“Paghiamo oro per guidare plastica": la denuncia del meccanico sulle auto di oggi

Notizie
12 febbraio 2026, 11.33
Primo piano delle mani guantate di un meccanico che reggono una coppa dell'olio motore in plastica nera sotto un'auto sollevata sul ponte in officina.
Un noto meccanico denuncia sui social la crescente presenza di componenti plastici in parti vitali dei veicoli moderni. Tra listini in aumento e materiali meno nobili, si riaccende il dibattito su affidabilità e obsolescenza programmata.
L'acquisto di un'automobile nuova è stato, per decenni, sinonimo di tranquillità: un investimento importante a fronte della garanzia di affidabilità, durabilità e utilizzo di materiali di prima scelta. Tuttavia, questa equazione sembra non essere più così scontata agli occhi di chi le auto le ripara ogni giorno. A sollevare il velo su una realtà tecnica spesso ignorata dai consumatori è Juan José, meccanico sivigliano noto sui social media come Ebenezer, il cui recente sfogo video è diventato virale, riaprendo una ferita scoperta nel rapporto tra automobilisti e case costruttrici.

"Paghi di più per avere meno"

Il messaggio che arriva dal ponte sollevatore dell'officina è diretto e privo di filtri. Circondato da componenti smontati, il professionista denuncia quella che definisce una deriva preoccupante dell'industria automobilistica: un'asimmetria crescente tra il costo finale del veicolo e la qualità della componentistica interna.
"Ogni volta paghi di più per le auto, ma la realtà è che ti mettono sempre più plastica e meno pezzi di qualità", afferma il meccanico nel video. La critica non è rivolta all'estetica o agli interni, bensì alla meccanica pura, quella nascosta sotto il cofano, dove la robustezza dovrebbe essere un imperativo categorico.

La coppa dell'olio: il simbolo del cambiamento

L'esempio portato a sostegno della tesi è tecnicamente rilevante e riguarda il cárter, o coppa dell'olio. Si tratta di un componente fondamentale, deputato a contenere il lubrificante del motore e a resistere a temperature d'esercizio estremamente elevate.
Storicamente realizzato in metallo (acciaio o alluminio) per garantire resistenza agli urti e calore, oggi – fa notare Juan José – è sempre più spesso realizzato in materiali plastici o compositi. "Com'è possibile inserire un pezzo di plastica per contenere olio a temperature così alte?", si domanda il tecnico, evidenziando come anche elementi apparentemente banali, come il tappo di scolo, siano ormai prodotti in plastica. Una scelta che, secondo l'esperienza dell'officina, rischia di compromettere la longevità del mezzo e complicare anche le manutenzioni più ordinarie.

Componenti strutturali a rischio?

L'analisi del meccanico si spinge oltre, toccando tasti ancora più delicati riguardanti la sicurezza e la struttura del veicolo. Nel video, Juan José riferisce di essersi imbattuto in componenti meccanici di collegamento (come braccetti o bielle) realizzati interamente in polimeri.
L'incredulità del professionista è palpabile: "Siamo arrivati a trovare componenti strutturali completamente in plastica. È allucinante". L'ironia amara che ne consegue ipotizza un futuro prossimo in cui persino le scatole del cambio saranno realizzate con gli stessi materiali poveri, alimentando i timori degli utenti riguardo ai guasti che potrebbero verificarsi appena scaduta la garanzia ufficiale.

Il paradosso ecologico e i costi di riparazione

Sebbene l'industria automobilistica giustifichi l'adozione massiccia di plastiche e compositi con la necessità di ridurre il peso delle vetture – fattore cruciale per abbattere i consumi e rientrare nei severi parametri delle emissioni imposti dalle normative europee – il punto di vista del riparatore offre un'altra prospettiva.
Secondo la denuncia, questa transizione si traduce in prodotti meno resistenti e, paradossalmente, più onerosi da riparare nel lungo periodo. Laddove un pezzo in metallo poteva essere rettificato o riparato, un componente in plastica spesso richiede la sostituzione integrale dell'intero blocco.
Il video si chiude con una chiosa sarcastica che ha risuonato tra migliaia di utenti: "Per inciso, tutto molto ecologico". Una frase che sintetizza il dubbio di molti: se la durata della vita utile dei componenti si accorcia, l'impatto ambientale della produzione continua di ricambi non rischia di annullare i benefici del minor peso?
La testimonianza di Juan José non ha la pretesa di essere uno studio ingegneristico, ma ha il merito di porre una domanda scomoda: stiamo pagando il progresso tecnologico con la moneta della fragilità strutturale? La risposta, per molti automobilisti, potrebbe trovarsi già sotto il proprio cofano.
loading

Loading