Resuscita un mito con un crossover (cinese): rinasce il marchio OSCA tra nostalgia e realtà

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08 giugno 2026, 15.37
osca-mt6-2026 crossover grigio su sfondo bianco
Massimo Di Risio riporta in vita lo storico marchio dei fratelli Maserati. Si parte con la MT6 "Sportover", un SUV coupé su base Changan da 49.000 euro arricchito da componentistica italiana. In attesa di una supercar nel 2027.
A Imola si è consumato l'ultimo capitolo del moderno automotive: la risurrezione dell'OSCA (Officine Specializzate Costruzioni Automobili). Ma come si riporta in vita il mito fondato nel 1947 da Bindo, Ettore ed Ernesto Maserati dopo aver abbandonato la loro prima creatura? La risposta dell'imprenditore Massimo Di Risio (già noto per l'operazione DR e Itala) è specchio dei nostri tempi: non con una barchetta da corsa leggera e minimale, bensì con un crossover coupé compatto. Dopotutto, alle mode del mercato odierno non sfugge nessuno, nemmeno la storia.
Il debutto commerciale è affidato alla MT6, battezzata programmaticamente "Sportover". Una vettura da quattro metri e mezzo scarsi che promette il fascino del passato al prezzo di 49.000 euro, tutto incluso. Il mercato chiede questo? L'evocazione di un'era romantica ma con il portabagagli capiente, la seduta alta e il display nell'abitacolo.

Sotto il vestito batte un cuore asiatico

La strategia industriale ricalca modelli già visti, ma punta a un posizionamento più alto. La base di partenza della MT6 è una piattaforma cinese fornita da Changan (il modello UNI-T), su cui i nuovi custodi del marchio hanno innestato, a loro dire, un'architettura di eccellenze della componentistica italiana ed europea.
L'operazione viene definita come "sviluppata in Italia da un team guidato da Roberto Fedeli" (ex Alfa e Maserati). Un maquillage patriottico che arricchisce la vettura con:
  • Finiture in carbonio firmate Carbotech ed estrattore posteriore.
  • Cerchi MAK da 21 pollici gommati Pirelli P-Zero.
  • Sedili Recaro in pelle e Alcantara con volante Sabelt.
  • Impianto di scarico Tubi Style e una rivisitazione elettronica del motore 1.5 TGDI curata da AVL e RE:LAB.
Il design tenta di raccordare la base asiatica con la tradizione motoristica nazionale: il frontale cerca di evocare le storiche berlinette carrozzate da Zagato e Vignale negli anni Cinquanta, mentre l'abitacolo offre la digitalizzazione d'ordinanza con un doppio schermo da 10,25 pollici e sistemi ADAS di secondo livello per il parcheggio automatico.
osca-mt6-2026 crossover grigio posteriore su sfondo bianco

Ecologia d'élite alla Mille Miglia e i piani per il futuro

Per legittimare l'operazione davanti ai puristi, due esemplari di MT6 scorteranno la storica MT4 Siluro alla Mille Miglia 2026. Le vetture saranno alimentate da BenZero, un biocarburante ottenuto al 65% da rifiuti organici. È la nuova ecologia del gentleman driver: preservare il rombo dello scarico scaricando l'impatto ambientale sui residui dell'umido.
I piani di espansione prevedono a stretto giro l'arrivo della MT8, uno "Sportover" più grande e lussuoso da 4,87 metri, equipaggiato con un motore due litri e trazione integrale predittiva.
Il vero banco di prova per le ambizioni del marchio arriverà però nel 2027, in occasione dell'ottantesimo anniversario della fondazione. Per quella data è stata annunciata una supersportiva a due posti da circa 200.000 euro. Sarà basata sulla piattaforma di una sportiva europea, con carrozzeria in compositi, stile a coda tronca e tetto a doppia gobba. Nelle intenzioni dei promotori, il manifesto definitivo del ritorno dell'OSCA alle sue origini d'élite.

Lo showroom a Milano Marittima

In attesa di vedere le vetture su strada, l'operazione di posizionamento del brand parte da una vetrina fortemente simbolica: un temporary showroom a Milano Marittima, gestito in collaborazione con il Gruppo SVA Dakar, dove i potenziali clienti potranno osservare i prototipi e i modelli storici.
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