A una settimana dall'entrata in vigore del nuovo obbligo di
targa per i monopattini elettrici, il primo bilancio tracciato dalle
associazioni dei consumatori restituisce l'immagine di un'Italia ancora lontana
dal pieno rispetto delle normative. Sebbene il legislatore abbia introdotto
misure stringenti per regolamentare la micromobilità urbana e arginare la sosta
selvaggia, sulle strade delle nostre città la situazione appare ancora caotica,
con una preoccupante carenza di controlli e un numero di sanzioni del tutto
inefficace come deterrente.
Il nodo dei controlli: poche multe e il paradosso del casco
Secondo l'analisi diffusa da Assoutenti, i numeri delle
contravvenzioni elevate in questi primi giorni per la mancanza del contrassegno
identificativo (targa) risultano estremamente esigui rispetto alla mole di
veicoli irregolari in circolazione. Ancora più allarmante, secondo
l'associazione, è la continua e sistematica violazione dell'obbligo del casco.
Sebbene l'uso del dispositivo di protezione sia diventato
obbligatorio per tutti gli utilizzatori (indipendentemente dalla fascia d'età)
già dal dicembre 2024, questa norma viene quotidianamente e diffusamente
ignorata. Le forze dell'ordine, concentrate sull'assimilazione delle nuove
regole legate alle targhe, sembrano sanzionare solo raramente i conducenti
sprovvisti di casco, perpetuando quello che Assoutenti definisce un vero e
proprio "far west" urbano in tema di sicurezza stradale.
La sfida per lo sharing e lo scoglio dell'assicurazione
La normativa sulla sicurezza rappresenta una criticità di
difficile risoluzione soprattutto per le società che gestiscono i servizi di
noleggio in sharing. Attualmente, le flotte condivise faticano a fornire
direttamente il casco insieme al monopattino per diverse ragioni pratiche:
- Limiti
igienico-sanitari: l'utilizzo promiscuo del dispositivo richiede
protocolli di sanificazione complessi.
- Problemi
logistici: la conservazione dei caschi sui mezzi esposti alle
intemperie è di difficile gestione.
- Sicurezza
del parco mezzi: l'elevato rischio di furti e vandalismi disincentiva
la dotazione a bordo.
A questo scenario frammentato si aggiunge una scadenza ormai
imminente: dal 16 luglio, diventerà pienamente operativa anche
l'obbligatorietà della polizza assicurativa per i monopattini.
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Disposizione Normativa
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Stato dell'Obbligo
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Principali Criticità Rilevate
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Uso del Casco
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In vigore (da Dicembre 2024)
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Violazione sistematica, ostacoli logistici per lo sharing
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Targa / Contrassegno
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Appena entrato in vigore
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Controlli scarsi, numero di sanzioni irrisorio
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Polizza Assicurativa RCA
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Obbligatoria dal 16 Luglio
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Adeguamento flotte aziendali, costi aggiuntivi per i
privati
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L'appello al Ministero: serve un tavolo tecnico immediato
Di fronte a queste problematiche strutturali, Assoutenti
sollecita un intervento tempestivo e coordinato, lamentando come la
"burocrazia del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) fino
ad oggi abbia avuto orecchie sorde rispetto alle richieste degli operatori del
settore".
L'associazione chiede l'apertura immediata di un tavolo di
confronto che riunisca istituzioni, enti locali, società di sharing, compagnie
assicuratrici e rappresentanti dei consumatori. L'obiettivo primario è
individuare soluzioni tecnologiche condivise — come ad esempio l'introduzione
di sistemi di aggancio smart che vincolino lo sblocco del monopattino in
sharing al prelievo del casco — per garantire il rispetto delle regole senza
affossare il mercato della micromobilità.
"La vera sfida è conciliare sostenibilità,
innovazione e sicurezza: non possiamo permettere che l’obbligo del casco
diventi un ostacolo all’utilizzo dei mezzi condivisi, ma dobbiamo trasformarlo
in un’opportunità per rendere le nostre città più sicure e moderne."
— Gabriele Melluso, Presidente di Assoutenti