Suzuki non si piega e tiene la quota: "L'elettrico per decreto ha fallito". Il piano per il 2026

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14 gennaio 2026, 13.30
sede suzuki italia
Il marchio giapponese chiude il 2025 confermandosi sopra il 2% del mercato nonostante l'addio forzato a icone come Jimny e Ignis. Il Presidente Nalli attacca le politiche UE e prepara il lancio del primo SUV a zero emissioni, ma senza abbandonare l'ibrido.
Chiudere l'anno confermando la propria posizione in un mercato in calo, dopo aver dovuto rinunciare a due dei propri modelli più iconici per "colpa" dell'Europa. È questa la sintesi del 2025 di Suzuki Italia, che ha totalizzato 31.222 immatricolazioni raggiungendo una quota di mercato del 2,1%.
Un risultato che fa dell'Italia la prima filiale europea per volumi della casa di Hamamatsu, ma che arriva accompagnato da un’analisi lucida e tagliente del Presidente e CEO, Massimo Nalli, riguardo lo stato di salute dell'automotive continentale.

L'affondo di Nalli: "Ignis e Jimny vittime sacrificali"

Non usa mezzi termini il numero uno di Suzuki Italia nel commentare i dati UNRAE. Il mantenimento della quota di mercato (per il settimo anno consecutivo sopra il 2%) è avvenuto nonostante l'uscita di scena del SUV ultracompatto Ignis e del fuoristrada Jimny. "Entrambe vittime sacrificali sull’altare europeo della riduzione della CO2", dichiara Nalli. "La normativa europea, che prevede la forte penalizzazione delle motorizzazioni termiche in favore di quelle elettriche, conferma di aver fallito l’obiettivo di garantire la mobilità dei cittadini europei".
La critica di Suzuki si rivolge a una transizione definita "per decreto", che ha costretto molti costruttori a ridurre la capacità produttiva e i posti di lavoro, scontrandosi con una domanda di veicoli elettrici ancora debole (in Italia ferma al 6,2% nonostante gli incentivi). La strategia del marchio giapponese rimane quindi pragmatica: difendere le motorizzazioni termiche ibride, che rappresentano oltre il 90% delle preferenze degli italiani, affiancandole gradualmente all'elettrico.

I numeri del successo: Swift e Vitara trainano le vendite

Se la politica industriale è complessa, i numeri di vendita sono chiari. La gamma 100% ibrida di Suzuki continua a convincere.
  • Suzuki Swift Hybrid: È la regina del marchio. Con 11.497 unità rappresenta il 36,8% delle vendite totali e si piazza al settimo posto tra le auto più vendute del segmento B nel suo primo anno di commercializzazione.
  • Suzuki Vitara Hybrid: L'intramontabile B-SUV tiene botta con 10.549 immatricolazioni (33,7% del mix), dimostrando che la formula lanciata nel 1988 è ancora attuale.
  • Suzuki S-Cross Hybrid: Il crossover familiare chiude il podio con 5.207 unità, apprezzato per il mix tra spazio e design muscolare.

Il DNA 4x4: un'auto su tre è integrale

Un dato distingue nettamente Suzuki dalla concorrenza generalista: la trazione integrale. In un mercato dove i SUV sono spesso solo a trazione anteriore, il 30,4% delle Suzuki vendute in Italia nel 2025 è dotato della tecnologia 4x4 ALLGRIP. Una percentuale altissima che conferma la fedeltà della clientela verso un brand che, dal Jimny LJ10 del 1970, è sinonimo di off-road accessibile.

2026: Arriva la eVitara

Guardando al futuro, il 2026 sarà l'anno della svolta tecnica, ma sempre secondo la filosofia giapponese "Sho-Sho-Kei-Tan-Bi" (Piccolo, Minimo, Leggero, Breve, Bello). In primavera arriverà nelle concessionarie la Suzuki eVITARA, la prima vettura 100% elettrica del marchio.
Non sarà un'elettrica "qualsiasi": Suzuki promette di mantenere intatto il DNA del brand, offrendo un accattivante stile sportivo e, soprattutto, un'esclusiva trazione integrale con tecnologia dual-motor. La eVitara si affiancherà alla gamma ibrida esistente, senza sostituirla drasticamente, offrendo un'alternativa a zero emissioni per chi è pronto al salto, ma senza forzature.
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