Sulle orme di Marco Polo in elettrico: da Roma a Hong Kong per dimostrare che il mondo può ancora unirsi

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di Simone Bocca
15 giugno 2026, 15.15
Nell'immagine si vedono Stella Li, Jeffrey Sachs e Patrick Zhong durante la cerimonia del Marco Polo Drive
C'è qualcosa di suggestivo nel fatto che un'impresa ispirata ai viaggi di Marco Polo, il veneziano che più di 750 anni fa percorse la Via della Seta portando in Occidente storie di un mondo sconosciuto, sia partita da Roma. Non da Venezia, non dalla Cina, ma dalla Città Eterna. Come a voler ricordare che certi ponti tra culture non hanno un unico punto di partenza, ma nascono da ogni luogo in cui qualcuno decida di mettersi in cammino.
È da Palazzo Orsini Taverna, nel cuore storico della capitale, che il 13 giugno 2026 ha preso il via il Marco Polo Drive for Peace, Culture and Sustainable Development: un viaggio di 43 giorni e oltre 15.000 chilometri che attraverserà dodici Paesi per raggiungere Hong Kong, con una Denza Z9GT come mezzo e la promozione della mobilità sostenibile come missione dichiarata.

Chi c'è dietro il progetto

Il Marco Polo Drive non è una semplice operazione di marketing travestita da avventura. I nomi dietro al progetto hanno un peso specifico. Il primo è Patrick Zhong, Founding Managing Partner di M31 Capital, che ha avuto l'idea originale e ne ha curato la costruzione. Il secondo è Jeffrey Sachs, direttore del Center for Sustainable Development della Columbia University e uno degli economisti più influenti al mondo, da decenni impegnato sul fronte dello sviluppo sostenibile e della cooperazione internazionale.
Alla cerimonia di Roma erano presenti ambasciatori, rappresentanti istituzionali, partner industriali ed esponenti del mondo culturale, oltre al top management di BYD con in testa Stella Li, Executive Vice President del gruppo. Un momento che ha incluso anche letture poetiche da parte di bambini nelle lingue native di alcuni dei paesi attraversati (croato, azero, cinese) a sottolineare la dimensione umana e culturale dell'iniziativa, al di là della componente tecnologica.
"Siamo in tempi complessi ma anche, a mio avviso, in tempi di straordinarie possibilità e speranza", ha dichiarato Sachs. "Questo è il momento in cui il mondo può e deve unirsi: per valorizzare le meraviglie della cultura e della diversità culturale, e per lo sviluppo sostenibile. BYD sta rendendo possibile questo sogno."
Patrick Zhong ha scelto parole più poetiche: "Quando viaggiamo oggi da Roma a Hong Kong, prendiamo un volo, guardiamo un film, mangiamo bene e dormiamo un po', poi atterriamo. Ma quando Marco Polo viaggiava, tutto avveniva passo dopo passo. Essere sulla strada permette di vivere la maestosità del mondo in slow motion."

La Z9GT alla prova della Via della Seta

L'auto scelta per questo viaggio non è casuale. La Denza Z9GT, la shooting brake premium già protagonista dell'inaugurazione dello showroom Barchetti di Bologna lo scorso maggio, è il modello con cui BYD intende affermare Denza nel segmento premium europeo, e portarla lungo la Via della Seta è insieme una prova tecnica e una dichiarazione d'intenti.
Il percorso attraverserà Città del Vaticano, Italia, Croazia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Uzbekistan e Cina: un itinerario che attraversa infrastrutture di ricarica molto disomogenee, climi estremi e strade di qualità variabile. Una condizione ideale per mettere alla prova le tecnologie di bordo.
Nell'immagine si vede la Denza Z9GT nel palazzo Orsini Taverna a Roma
Al centro c'è la tecnologia Flash Charging, che permette di portare la batteria dal 10% al 97% in soli 9 minuti, con prestazioni costanti fino a -30°C. Un sistema che nei Paesi attraversati non sempre troverà stazioni dedicate, ma che sull'intera Z9GT garantisce comunque 600 km di autonomia WLTP nella versione elettrica, sufficiente a coprire tratte lunghe senza ricorrere necessariamente alla ricarica rapida ad ogni sosta.
Non è solo l'autonomia a rendere la Z9GT adatta a un viaggio di questo tipo. La piattaforma e3 su cui è costruita integra un sistema di sterzo indipendente posteriore a doppio motore, sospensioni pneumatiche a doppia camera e un Vehicle Motion Control che gestisce tutti gli attuatori del veicolo con tempi di trasmissione del segnale fino a 10 millisecondi. Tutte caratteristiche pensate per garantire stabilità e sicurezza anche nelle situazioni più impreviste, come lo scoppio di uno pneumatico ad alta velocità. A questo si aggiunge un abitacolo che Stella Li ha descritto come "un ufficio mobile, una casa mobile": display da 17,3" al centro, head-up display in realtà aumentata da 50", assistente vocale AI e perfino la funzione Vehicle-to-Load, che permette di usare l'energia della batteria per alimentare dispositivi esterni durante le soste.

Più di un test drive

Quello che colpisce del Marco Polo Drive, al di là della componente spettacolare, è l'ambizione intellettuale che ci sta dietro. Un economista come Sachs non si presta a operazioni di pura immagine, e la scelta di costruire il viaggio attorno ai temi della cultura, della pace e dello sviluppo sostenibile suggerisce che BYD voglia usare questo percorso per dire qualcosa di più di "la nostra auto va lontano e si ricarica in fretta."
In un momento in cui le tensioni commerciali tra Europa e Cina sono tutt'altro che sopite e in cui i dazi sulle auto elettriche cinesi restano un tema aperto, un viaggio che percorre fisicamente il ponte tra i due continenti ha un valore simbolico che va oltre la mobilità elettrica. Stella Li lo ha detto chiaramente: "Viviamo sullo stesso pianeta e collaborare per un futuro green darà speranza alle nuove generazioni."
43 giorni, 15.000 chilometri, 12 Paesi. La Via della Seta percorsa in elettrico. Il risultato lo sapremo a fine luglio, quando la Z9GT raggiungerà Hong Kong.
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