Quando si evocano i giganti mondiali nella produzione di
pneumatici, i nomi che balzano alla mente sono inevitabilmente legati ai
colossi dell'automotive: Michelin, Bridgestone, Pirelli o Goodyear. Aziende
storiche che equipaggiano milioni di veicoli su strada. Eppure, per individuare
chi detiene lo scettro del primato globale per puro volume di unità prodotte, occorre
abbandonare le autostrade e addentrarsi nel mondo del giocattolo.
Lego è, a tutti gli effetti, il più grande produttore di
pneumatici al mondo. Una realtà industriale che può apparire paradossale, ma
che è supportata da numeri ineguagliabili e che nasconde una complessa
ingegneria dei materiali e una recente, drastica svolta verso la sostenibilità.
I numeri di un dominio incontrastato
Ogni anno, l'azienda danese sforna oltre 318 milioni di
piccoli pneumatici in gomma, con stime recenti che indicano picchi produttivi
fino a 400 milioni di unità annue. Tradotto in ritmi industriali, si parla di
circa 870.000 gomme prodotte ogni singolo giorno.
Queste cifre permettono a Lego di superare nettamente le
principali multinazionali del settore automotive, garantendole l'ingresso
ufficiale nel Guinness World Records nel 2012 come "più grande produttore
di pneumatici all'anno". Il motivo di questa mole produttiva è
strutturale: quasi la metà di tutti i set di costruzioni venduti nel mondo
include un qualche tipo di ruota.
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Costruttore
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Produzione Annua Stimata (Unità)
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Settore
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Lego
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318 - 400 milioni
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Giocattoli / Modellismo
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Bridgestone
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~190 milioni
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Automotive
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Michelin
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~170 milioni
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Automotive
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Goodyear
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~150 milioni
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Automotive
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Dalla plastica dura alla mescola moderna: l'ingegneria invisibile
L'avvento della gomma nel mondo dei celebri mattoncini è
stato un processo evolutivo. Fino ai primi anni '60, i veicoli Lego si
affidavano a ruote in plastica rigida o elementi pre-stampati. La svolta è
avvenuta nel 1962 con il lancio del set numero 400, che ha introdotto per la
prima volta i veri pneumatici in scala, diventando immediatamente un successo
commerciale.
Oggi, il catalogo si è diversificato per soddisfare
qualsiasi esigenza di design automobilistico:
- Pneumatici
lisci (slick) per le repliche delle vetture di Formula 1.
- Gomme
tassellate e spesse per i fuoristrada e i monster truck.
- Coperture
specifiche per il mondo delle due ruote e persino per i rover
spaziali.
Due curiosità tecniche:
- Le
dimensioni estreme: Lo pneumatico Lego più piccolo mai prodotto misura
appena 14,4 millimetri di altezza, mentre il più imponente raggiunge i
10,7 centimetri (ideato nel 2000 per il set "Power Puller").
- Qualità
reale: Secondo gli esperti del Guinness World Records, la mescola
chimica utilizzata da Lego condivide diverse proprietà con quella degli
pneumatici standard; teoricamente, la gomma utilizzata andrebbe bene
persino per equipaggiare un'automobile vera.
La sfida ambientale: addio al petrolio, arrivano le reti da pesca
Il rovescio della medaglia di una produzione così massiccia
riguarda inevitabilmente l'impatto ecologico. Fino ad oggi, la multinazionale
ha immesso sul mercato oltre quattro miliardi di pneumatici derivati da
combustibili fossili.
Tuttavia, l'azienda ha avviato un drastico piano di
riduzione dell'impatto ambientale, con l'obiettivo di produrre l'intero
catalogo utilizzando esclusivamente materiali sostenibili entro il 2030. La
nuova generazione di gomme Lego viene ora realizzata sfruttando reti da pesca
recuperate dagli oceani e olio motore riciclato.
Il segreto di questa svolta green è un elastomero
termoplastico denominato rSEBS (styrene-ethylene-butylene-styrene
riciclato), che combina le proprietà fisiche della gomma e della plastica.
Esteticamente e al tatto, i nuovi pneumatici ecologici risultano del tutto
identici a quelli tradizionali, garantendo gli stessi standard di resistenza,
ma segnando un traguardo fondamentale per la sostenibilità del più grande
costruttore di gomme al mondo.