Più di 950 mila veicoli richiamati da Stellantis: cosa succede quando metti la retromarcia (ma c’è già la soluzione)

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18 agosto 2026, 15.30
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Un massiccio intervento di richiamo coinvolge quasi 850 mila vetture del gruppo Stellantis negli Stati Uniti e in altri mercati nel mondo per arrivare ad un totale di 955.000 unità richiamate con ricadute anche in altri mercati internazionali. Il costruttore ha individuato un'anomalia nel software dell'autoradio che compromette il corretto funzionamento della telecamera posteriore durante le manovre di parcheggio.
L'operazione interessa un'ampia gamma di modelli a marchio Chrysler, Dodge, Jeep e Ram. Questa situazione può spaventare, ma in realtà Stellantis ha già preparato la soluzione, sfruttando le tanto decantate tecnologie di connettività delle vetture di ultima generazione. Non dovrebbe, infatti, essere necessario recarsi in officina, quanto effettuare un più semplice aggiornamento OTA del software, sfruttando al massimo la tecnologia “Over-The-Air”, ben nota in tutti gli apparecchi tecnologici.

Il difetto software: schermo nero in retromarcia

Il richiamo riguarda esattamente 848.511 veicoli sul solo territorio statunitense. Il problema tecnico si manifesta nel momento in cui il conducente inserisce la retromarcia: a causa di un glitch del software del sistema di infotainment, l'immagine proveniente dalla telecamera posteriore potrebbe non essere caricata, lasciando il display oscurato.
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Fonte: Reddit
Questa anomalia non pregiudica l'utilizzo generale del veicolo, ma riduce il campo visivo del guidatore, richiedendo una soglia di attenzione nettamente superiore durante le manovre a bassa velocità. In attesa della risoluzione definitiva, Stellantis raccomanda ai proprietari di prestare la massima cautela, affidandosi agli specchietti retrovisori laterali e a quello centrale per monitorare l'area circostante la vettura.
Il problema, poi, sembra essere piuttosto comune. Ci sono diversi thread di Reddit che segnalano questa anomalia su diversi veicoli dotati del sistema UConnect 5 del Gruppo, principalmente montato su modelli pensati per il mercato nordamericano che, come vedremo tra poco, sono proprio quelli al centro di questo richiamo.

La soluzione tecnologica: aggiornamento OTA senza officina

A differenza dei richiami tradizionali che richiedono dispendiose e lunghe soste nei centri di assistenza, Stellantis ha optato per un approccio interamente digitale. Il problema verrà infatti risolto tramite un aggiornamento software via OTA (Over-The-Air).
Il nuovo pacchetto dati verrà scaricato direttamente a bordo della vettura senza alcun intervento meccanico. Non appena il software sarà disponibile, il sistema multimediale avviserà il conducente tramite un messaggio a comparsa sul display, permettendo di avviare l'installazione in totale autonomia. Le comunicazioni ufficiali ai proprietari dei veicoli interessati inizieranno a partire dal mese di settembre.

Quali sono i modelli coinvolti

Le dimensioni della campagna di richiamo sono giustificate dal gran numero di modelli recenti equipaggiati con la medesima architettura software. L'elenco delle vetture interessate comprende:
  • Chrysler: Pacifica, Pacifica Plug-in Hybrid e Voyager (Model Year 2026 e 2027).
  • Dodge: Charger (Model Year 2026 e 2027).
  • Jeep: Cherokee, Compass, Gladiator, Grand Cherokee, Grand Cherokee L, Grand Wagoneer, Grand Wagoneer L e Wrangler (Model Year 2026).
  • Ram: Pickup 1500 e 2500, oltre ai furgoni commerciali ProMaster e ProMaster EV (Model Year 2026).

Zero incidenti e impatto sui mercati globali

Nonostante la vasta portata del richiamo, Stellantis ha confermato che al momento non risultano incidenti, feriti o danni collegati al malfunzionamento della retrocamera. Sebbene il nucleo principale del richiamo sia concentrato negli Stati Uniti, l'azione preventiva si estende anche oltre confine. La campagna coinvolge infatti ulteriori 82.869 veicoli in Canada, 7.969 in Messico e circa 15.736 unità distribuite in diversi mercati al di fuori del Nord America.
La natura squisitamente informatica del difetto e la tempestività della distribuzione OTA rendono questa campagna di richiamo nettamente più agile rispetto agli standard del settore, scongiurando il rischio di congestionare le reti di assistenza e garantendo ai clienti un ripristino immediato della piena funzionalità dei sistemi di sicurezza di bordo.
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