L'Italia nella morsa degli estremi: "bombardamento" di grandine sull'A13. Per le auto danneggiate conti fino a 10.000 euro

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22 luglio 2026, 13.35
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L'Italia si ritrova letteralmente spaccata in due, ostaggio di una polarizzazione meteorologica che sta lasciando sul campo danni per centinaia di milioni di euro. Mentre le regioni del Sud continuano a boccheggiare sotto la morsa di un anticiclone che mantiene la colonnina di mercurio oltre i 40 gradi, alimentando incendi che stanno devastando boschi e macchia mediterranea, il Nord Italia è stato sferzato da un'ondata di maltempo di eccezionale violenza.
Il bilancio degli ultimi tre giorni restituisce l'immagine di un territorio ferito: 192 maxi-grandinate hanno colpito le regioni settentrionali, con chicchi di ghiaccio che in alcune zone hanno raggiunto i dieci centimetri di diametro.

Il caos sull'A13 e l'infrastruttura in tilt

L'apice dell'emergenza si è registrato in Emilia-Romagna, in particolare nel Ferrarese. Sull'autostrada A13, automobilisti e autotrasportatori si sono trovati intrappolati in quello che molti hanno descritto come un vero e proprio "bombardamento". Chicchi di oltre tre centimetri hanno sfondato parabrezza e crivellato le carrozzerie, costringendo i conducenti ad accostare in preda al panico. «Il cielo è diventato nero all’improvviso, poi è caduta grandine grande come sassi. Mi ha distrutto il parabrezza. Ho accostato e mi sono coperto il viso», ha raccontato uno dei testimoni.
L'impatto sul territorio è stato devastante su più fronti:
  • Infrastrutture e viabilità: A Ravenna le raffiche di vento hanno abbattuto oltre 100 alberi e scoperchiato un istituto scolastico. La statale Romea è rimasta interrotta per ore, mentre sulla rete ferroviaria si sono registrati gravi disagi, con ritardi fino a 70 minuti sulla linea Bologna-Venezia e convogli cancellati sulla Ferrara-Ravenna. A San Martino, la caduta di alberi ha tranciato una condotta idrica, lasciando la zona senz'acqua e, in diversi quartieri, senza corrente elettrica.
  • Agricoltura in ginocchio: Le campagne hanno subito il colpo di grazia. Interi raccolti di soia, sorgo, mais, riso e girasole sono stati falciati. Le reti antigrandine, progettate per resistere a eventi di normale entità, hanno ceduto sotto il peso del ghiaccio. Le associazioni di categoria, tra cui Cia e Coldiretti, stimano danni incalcolabili e hanno già richiesto l'attivazione dello stato di calamità naturale e il supporto dell'Unione Europea.

La stangata per gli automobilisti: i dati di Federcarrozzieri

Oltre ai danni al comparto agricolo, emerge in tutta la sua gravità il bilancio per i proprietari di veicoli. Secondo i dati diffusi da Federcarrozzieri, le precipitazioni estreme hanno provocato un'impennata di richieste di intervento, portando alla luce le criticità del sistema assicurativo italiano.
L'associazione delinea un quadro allarmante per le tasche dei cittadini:
  • Costi di riparazione: Si parte da un minimo di 900 euro per piccoli interventi di tirabolli, fino a raggiungere i 10.000 euro per le vetture di grandi dimensioni che necessitano di sostituzioni dei cristalli e rifacimento pesante della carrozzeria.
  • Coperture inadeguate: Si stima che in Italia meno di 2 auto su 10 siano protette da polizze specifiche contro gli eventi atmosferici estremi. Inoltre, chi possiede la copertura deve spesso fare i conti con franchigie e scoperti contrattuali molto alti.
  • L'imbuto delle riparazioni: Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, denuncia i ritardi generati dalle compagnie assicurative che "obbligano gli automobilisti a eseguire gli interventi presso le carrozziere da loro indicate". Una prassi che satura le reti convenzionate, mentre i tempi si ridurrebbero notevolmente rivolgendosi alle carrozzerie indipendenti.
La frequenza di questi eventi non è un caso isolato. Nell'ultimo decennio, le richieste di riparazione per danni meteorologici sono raddoppiate.

Distribuzione geografica delle richieste di riparazione (Dati ultimi 10 anni):

Regioni più colpite Incidenza sul totale nazionale
Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna 70%
Resto d'Italia 30%

La scienza dietro le supercelle: l'analisi del CNR

Ma perché la grandine cade con una violenza inedita? La risposta risiede nell'alterazione degli equilibri termici causata dai cambiamenti climatici. Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr, individua tre fattori scatenanti:
  1. Il Mar Mediterraneo ha raggiunto temperature superficiali anomale di 30-32 gradi.
  2. Le masse d'aria calda stazionano a 40 gradi al Centro-Sud e a 35 gradi al Nord.
  3. L'infiltrazione improvvisa di aria fredda in quota.
«L’aria calda e umida sale, incontra quella più fredda e secca e genera cumulonembi», spiega Pasini. «Dentro le nubi le correnti trascinano su e giù nuclei di ghiaccio: raccolgono altra acqua, crescono e precipitano quando il loro peso non è più sostenuto». Prevedere con esattezza chirurgica la traiettoria di queste supercelle è impossibile: i modelli matematici indicano le macro-aree a rischio con 24 ore di anticipo, ma solo l'uso dei radar a strettissimo giro permette di seguire la formazione dei chicchi "di ora in ora".

Le previsioni per i prossimi giorni

Il fronte perturbato ha intanto continuato la sua marcia verso sud. Nelle Marche, i vigili del fuoco sono intervenuti per allagamenti e coperture divelte, portando alla sospensione di eventi pubblici a Fano. In Puglia, una grondaia sradicata nel Foggiano ha tranciato la linea ferroviaria tra Peschici e San Severo, mentre a Bari il forte vento ha costretto alla chiusura dei parchi e al dirottamento di tre voli commerciali.
Secondo gli esperti, il peggio dovrebbe essere alle spalle: a partire da mercoledì, l’anticiclone subtropicale inizierà una graduale ritirata. Le temperature subiranno una flessione, concedendo una tregua dal caldo estremo, pur mantenendo attiva l'allerta per possibili e isolati temporali lungo la dorsale appenninica e le coste adriatiche.
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