Il marchio giapponese chiude il 2025 confermandosi sopra
il 2% del mercato nonostante l'addio forzato a icone come Jimny e Ignis. Il
Presidente Nalli attacca le politiche UE e prepara il lancio del primo SUV a
zero emissioni, ma senza abbandonare l'ibrido.
Chiudere l'anno confermando la propria posizione in un
mercato in calo, dopo aver dovuto rinunciare a due dei propri modelli più
iconici per "colpa" dell'Europa. È questa la sintesi del 2025 di
Suzuki
Italia, che ha totalizzato
31.222 immatricolazioni raggiungendo una
quota di mercato del
2,1%.
Un risultato che fa dell'Italia la prima filiale europea per
volumi della casa di Hamamatsu, ma che arriva accompagnato da un’analisi lucida
e tagliente del Presidente e CEO, Massimo Nalli, riguardo lo stato di
salute dell'automotive continentale.
L'affondo di Nalli: "Ignis e Jimny vittime sacrificali"
Non usa mezzi termini il numero uno di
Suzuki Italia nel
commentare i dati UNRAE. Il mantenimento della quota di mercato (per il settimo
anno consecutivo sopra il 2%) è avvenuto nonostante l'uscita di scena del SUV
ultracompatto
Ignis e del fuoristrada
Jimny.
"Entrambe
vittime sacrificali sull’altare europeo della riduzione della CO2",
dichiara Nalli.
"La normativa europea, che prevede la forte
penalizzazione delle motorizzazioni termiche in favore di quelle elettriche,
conferma di aver fallito l’obiettivo di garantire la mobilità dei cittadini
europei".La critica di
Suzuki si rivolge a una transizione definita
"per decreto", che ha costretto molti costruttori a ridurre la
capacità produttiva e i posti di lavoro, scontrandosi con una domanda di
veicoli elettrici ancora debole (in Italia ferma al 6,2% nonostante gli
incentivi). La strategia del marchio giapponese rimane quindi pragmatica:
difendere le
motorizzazioni termiche ibride, che rappresentano oltre il
90% delle preferenze degli italiani, affiancandole gradualmente all'elettrico.
I numeri del successo: Swift e Vitara trainano le vendite
Se la politica industriale è complessa, i numeri di vendita
sono chiari. La gamma 100% ibrida di
Suzuki continua a convincere.
- Suzuki
Swift Hybrid: È la regina del marchio. Con 11.497 unità
rappresenta il 36,8% delle vendite totali e si piazza al settimo posto tra
le auto più vendute del segmento B nel suo primo anno di
commercializzazione.
- Suzuki
Vitara Hybrid: L'intramontabile B-SUV tiene botta con 10.549
immatricolazioni (33,7% del mix), dimostrando che la formula lanciata
nel 1988 è ancora attuale.
- Suzuki
S-Cross Hybrid: Il crossover familiare chiude il podio con 5.207
unità, apprezzato per il mix tra spazio e design muscolare.
Il DNA 4x4: un'auto su tre è integrale
Un dato distingue nettamente
Suzuki dalla concorrenza
generalista: la
trazione integrale. In un mercato dove i SUV sono spesso
solo a trazione anteriore, il
30,4% delle Suzuki vendute in Italia nel
2025 è dotato della tecnologia
4x4 ALLGRIP. Una percentuale altissima
che conferma la fedeltà della clientela verso un brand che, dal Jimny LJ10 del
1970, è sinonimo di off-road accessibile.
2026: Arriva la eVitara
Guardando al futuro, il 2026 sarà l'anno della svolta
tecnica, ma sempre secondo la filosofia giapponese
"Sho-Sho-Kei-Tan-Bi"
(Piccolo, Minimo, Leggero, Breve, Bello). In primavera arriverà nelle
concessionarie la
Suzuki eVITARA, la prima vettura 100% elettrica del
marchio.
Non sarà un'elettrica "qualsiasi":
Suzuki promette
di mantenere intatto il DNA del brand, offrendo un accattivante stile sportivo
e, soprattutto, un'esclusiva
trazione integrale con tecnologia dual-motor.
La eVitara si affiancherà alla gamma ibrida esistente, senza sostituirla
drasticamente, offrendo un'alternativa a zero emissioni per chi è pronto al
salto, ma senza forzature.