Sorrentino "rottama" la vecchia Auto Blu: nel suo nuovo film il Presidente viaggia su un'ammiraglia cinese

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16 gennaio 2026, 17.40
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Dimenticate le classiche berline istituzionali. In "La Grazia", il regista Premio Oscar ridisegna l'estetica del potere scegliendo la futuristica Denza Z9 per il suo Capo dello Stato. Una scelta di stile o un messaggio politico?
C’è un nuovo attore nel cast di Paolo Sorrentino, ma non ha battute, non respira e, soprattutto, si muove nel silenzio più assoluto. Si tratta della Denza Z9, la berlina ultra-premium del colosso BYD, che nel nuovo attesissimo film "La Grazia" uscito il 15 gennaio arriva al debutto assoluto che farà discutere.
La notizia non è tanto la presenza dell'auto, quanto chi la occupa. Sorrentino, maestro nel raccontare i vizi e le virtù del potere italiano – da Il Divo a Loro – ha deciso di mettere il suo Presidente della Repubblica, il personaggio fittizio Mariano De Santis, sui sedili posteriori di un'auto cinese.

Non solo un accessorio: il nuovo simbolo del Potere

Perché non una Maserati o una Lancia, simboli storici del Quirinale? La risposta va cercata nella sceneggiatura stessa. Presentata all’82ª Mostra di Venezia, la pellicola indaga i cambiamenti nei simboli del potere. E cosa c'è di più simbolico, nel 2026, del sorpasso tecnologico orientale?
La Denza Z9 non è una comparsa accidentale. Nella visione di Sorrentino, l'auto diventa l'estensione fisica del Presidente De Santis: silenziosa, impenetrabile, tecnologicamente onniscente. La Z9 rappresenta l'equilibrio tra l'estetica formale richiesta dal cerimoniale e l'innovazione radicale che sta investendo la società. È il "nuovo potere" che avanza: elegante fuori, iper-connesso dentro.

Il set perfetto: il lusso del silenzio

Oltre alla Denza Z9, vettura assegnata al Presidente De Santis, nel film si fanno notare altre due vetture, due BYD Seal U di colore nero, dedicate agli uomini della scorta, da diversi mesi tra le vetture ibride più vendute in Italia. Oltre alla simbologia, c'è una ragione tecnica che ha fatto innamorare la produzione. Girare scene di dialogo all'interno di un'auto in movimento è spesso un incubo acustico.
BYD La Grazia film 1
La piattaforma elettrica ad alte prestazioni della Z9 e la sua insonorizzazione maniacale hanno offerto a Sorrentino un set mobile perfetto: un ambiente ovattato dove le parole del Presidente pesano come macigni, senza il ronzio di un motore termico a disturbare la "grazia" del momento. Due delle scene più struggenti del film, poi, si sviluppano proprio sui sedili posteriori della Denza Z9, con Toni Servillo in grande spolvero nell'interpretazione di un uomo austero e conservatore, ma con un grande turbamento emotivo interiore.

BYD alla conquista di Hollywood (e Cinecittà)

L'operazione segna un punto di svolta per il brand Denza. Uscire dai saloni dell'auto per entrare nel tempio del cinema d'autore significa voler legittimare il proprio posizionamento premium nell'immaginario collettivo occidentale. Non più solo "auto elettriche efficienti", ma oggetti di desiderio e status symbol capaci di sfilare sul red carpet.
BYD La Grazia film 2
Il film è arrivato nelle sale il 15 gennaio 2026, con anteprime esclusive durante le feste natalizie, e limpegno di BYD diventa manifesto con i titoli di coda, dove è presente l'indicazione del product placement delle vetture fornite da BYD Italia. C'è da scommetterci: quando il Presidente De Santis scende dalla sua auto blu "alternativa", gli occhi degli spettatori non saranno puntati solo sull'attore.
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