Trasforma una Toyota in una Ferrari per venderla: smantellato il falso "Cavallino" a Catanzaro

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04 maggio 2026, 16.48
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Foto della Guardia di Finanza
L'illusione di acquistare un pezzo di storia dell'automobilismo italiano si è infranta contro i controlli della Guardia di Finanza. Nel capoluogo calabrese, i militari hanno smascherato e bloccato una sofisticata operazione di contraffazione: una comune vettura Toyota era stata meticolosamente modificata per assumere le sembianze di una prestigiosa Ferrari F355 GTS ed essere poi piazzata sul mercato.
L'intervento, condotto dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro in esecuzione di un provvedimento del Tribunale locale, si è concluso con la confisca del veicolo, la distruzione delle parti falsificate e pesanti conseguenze penali per il proprietario.

Una truffa curata nei minimi dettagli

Il veicolo "clone" era stato esposto in un autosalone di Catanzaro e parallelamente pubblicizzato sul web. Negli annunci, l'auto veniva presentata come un'autentica Ferrari F355 GTS – iconico modello prodotto a Maranello dal 1994 al 1999 e celebre per il design firmato Pininfarina – omettendo strategicamente il prezzo di vendita per favorire presumibilmente trattative riservate.
Per ingannare i potenziali acquirenti, l'auto di partenza aveva subito un'alterazione strutturale ed estetica radicale. Le Fiamme Gialle, coadiuvate durante le operazioni da personale tecnico specializzato inviato direttamente dalla casa madre Ferrari, hanno accertato la sistematica sostituzione delle parti originali giapponesi con prodotti apparentemente identici a quelli del marchio modenese.
Tra le innumerevoli componenti contraffatte individuate e rimosse figurano:
  • Elementi identitari: Stemmi e loghi del Cavallino rampante posizionati sulla carrozzeria e nell'abitacolo.
  • Componenti di carrozzeria: Cofano anteriore, cofano posteriore, passaruota e battitacco sagomati su misura.
  • Dettagli tecnici e interni: Cerchi in lega, volante sportivo e specifiche parti meccaniche riprodotte illegalmente.

Lo smantellamento e il rinvio a giudizio

A seguito dell'intervento delle autorità, l'auto è stata posta sotto sequestro e letteralmente "spogliata" di tutte le sue finiture illecite. Le componenti contraffatte, a tutela del marchio e dei consumatori, sono state definitivamente distrutte.
Il proprietario del veicolo e ideatore della contraffazione dovrà ora rispondere delle proprie azioni in sede penale. Dopo una prima denuncia sporta presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, l'uomo è stato formalmente rinviato a giudizio con l'accusa di contraffazione.
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