Massimo Di Risio riporta in vita lo storico marchio dei
fratelli Maserati. Si parte con la MT6 "Sportover", un SUV coupé su
base Changan da 49.000 euro arricchito da componentistica italiana. In attesa di
una supercar nel 2027.
A Imola si è consumato l'ultimo capitolo del moderno
automotive: la risurrezione dell'
OSCA (Officine Specializzate
Costruzioni Automobili). Ma come si riporta in vita il mito fondato nel 1947 da
Bindo, Ettore ed Ernesto Maserati dopo aver abbandonato la loro prima creatura?
La risposta dell'imprenditore Massimo Di Risio (già noto per l'operazione DR e
Itala) è specchio dei nostri tempi: non con una barchetta da corsa leggera e
minimale, bensì con un crossover coupé compatto. Dopotutto, alle mode del
mercato odierno non sfugge nessuno, nemmeno la storia.
Il debutto commerciale è affidato alla MT6,
battezzata programmaticamente "Sportover". Una vettura da quattro
metri e mezzo scarsi che promette il fascino del passato al prezzo di 49.000
euro, tutto incluso. Il mercato chiede questo? L'evocazione di un'era
romantica ma con il portabagagli capiente, la seduta alta e il display
nell'abitacolo.
Sotto il vestito batte un cuore asiatico
La strategia industriale ricalca modelli già visti, ma punta
a un posizionamento più alto. La base di partenza della MT6 è una piattaforma
cinese fornita da Changan (il modello UNI-T), su cui i nuovi custodi del
marchio hanno innestato, a loro dire, un'architettura di eccellenze della
componentistica italiana ed europea.
L'operazione viene definita come "sviluppata in Italia
da un team guidato da Roberto Fedeli" (ex Alfa e Maserati). Un maquillage patriottico che
arricchisce la vettura con:
- Finiture
in carbonio firmate Carbotech ed estrattore posteriore.
- Cerchi
MAK da 21 pollici gommati Pirelli P-Zero.
- Sedili
Recaro in pelle e Alcantara con volante Sabelt.
- Impianto
di scarico Tubi Style e una rivisitazione elettronica del motore 1.5 TGDI
curata da AVL e RE:LAB.
Il design tenta di raccordare la base asiatica con la
tradizione motoristica nazionale: il frontale cerca di evocare le storiche
berlinette carrozzate da Zagato e Vignale negli anni Cinquanta, mentre
l'abitacolo offre la digitalizzazione d'ordinanza con un doppio schermo da
10,25 pollici e sistemi ADAS di secondo livello per il parcheggio automatico.
Ecologia d'élite alla Mille Miglia e i piani per il futuro
Per legittimare l'operazione davanti ai puristi, due
esemplari di MT6 scorteranno la storica MT4 Siluro alla Mille Miglia 2026.
Le vetture saranno alimentate da BenZero, un biocarburante ottenuto al
65% da rifiuti organici. È la nuova ecologia del gentleman driver: preservare
il rombo dello scarico scaricando l'impatto ambientale sui residui dell'umido.
I piani di espansione prevedono a stretto giro l'arrivo
della MT8, uno "Sportover" più grande e lussuoso da 4,87
metri, equipaggiato con un motore due litri e trazione integrale predittiva.
Il vero banco di prova per le ambizioni del marchio arriverà
però nel 2027, in occasione dell'ottantesimo anniversario della
fondazione. Per quella data è stata annunciata una supersportiva a due posti da
circa 200.000 euro. Sarà basata sulla piattaforma di una sportiva
europea, con carrozzeria in compositi, stile a coda tronca e tetto a doppia
gobba. Nelle intenzioni dei promotori, il manifesto definitivo del ritorno
dell'OSCA alle sue origini d'élite.
Lo showroom a Milano Marittima
In attesa di vedere le vetture su strada, l'operazione di
posizionamento del brand parte da una vetrina fortemente simbolica: un
temporary showroom a Milano Marittima, gestito in collaborazione con il
Gruppo SVA Dakar, dove i potenziali clienti potranno osservare i prototipi e i
modelli storici.