RC Auto, l’assicurazione da 350 euro che incendia Varsavia: la verità sulla "przekręt neapolski", le targhe polacche a Napoli

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30 luglio 2026, 14.35
targa verde della polonia su una smart bianca
Quello che all'ombra del Vesuvio è nato come un estremo espediente di sopravvivenza contro il salasso delle assicurazioni, nei palazzi governativi di Varsavia è ormai classificato come una vera e propria emergenza finanziaria. C'è un filo invisibile, marchiato dalla sigla "PL", che collega le strade della Campania ai bilanci del settore assicurativo polacco.
È la przekręt neapolski, la "truffa napoletana": una colossale migrazione burocratica di veicoli che sfruttano un vuoto normativo per abbattere i costi della RC Auto. Un fenomeno che, dopo aver drenato milioni di euro, ha costretto il Ministero delle Infrastrutture della Polonia a varare un piano di emergenza per arginare l'emorragia.

L'effetto farfalla: da 2.000 a 350 euro

Per comprendere la genesi di questa triangolazione transnazionale, bisogna guardare ai numeri del mercato italiano. In province ad altissima incidentalità come quella di Napoli, assicurare un semplice scooter con le garanzie accessorie minime può superare agevolmente i 2.000 euro annui. Una cifra che spesso doppia il valore commerciale del mezzo stesso.
La risposta degli automobilisti si legge nei dati dell'ACI relativi al 2025: la sola provincia partenopea ha registrato 14.066 veicoli iscritti nel REVE (il registro dei mezzi esteri), la quasi totalità con targa polacca. Su scala nazionale, l'Italia ospita oggi un "parco auto fantasma" di oltre 68.000 mezzi (tra vetture e moto) immatricolati in Polonia ma che circolano perennemente nelle nostre città.
Il motivo? Attraverso questa triangolazione, il premio assicurativo crolla drasticamente a 600-800 euro il primo anno, per poi stabilizzarsi intorno ai 350 euro annui.

L'ingegneria del vuoto normativo

Ma come è possibile guidare legalmente un'auto straniera in Italia eludendo la stretta varata dal Governo nel 2022? Il sistema si basa su una sofisticata architettura legale che sfrutta il concetto di "noleggio".
  • Radiazione e finto espatrio: Il proprietario italiano cancella il veicolo dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per esportazione.
  • Intestazione fiduciaria: Il mezzo viene reimmatricolato in Polonia a nome di un'agenzia intermediaria locale.
  • Il salvacondotto del noleggio: L'agenzia "noleggia" a lungo termine il veicolo all'ex proprietario italiano.
Poiché la legge italiana sanziona la proprietà di un veicolo estero da parte di un residente, ma non vieta di guidare un mezzo a noleggio (purché il contratto sia a bordo), lo stratagemma risulta formalmente inattaccabile a un normale posto di blocco.

Il "buco nero" dei risarcimenti che fa tremare Varsavia

Il vero problema, che ha innescato la crisi diplomatica e finanziaria, risiede nella zona d'ombra di questo mercato. Spesso le vetture non varcano mai i confini italiani, ottenendo targhe e revisioni polacche grazie a funzionari compiacenti. Ancora più grave, per massimizzare l'evasione, migliaia di questi veicoli circolano del tutto sprovvisti di copertura assicurativa.
Quando uno di questi mezzi fantasma provoca un incidente in Italia, scatta un meccanismo di compensazione internazionale che sta mettendo in ginocchio la Polonia. Il nostro Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada (FGVS) anticipa i danni, per poi presentare il conto al suo omologo polacco (il PBUK).
I bilanci di Varsavia descrivono un'escalation fuori controllo:
  • Nel 2024, i sinistri causati da queste targhe "PL" in Italia erano stati 514, per un costo di 1,5 milioni di euro.
  • Nel 2025, il dato è esploso: 1.300 incidenti e un esborso schizzato a 18,4 milioni di złoty (oltre 4,2 milioni di euro).
L'allarme è stato lanciato anche da Artur Dziekański, portavoce delle assicurazioni polacche: il peso di queste frodi ricadrà a breve sui cittadini polacchi onesti, che vedranno aumentare i propri premi assicurativi per compensare le perdite causate dalle auto circolanti in Italia.

La controffensiva (mentre i furbetti guardano già altrove)

Il Ministro delle Infrastrutture polacco, Dariusz Klimczak, ha annunciato una stretta imminente per stroncare le false immatricolazioni. La misura cardine sarà l'obbligo di documentazione fotografica geolocalizzata durante le revisioni: un modo per certificare che il veicolo si trovi fisicamente in un'officina in Polonia e non parcheggiato sul lungomare di Napoli.
Tuttavia, il mercato parallelo dell'elusione assicurativa è rapido e mutevole. Le agenzie di intermediazione hanno già fiutato il cambio di vento e stanno riposizionando la propria offerta. Nelle strade campane, le targhe "PL" iniziano già a cedere il passo a nuove sigle destinate a diventare il prossimo caso normativo: "CZ" (Repubblica Ceca) e "BG" (Bulgaria). Il gioco del gatto col topo sulle strade europee è appena ricominciato.
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