerodinamica assolutamente avveniristica, una raffinata carrozzeria realizzata in leggero alluminio e un possente motore V16 sovralimentato.

Gli anni '30 e la genesi aerodinamica della Type B

Gli anni '30 furono un periodo di straordinario fermento, caratterizzati da una feroce competizione tecnologica e sportiva che dominava le attenzioni dei media. In Germania, questa corsa spasmodica al primato si tradusse in una serrata sfida tra la stella e i quattro anelli. Nel corso del 1934, Auto Union, nata nel 1932 dall'unione di Audi, DKW, Horch e Wanderer, debuttò nel mondo delle corse con la possente Type A da 295 CV, conquistando svariati record mondiali sempre grazie alle gesta dell'esperto pilota Hans Stuck. Tuttavia, verso la fine dell'ottobre 1934, il pilota Rudolf Caracciola su vettura Daimler-Benz reagì con vigore, stabilendo in Ungheria nuovi primati internazionali e toccando i 316,592 km/h di media.
UNa foto in bianco e nero dell'Auto Union Lucca del 1935
Per rispondere prontamente a questa sfida, gli ingegneri Auto Union lavorarono febbrilmente per pianificare nuovi tentativi di primato, sviluppando nel 1935 la rivoluzionaria Type B. Sfruttando le avanzate conoscenze acquisite presso la galleria del vento dell'Istituto di Ricerca Aeronautica di Berlino-Adlershof, la filante carrozzeria in alluminio fu accuratamente levigata, verniciata, e le ruote a raggi furono dotate di speciali cover lenticolari. Il cuore pulsante, un motore a 16 cilindri a V, vide la propria cilindrata aumentata a circa 5 litri, arrivando a erogare un'impressionante potenza iniziale di 343 CV. La sua peculiare silhouette allungata, caratterizzata da una coda sagomata a pinna e da avvolgenti passaruota a goccia, la rese un vero unicum aerodinamico.

Da Gyón a Lucca: l'odissea verso il primato mondiale

La caccia al record si rivelò un'autentica odissea. Inizialmente pianificata a Gyón, in Ungheria, la spedizione fu bruscamente interrotta a febbraio 1935 a causa di un repentino peggioramento meteo e di un pericoloso principio d'incendio verificatosi a uno dei tubi di scarico. Il team non si perse d'animo e decise di spostarsi in Italia, a sud di Milano, imbattendosi però in una strada coperta di neve, per poi dirigersi infine in Toscana. Qui, il tratto della strada Firenze-Viareggio compreso tra Pescia e Altopascio si rivelò perfetto: livellato, largo otto metri e rettilineo per circa 5 km.
La mattina del 15 febbraio 1935, dopo intense giornate di test e innumerevoli e minuziose regolazioni aerodinamiche, Hans Stuck scese in pista davanti a migliaia di spettatori. Supportato da moderni sistemi di cronometraggio con fotocellule, raggiunse l'ambizioso obiettivo, registrando la stratosferica media di 320,267 km/h e consacrando l'Auto Union Lucca alla gloria eterna come "vettura da corsa stradale più veloce al mondo". Il successo ebbe vasta risonanza: quasi in contemporanea, una versione simile fu presentata con orgoglio alla Mostra dell'Automobile di Berlino.
Audi Tradition ha ricostruito l'Auto Union Lucca seguendo le forme della Type B del 1935

La ricostruzione storica e il fascino senza tempo

Oggi, l'Auto Union Lucca è considerata una pietra miliare assoluta dell'aerodinamica, come tiene a sottolineare Stefan Trauf, Responsabile di Audi Tradition. L'esemplare che possiamo ammirare odiernamente è stato magistralmente ricostruito a mano in oltre tre anni di lavoro dallo specialista inglese Crosthwaite & Gardiner, basandosi unicamente su fotografie storiche e documenti d'archivio. Il progetto, guidato da Timo Witt e completato a inizio 2026, ha confermato in modo inequivocabile l'efficienza del design originale, registrando nella galleria del vento Audi un eccezionale coefficiente aerodinamico (CX) pari a 0,43.
Proprio Witt elogia “il dinamismo e la rapidità” con cui l'azienda reagiva alla concorrenza negli anni Trenta, sottolineando come senza tale flessibilità il record di Lucca non sarebbe mai stato possibile. Dopo aver abbagliato l'Italia, questa magnifica vettura sfilerà dal 9 al 12 luglio al prestigioso Festival of Speed di Goodwood in Inghilterra.

Analisi tecnica: il ponte tra 1935 e 2026

Cosa si nasconde sotto l'Auto Union Lucca del 2026
La fedele replica moderna presenta alcuni adattamenti tecnici rispetto al modello originale, come evidenziato dai dati:
  • Propulsore: entrambe le incarnazioni fanno affidamento su un possente 16 cilindri a V sovralimentato mediante compressore volumetrico, posizionato centralmente-posteriormente.
  • Cilindrata: mentre l'originale storica cubava 4.951 cc, la replica del 2026 adotta un propulsore da 6.005 cc, di derivazione Auto Union Type C 1936.
  • Potenza erogata: dai 343 CV a 4.800 giri/min del 1935, si è passati a ben 520 CV erogati a 4.500 giri/min del modello attuale.
  • Massa complessiva: l'esile originale fermava l'ago della bilancia a soli 750 kg a vuoto, contro i 960 kg della complessa riproduzione odierna.
  • Ciclistica e design: entrambe le vetture mantengono la struttura tubolare e l'affascinante e iconica carrozzeria "Streamliner".
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