Sembra arrivato il momento di salutare l'unica vettura con motore rotativo sul mercato: la Mazda MX-30 R-EV è in fase di pensionamento in Europa, complice un limitato successo commerciale. Se per la MX-30 la strada è segnata, il motore Wankel tornerà su altri modelli ibridi Mazda nei prossimi anni. Doveva arrivare qui per restare, ma sembra che il grande ritorno del motore rotativo Wankel sia di nuovo giunto ad un momento di stop. Dopo circa 3 anni di presenza sul mercato,
Mazda sembra intenzionata a terminare la commercializzazione in Europa della sua prima ibrida Plug-In con motore rotativo, la
MX-30 R-EV, per il mercato europeo. Secondo le indiscrezioni riportate dai colleghi inglesi di
Autocar,
la filiale europea di Mazda avrebbe deciso di interrompere la commercializzazione della MX-30 R-EV, seguendo l'addio alla versione elettrica già ufficializzato la scorsa estate.
Vettura dallo stile molto personale e dalla tecnica decisamente fuori dagli schemi, la
Mazda MX-30 è ancora configurabile e ordinabile tramite i siti ufficiali di Mazda in Italia, Francia e Germania, mentre in altri grandi mercati come Spagna e soprattutto Regno Unito, dove le vetture elettrificate hanno un grande peso, la MX-30 è stata ormai salutata senza ricevere una sostituta.
Dovrebbe terminare così, nel giro di qualche settimana, l'esperienza europea della MX-30, lanciata in Europa nel 2020 e che rimane in produzione in Giappone e in Asia, senza invece ricevere una diretta sostituta per l'Europa.
Particolare, forse troppo: il progetto sperimentale MX-30
Lanciata nel 2020, fin dal debutto la MX-30 ha fatto discutere per delle scelte a dir poco divisive. Tra le caratteristiche più curiose della vettura c'è sicuramente il suo stile, con una carrozzeria con lunotto inclinato, quattro porte con le posteriori più piccole e ad apertura controvento e un
look anticonvenzionale, pulito e raccolto, in pieno stile MX. In gergo
Mazda, infatti, questa sigla
"Mazda eXperimental" racchiude tutti i modelli che escono dalle convenzioni, ampliando le vedute a segmenti non ancora presidiati come successo nel 1989 con la celeberrima Mazda MX-5.
All'interno, invece, l'utilizzo di
sughero (materiale nobile per
Mazda che nacque nel 1920 proprio come azienda produttrice di sughero ad Hiroshima) per alcuni rivestimenti fa il paio con un abitacolo che da un lato riprende il tema razionale e "fisico" degli interni delle altre Mazda, e dall'altro porta al debutto i comandi touch per il clima, una prima per Mazda.
La meccanica, poi, è altrettanto fuori dai soliti schemi. Il motore elettrico della versione EV, ad esempio, ha una potenza relativamente contenuta (145 CV), e la batteria è davvero piccola per le dimensioni. Realizzata sul pianale della CX-30, la MX-30 EV ha una
batteria da 35,5 kWh, che le consentiva un'
autonomia di 200 km nel ciclo omologativo WLTP.
La motivazione di una scelta così particolare sta nell'ideale utilizzo della vettura, pensata come una
commuter urbana spaziosa ma a "medio-corto raggio". In più, secondo i tecnici
Mazda una batteria più piccola consente di risparmiare peso, rendendo l'auto più efficiente e piacevole da guidare, e risorse, permettendo alla vettura di essere decisamente più ecosostenibile di altre elettriche con batterie "monstre".
Il mercato, però, non ha abbracciato questa ricetta, tanto che l'estate socrsa, dopo circa cinque anni di presenza sul mercato, Mazda ha ritirato dall'Europa la versione puramente elettrica, lasciando la sola R-EV.
La scommessa del Wankel: la MX-30 R-EV
Lanciata alla fine del 2023, a sorpresa Mazda ha rilanciato la sua MX-30 riprendendo uno dei suoi tratti più iconici e distintivi: il motore rotativo Wankel. Fin dagli anni '60, dal debutto della
Cosmo nel 1967, Mazda ha creduto nel motore rotativo inventato dal tedesco Felix Wankel, sviluppandolo e perfezionandolo fino alle iconiche installazioni sulle sportive
RX-7 ed
RX-8.
Le sue caratteristiche congenite di scarsa coppia, basso freno motore, alti consumi e una certa delicatezza meccanica ha portato all'addio al Wankel nel 2009, salvo poi tornare in una veste inedita. Sulla MX-30 R-EV, infatti, il motore Wankel, un monorotore da circa 830 cm³ e 75 CV, è un generatore di corrente (dai consumi medi piuttosto alti) che carica la batteria, esattamente dimezzata rispetto all'elettrica pura (17,8 kWh), per un'autonomia complessiva di circa 600 km (85 km WLTP in elettrico).
La vettura è anche più potente (170 CV), ha lo stesso prezzo dell'elettrica al lancio (poco più di 38.000 euro) e permette una maggiore usabilità, almeno sulla carta, rispetto all'elettrica pura.
Il successo di questo progetto, almeno in questa installazione, è stato però ridotto. La stessa
Mazda definisce la R-EV "una vettura dai bassi volumi in Europa", capace di totalizzare un totale di 678 unità vendute nel Regno Unito.
Addio al Wankel. Anzi, arrivederci: pronto il ritorno sulle PHEV Mazda, e avanti con le elettriche
Ai microfoni di
Autocar,
Mazda ha confermato come la MX-30 sia arrivata al capolinea in Europa, con una fase di progressivo pensionamento fino all'addio senza un'erede diretta.
La cancellazione della MX-30 R-EV si deve ad una "combinazione di motivi", dalle preferenze dei consumatori alle priorità di produzione attuali della Casa. La MX-30, quindi, andrà in "phase-out" per l'Europa, restando invece in vendita sul mercato giapponese, dove curiosamente è commercializzata anche con motori a benzina SkyActiv-G. Anche in Giappone, in realtà, la R-EV non è attualmente proposta, ma è previsto il suo ritorno in estate con il rotativo sotto il cofano.
Dovremo quindi dire addio alla prima Mazda elettrica di grande serie della storia, sviluppata interamente in casa.
Questo, però, non vuol dire che Mazda non creda nell'elettrico, anzi. Forte dei confortanti riscontri sulla Mazda 6e, infatti,
la Casa di Hiroshima rafforza la sua collaborazione con la cinese Changan per la produzione di veicoli elettrici con tecnologie e produzione by Changan, come dimostra il lancio della Mazda CX-6e, secondo modello sino-giapponese dell'iconica Casa nipponica.
Nonostante l'addio alla MX-30, inoltre, Mazda continua a credere nel rotativo, che verrà certamente riproposto su vetture Plug-In come range extender e non solo, a partire dalle versioni di grande serie delle concept Iconic SP e Vision X-Coupé. Quest'ultima dovrebbe essere una
sportiva ibrida con un motore a doppio rotore e turbocompresso in grado di muovere autonomamente le ruote, per una Plug-In più tradizionale ed emozionante. Nonostante, infine, la collaborazione con Changan,
ad Hiroshima si sta lavorando al debutto della prima auto elettrica nativa Mazda, che non userà piattaforme termiche come la MX-30 né joint-venture con costruttori esterni, della quale però non sappiamo ancora nulla.