C'è qualcosa di suggestivo nel fatto che un'impresa ispirata
ai viaggi di Marco Polo, il veneziano che più di 750 anni fa percorse la Via
della Seta portando in Occidente storie di un mondo sconosciuto, sia partita da
Roma. Non da Venezia, non dalla Cina, ma dalla Città Eterna. Come a voler
ricordare che certi ponti tra culture non hanno un unico punto di partenza, ma
nascono da ogni luogo in cui qualcuno decida di mettersi in cammino.
È da Palazzo Orsini Taverna, nel cuore storico della
capitale, che il 13 giugno 2026 ha preso il via il Marco Polo Drive
for Peace, Culture and Sustainable Development: un viaggio di 43 giorni
e oltre 15.000 chilometri che attraverserà dodici Paesi per raggiungere
Hong Kong, con una Denza Z9GT come mezzo e la promozione della mobilità
sostenibile come missione dichiarata.
Chi c'è dietro il progetto
Il Marco Polo Drive non è una semplice operazione di
marketing travestita da avventura. I nomi dietro al progetto hanno un peso
specifico. Il primo è Patrick Zhong, Founding Managing Partner di M31
Capital, che ha avuto l'idea originale e ne ha curato la costruzione. Il
secondo è Jeffrey Sachs, direttore del Center for Sustainable
Development della Columbia University e uno degli economisti più influenti al
mondo, da decenni impegnato sul fronte dello sviluppo sostenibile e della
cooperazione internazionale.
Alla cerimonia di Roma erano presenti ambasciatori,
rappresentanti istituzionali, partner industriali ed esponenti del mondo
culturale, oltre al top management di
BYD con in testa
Stella Li,
Executive Vice President del gruppo. Un momento che ha incluso anche letture
poetiche da parte di bambini nelle lingue native di alcuni dei paesi
attraversati (croato, azero, cinese) a sottolineare la dimensione umana e
culturale dell'iniziativa, al di là della componente tecnologica.
"Siamo in tempi complessi ma anche, a mio avviso, in
tempi di straordinarie possibilità e speranza", ha dichiarato Sachs.
"Questo è il momento in cui il mondo può e deve unirsi: per valorizzare le
meraviglie della cultura e della diversità culturale, e per lo sviluppo
sostenibile. BYD sta rendendo possibile questo sogno."
Patrick Zhong ha scelto parole più poetiche: "Quando
viaggiamo oggi da Roma a Hong Kong, prendiamo un volo, guardiamo un film,
mangiamo bene e dormiamo un po', poi atterriamo. Ma quando Marco Polo
viaggiava, tutto avveniva passo dopo passo. Essere sulla strada permette di
vivere la maestosità del mondo in slow motion."
La Z9GT alla prova della Via della Seta
L'auto scelta per questo viaggio non è casuale. La Denza
Z9GT, la shooting brake premium già protagonista dell'inaugurazione dello
showroom Barchetti di Bologna lo scorso maggio, è il modello con cui BYD
intende affermare Denza nel segmento premium europeo, e portarla lungo la Via
della Seta è insieme una prova tecnica e una dichiarazione d'intenti.
Il percorso attraverserà Città del Vaticano, Italia,
Croazia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan,
Uzbekistan e Cina: un itinerario che attraversa infrastrutture di ricarica
molto disomogenee, climi estremi e strade di qualità variabile. Una condizione
ideale per mettere alla prova le tecnologie di bordo.
Al centro c'è la tecnologia Flash Charging, che
permette di portare la batteria dal 10% al 97% in soli 9 minuti, con
prestazioni costanti fino a -30°C. Un sistema che nei Paesi attraversati non
sempre troverà stazioni dedicate, ma che sull'intera Z9GT garantisce comunque 600
km di autonomia WLTP nella versione elettrica, sufficiente a coprire tratte
lunghe senza ricorrere necessariamente alla ricarica rapida ad ogni sosta.
Non è solo l'autonomia a rendere la Z9GT adatta a un viaggio
di questo tipo. La piattaforma e3 su cui è costruita integra un sistema
di sterzo indipendente posteriore a doppio motore, sospensioni pneumatiche a
doppia camera e un Vehicle Motion Control che gestisce tutti gli attuatori del
veicolo con tempi di trasmissione del segnale fino a 10 millisecondi. Tutte caratteristiche
pensate per garantire stabilità e sicurezza anche nelle situazioni più
impreviste, come lo scoppio di uno pneumatico ad alta velocità. A questo si
aggiunge un abitacolo che Stella Li ha descritto come "un ufficio mobile,
una casa mobile": display da 17,3" al centro, head-up display in
realtà aumentata da 50", assistente vocale AI e perfino la funzione
Vehicle-to-Load, che permette di usare l'energia della batteria per alimentare
dispositivi esterni durante le soste.
Più di un test drive
Quello che colpisce del Marco Polo Drive, al di là della
componente spettacolare, è l'ambizione intellettuale che ci sta dietro. Un
economista come Sachs non si presta a operazioni di pura immagine, e la scelta
di costruire il viaggio attorno ai temi della cultura, della pace e dello
sviluppo sostenibile suggerisce che BYD voglia usare questo percorso per dire
qualcosa di più di "la nostra auto va lontano e si ricarica in
fretta."
In un momento in cui le tensioni commerciali tra Europa e
Cina sono tutt'altro che sopite e in cui i dazi sulle auto elettriche cinesi
restano un tema aperto, un viaggio che percorre fisicamente il ponte tra i due
continenti ha un valore simbolico che va oltre la mobilità elettrica. Stella Li
lo ha detto chiaramente: "Viviamo sullo stesso pianeta e collaborare per
un futuro green darà speranza alle nuove generazioni."
43 giorni, 15.000 chilometri, 12 Paesi. La Via della Seta
percorsa in elettrico. Il risultato lo sapremo a fine luglio, quando la Z9GT
raggiungerà Hong Kong.