Terminata la proroga di due mesi concessa dal Governo su
richiesta dell’Ania, da oggi, 16 luglio, entra ufficialmente in vigore
l'obbligo di copertura assicurativa per i monopattini elettrici. Una novità
normativa che, secondo le stime diffuse da Assoutenti, andrà a interessare
circa un milione di proprietari privati in Italia, generando una spesa
complessiva stimata intorno ai 50 milioni di euro annui.
Dietro la nuova misura, tuttavia, emergono scenari
complessi: dalle sanzioni per i trasgressori alle difficoltà tecniche nella
gestione dei sinistri, fino alla perdurante carenza di controlli sulle strade
urbane.
Le sanzioni e il nodo della polizza "RC Famiglia"
Il nuovo Codice della strada parla chiaro: i monopattini a
propulsione prevalentemente elettrica non possono circolare se sprovvisti di
una polizza per la responsabilità civile verso terzi (ex articolo 2054 del
Codice Civile). Per chi non si adegua alle nuove disposizioni, il legislatore
ha previsto sanzioni amministrative che vanno da 100 a 400 euro.
Assoutenti solleva inoltre una questione tecnica
fondamentale per i consumatori: la generica polizza "RC
Capofamiglia" non sarà sufficiente. Per essere ritenuta legalmente
valida e tutelare il guidatore in caso di danni arrecati a pedoni, ciclisti o
altri veicoli, l'assicurazione deve obbligatoriamente riportare il codice
del contrassegno identificativo del mezzo.
- Costo
medio polizza base: Tra i 35 e i 55 euro annui.
- Costo
polizza con garanzie accessorie: Fino a 150 euro annui.
- Impatto
economico globale: Circa 50 milioni di euro a carico dei proprietari.
Assicurazioni: niente "indennizzo diretto" per i primi due anni
Dal punto di vista procedurale, l'ingresso dei monopattini
nel sistema assicurativo apre una fase transitoria. La circolare del Mimit
dello scorso 24 aprile ha stabilito che, trattandosi di una fattispecie del
tutto nuova, non sarà applicabile il sistema dell'indennizzo diretto per
almeno i primi due anni.
In caso di sinistro causato da un monopattino:
- Verrà
applicata la procedura di risarcimento ordinario (articolo 148 del
Codice delle assicurazioni).
- Il
danneggiato non potrà chiedere il risarcimento alla propria compagnia, ma
dovrà interfacciarsi direttamente con l'impresa assicuratrice del
responsabile dell'incidente.
In questo biennio, l'Ivass monitorerà l'andamento effettivo
dei costi dei risarcimenti, inviando relazioni semestrali al Ministero, con
l'obiettivo finale di costruire un forfait specifico e calibrato su base
nazionale.
L'impatto tecnico: la sfida dei periti assicurativi
L'obbligo assicurativo rivoluziona anche l'approccio tecnico
alla ricostruzione degli incidenti stradali. L'AIPED (Associazione Italiana
Periti Estimatori Danni) sottolinea come la gestione dei sinistri che
coinvolgono monopattini sia sensibilmente più complessa rispetto a quella dei
veicoli tradizionali.
"L’ingresso strutturato dei monopattini nel sistema
assicurativo comporta un aumento delle pratiche con dinamiche nuove e meno
standardizzate, caratterizzate spesso da una minore disponibilità di elementi
oggettivi e da contesti urbani complessi", spiega Luigi Mercurio,
presidente di AIPED.
L'associazione ribadisce che la valutazione tecnica del
sinistro richiederà un'attenzione metodologica superiore, dallo studio delle
traiettorie all'analisi delle modalità d'urto, rendendo il contrassegno
identificativo uno strumento cruciale per facilitare l'accertamento delle
responsabilità.
Le criticità sul territorio: "Nelle città regna ancora il Far
West"
Se l'impianto normativo è ormai definito, la sua
applicazione pratica desta forti perplessità. Gabriele Melluso, presidente di
Assoutenti, denuncia una discrepanza tra gli obblighi di legge e la realtà del
traffico urbano.
"Il vero problema è che nel settore dei monopattini
regna ancora il far west", afferma Melluso. "Vengono imposti nuovi
obblighi di legge ma nelle nostre città ancora non si riesce a far rispettare
le regole più basilari del Codice della strada, come l’uso del casco o il
divieto di circolare in due sui monopattini, perché i controlli da parte delle
forze dell’ordine sono del tutto insufficienti".
L'articolo si chiude con un duplice appello al Governo da
parte delle associazioni dei consumatori: intensificare i controlli su strada
per garantire la sicurezza reale e, parallelamente, vigilare sul mercato
assicurativo per evitare speculazioni e ingiustificate discriminazioni
tariffarie tra le diverse province e regioni italiane.