Il mercato delle auto usate in Italia si trova a fare i
conti con un'evoluzione silenziosa ma preoccupante delle frodi
automobilistiche. Se per anni il fenomeno dei contachilometri scalati è stato
associato quasi esclusivamente ai veicoli diesel, l'avanzata delle nuove
tecnologie ha spinto i truffatori ad aggiornare le proprie strategie. Oggi,
nemmeno i veicoli ibridi ed elettrici possono più considerarsi un'isola felice.
A tracciare il quadro di questa trasformazione è l'ultimo
studio condotto da carVertical, società leader nella raccolta di dati
automobilistici, che ha analizzato la cronologia dei veicoli richiesti dagli
utenti tra gennaio 2024 e marzo 2026. I dati parlano chiaro: l'illegalità
viaggia di pari passo con le tendenze del mercato.
La mappa del mercato dell'usato in Italia
Il parco auto di seconda mano nel Paese resta fortemente
ancorato alle motorizzazioni tradizionali, ma la transizione verso il
"green" sta progressivamente modificando gli equilibri. Secondo
l'analisi di carVertical, le verifiche effettuate sulla piattaforma si dividono
così:
- Diesel:
61,5% del totale dei veicoli controllati
- Benzina:
37,5%
- Elettriche:
0,6%
- Ibride:
0,5%
Sebbene la quota di mercato dell'ibrido e dell'elettrico
risulti ancora marginale nell'usato, la loro crescita costante attira
l'attenzione di soggetti malintenzionati.
I numeri della frode: il Diesel guida, ma l'elettrico preoccupa
I motori a gasolio continuano a registrare il tasso di
manomissione più alto, principalmente a causa delle elevate percorrenze
chilometriche che caratterizzano questi mezzi, rendendoli target ideali per i
truffatori. Su cento auto diesel controllate, ben 3,1 presentano un
chilometraggio alterato, con una riduzione media record di 73.459 km.
Subito dopo si posizionano le vetture a benzina (2,3% di
casi di frode), dove i contachilometri vengono alleggeriti in media di quasi
58.500 km.
Il confronto tra i diversi tipi di alimentazione
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Alimentazione
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Quota di mercato controllata
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Percentuale di auto truccate
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Riduzione media dei chilometri
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Diesel
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61,5%
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3,1%
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73.459 km
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Benzina
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37,5%
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2,3%
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58.498 km
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Ibride
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0,5%
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1,3%
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~41.000 km
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Elettriche
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0,6%
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0,9%
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~61.000 km
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La vera sorpresa emerge però dall'analisi dei veicoli a zero
emissioni. Sebbene le auto elettriche registrino la percentuale di rischio più
bassa (appena lo 0,9%), quando la truffa si consuma l'impatto è profondo: il
contachilometri viene scalato in media di circa 61.000 km, un valore
persino superiore a quello delle auto a benzina.
Il parere dell'esperto
L'illusione che i sistemi digitali e le tecnologie avanzate
dei veicoli di ultima generazione siano inviolabili rischia di costare caro ai
consumatori. Comprare un'auto con un chilometraggio falsificato non è solo un
danno economico legato all'acquisto, ma comporta il rischio di dover affrontare
spese di manutenzione impreviste e ingenti su componenti già fortemente
usurate.
Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di
carVertical, evidenzia la necessità di non abbassare la guardia:
"Molti acquirenti pensano che scegliere un'auto ibrida
o elettrica significhi ridurre il rischio di problemi nascosti, ma non sempre è
così. Anche i veicoli più recenti possono presentare un chilometraggio
alterato, con il rischio di pagare molto più del loro reale valore. È solo una
questione di tempo prima che questi segmenti rappresentino una parte molto più
significativa delle vendite di auto usate."
La raccomandazione degli esperti per tutelarsi da brutte
sorprese resta quella di muoversi con cautela: verificare sempre con
attenzione la cronologia dello storico del veicolo e incrociare i dati
ufficiali prima di procedere a qualsiasi transazione economica.