Ho guidato la Škoda Peaq: 7 posti e comfort da ammiraglia, come va il maxi-SUV che sfida le premium

Prove su strada
20 settembre 2026, 23.59
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Forte del suo crescente successo a livello europeo, Skoda completa la sua gamma elettrica con il debutto della Skoda Peaq, un SUV di segmento D da quasi 4,90 metri con contenuti da ammiraglia, tante chicche e un’ottima efficienza. L’ho provata in anteprima per scoprire come va.
Il segmento dei SUV di grandi dimensioni a zero emissioni ha una nuova, imponente sfidante, che completa la gamma elettrica di una Casa in continua ascesa come Skoda. Si chiama Škoda Peaq e si posiziona al top della gamma della Casa boema, affiancandosi al SUV termico Kodiaq e alla familiare Superb come punto d’arrivo del costruttore di Mlada Boleslav. Con una lunghezza di 4,87 metri, sette posti di serie e un’autonomia di oltre 600 km, la Peaq si posiziona al vertice dell'offerta elettrica del marchio, puntando a intercettare sia le famiglie numerose in cerca di avventure, sia i manager che macinano chilometri.
La Skoda Peaq arriva sul mercato per confermare l’enorme successo di Skoda, un marchio che sta continuando a scalare le classifiche di vendita lasciando definitivamente il ruolo di alternativa dei marchi più blasonati del Gruppo Volkswagen, diventando uno dei brand in maggiore ascesa attualmente sul mercato. Nel 2025, infatti, Skoda è stato il secondo marchio più profittevole del Gruppo Volkswagen, secondo solo a Lamborghini, mentre a livello europeo è il secondo brand più venduto in assoluto dietro proprio a “mamma” Volkswagen.
Questa ascesa di Skoda è figlia di una gamma intelligente, completa e multienergia, che offre un’intera gamma termica affiancata a dei modelli elettrici che convincono per l’ottima autonomia, l’efficienza e il rapporto qualità-prezzo. Lo stesso succede con questa nuova ammiraglia, la Skoda Peaq, che introduce novità tecniche e tecnologiche e un nuovo linguaggio stilistico, così come una meccanica rinnovata, con l’aggiornata piattaforma MEB+ a trazione posteriore e un posizionamento interessante. Sarà davvero l’erede delle ammiraglie termiche Skoda? Per scoprirlo sono andato a Monaco di Baviera e ho guidato fino alle Alpi tirolesi, in Austria, dove ho guidato la Skoda Peaq 90x Selection in questo primo contatto.

Quanto costa? Si parte da 49.950 euro

La Skoda Peaq si posiziona al vertice della gamma Skoda per dimensioni, tecnologia e dotazioni, con un prezzo piuttosto interessante rispetto ai contenuti offerti da questo D-SUV da 4,87 metri. La strategia della Casa di Mlada Boleslav mantiene il proverbiale rapporto value-for-money, pur alzando drasticamente l'asticella delle finiture e delle dotazioni. In Italia, Skoda porta due versioni, la Peaq 60 e la top di gamma Peaq 90x, quella della mia prima prova. Tutte le versioni sono dotate di serie della configurazione a sette posti, senza avere i cinque posti disponibili per il mercato italiano.
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Sono due, invece, gli allestimenti, per una gamma semplice ma non povera. L’allestimento “base” è il Selection, ed è già estremamente completo: di serie, infatti, troviamo i cerchi da 19 pollici, il clima trizona, la guida autonoma di Livello 2+ Travel Assist 3.0, i fari full LED anteriori e posteriori, il quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, il sistema di infotainment da 13,6 pollici verticale con sistema operativo proprietario Skoda basato su Android Automotive, con Apple CarPlay e Android Auto wireless, il parcheggio semiautonomo gestibile anche tramite app, la retrocamera posteriore, il volante riscaldabile, i sedili anteriori riscaldabili e il selettore delle modalità di guida.
La più sportiva Sportline, invece, aggiunge i cerchi da 20 pollici, i fari Matrix LED, la verniciatura bicolore, il doppio vano di ricarica wireless per il cellulare con sistema di aggancio magnetico Qi2 (il MagSafe di Apple, per intenderci), le telecamere a 360 gradi e la mascherina retroilluminata. Sono questi, quindi, i prezzi della Skoda Peaq in Italia:
· Peaq 60 Selection, 49.950 euro
· Peaq 60 Sportline, 55.000 euro
· Peaq 90x Selection, 59.950 euro
· Peaq 90x Sportline, 65.000 euro
Per avere una Peaq come quella che ho provato bisogna, però, pagare qualcosa in più. Per avere i fari Matrix LED e le telecamere a 360 gradi bisogna scegliere il Tech Pack da 1.590 euro, mentre per avere i due pad per la ricarica wireless, i sedili elettrici e i sedili ventilati c’è il Covenience Pack, da 1.820 euro. Il Dynamic Chassis Control, ovvero gli ammortizzatori a controllo elettronico, stanno a 1.050 euro, mentre il Relax Pack, con l’ottimo impianto audio Sonos da 16 altoparlanti, i sedili massaggianti e certificati AGR, costa 2.300 euro. Lo scenografico tetto panoramico in vetro con rivestimento elettrocromico, infine, costa 1.920 euro, per un prezzo di 68.630 euro, vernice metallizzata e cerchi opzionali esclusi.

Com'è fatta fuori: il nuovo linguaggio Modern Solid su un D-SUV da 4,90 metri

Il design della Peaq evolve ulteriormente il linguaggio Modern Solid inaugurato dalla sorella minore Epiq. Il massiccio frontale rinuncia alla griglia tradizionale per il Tech-Deck Face nero lucido, abbracciato dalla ormai inconfondibile firma luminosa a T. Scegliendo i fari Matrix LED, la Peaq adotta anche una mascherina retroilliuminata che la rende ancora più riconoscibile di notte, per un frontale dalla personalità decisa che riesce a combinare bene delle linee squadrate e massicce con un’attento lavoro aerodinamico. Rispetto alla più piccola Epiq, qui non ci sono fari su due altezze, ma il gruppo ottico principale è integrato dentro la T, mentre il cofano alto e non troppo corto le dona una bella presenza su strada.
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Le vere chicche si notano sulle fiancate: per la prima volta nella storia di Škoda, debuttano le maniglie delle portiere a filo carrozzeria, che si ritraggono in marcia per ridurre le turbolenze. Le linee non sono quelle di un SUV sportivo o con il tetto spiovente, ma per la sua ammiraglia Skoda ha scelto proporzioni da vettura familiare, squadrato e personale, con grandi superfici vetrate, un montante C squadrato e con il nome Skoda integrato all’interno. All’esterno, infatti, non c’è più il logo della freccia alata, ma su tutta la carrozzeria e all’interno troviamo il nome per esteso. L’unico luogo dove possiamo trovare la storica freccia è all’interno dei coprimozzi dei cerchi in lega.
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Le grandi superfici vetrate, i generosi finestrini posteriori e i passaruota in plastica nera lucida regalano alla Peaq un’ottima presenza su strada, ed è ben correlata ad un posteriore che non cede al richiamo di un lunotto inclinato e sportivo, ma adotta linee da vero SUV familiare. Non manca, comunque, un grande spoiler posteriore, mentre ritroviamo i fari a T uniti, come nel frontale, da un inserto a U che corre lungo la parte bassa del grande portellone posteriore.
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Le linee della Peaq, ispirate alla concept car Vision 7S, sono state sviluppate in galleria del vento, e con soluzioni tecniche ricercate come le paratie attive per il raffreddamento, i cerchi in lega aerodinamici e il sottoscocca piatto, per un ottimo coefficiente aerodinamico Cx pari a 0,249, eccellente per un’auto di queste dimensioni. Un'attenzione al dettaglio che si spinge fino ai tergicristalli con ugelli lavavetro integrati e, sul parabrezza, un piccolo easter egg raffigurante tre ciclisti, omaggio alle origini del marchio con la popolare bicicletta Slavia e alle partnership nel mondo del ciclismo.

Com'è fatta dentro e la tecnologia: uno schermo verticale (e non solo) e la "Camp Mode"

Salendo a bordo, la Skoda Peaq riesce a declinare le generose dimensioni della carrozzeria con un’abitabilità da vero SUV familiare. La caratteristica più importante che garantisce questo generoso spazio a bordo è il passo, che sfiora i 3 metri e si ferma a 2,97 metri, un risultato superiore di oltre 10 cm rispetto alla già enorme Superb. Inutile quindi specificare che l'abitabilità è da prima classe: anche per chi è alto 1,87 metri come chi vi scrive, lo spazio per le gambe e la testa nella seconda fila abbonda in ogni direzione.
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Nel nostro Paese la configurazione a 7 posti è, come detto, di serie, ma grazie all’ottimo sfruttamento degli spazi anche con i sette sedili in posizione il bagagliaio ha una cubatura di 299 litri, ottimo soprattutto considerando la lunghezza di molto inferiore ai 5 metri. Usandola in 5, invece, il bagagliaio tocca la capienza di 890 litri, davvero generosa, ed è supportato da un inedito frunk, il bagagliaio anteriore, da 37 litri, ideale per stivare i cavi e dove trova posto, in maniera molto originale, la cappelliera del vano di carico posteriore.
Anche i sedili posteriori della seconda fila garantiscono un’eccellente quantità di spazio in tutte le direzioni, mentre la terza fila è adatta anche per adulti, sebbene il massimo comfort si ottenga con persone non troppo alte. Salendo a bordo, troviamo un ambiente elegante e minimale, che prosegue il nuovo corso stilistico di Skoda, che unisce tecnologia e usabilità quotidiana. L'utilizzo di pelle animale è stato azzerato, sostituito da materiali riciclati (oltre 50 kg in totale) e dalTechtona, un'innovativa ecopelle ad alta resistenza.
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Il disegno della plancia è pulito e semplice, e viene enfatizzato dall’ottima qualità costruttiva. Personalmente, non mi convince molto solamente l'inserto in finto legno sui pannelli porta: per il resto, questo abitacolo non lascia molto spazio alle critiche.Tutti gli altri materiali sono di buona qualità, con superfici morbide al tatto, piacevoli alla vista e con un’attenzione particolare all’usabilità in marcia. La consolle centrale, infatti, ospita i comandi fisici per gestire il clima senza andare a perdersi nei menù del sistema di infotainment, mentre più indietro troviamo il furbo sistema di ricarica wireless con pad magnetico di ricarica. Dietro il bel volante a tre razze con comandi fisici c’è il nuovo quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, dotato di una bella risoluzione e di un’interfaccia chiara, semplice e moderna.
La vera rivoluzione è nella plancia: debutta anche sulla Peaq il sistema operativo proprietario di Skoda realizzato su base Android Automotive, che in questa applicazione è ancora più ricercato. C’è infatti un display centrale verticale da 13,6 pollici, dall’ottima risoluzione e dotato di un’interfaccia utente chiara e facile da utilizzare anche in marcia. Dotato di Apple CarPlay e Android Auto wireless, può essere dotato anche di app di terze parti come Spotify e YouTube (quest’ultima da usare solamente ad auto ferma), ma attorno a questo display c’è anche una sorpesa.
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Andando a vederlo meglio, infatti, si nota come sia montato su un supporto che appare girevole, e andando a maneggiarlo con la giusta cura è palese che possa essere girato. Esatto: proprio come visto su diverse BYD e non solo, questo schermo può ruotare e passare dalla vista verticale a quella orizzontale. Questa soluzione non è ancora ufficialmente pronta, ma i tecnici Skoda ci hanno confermato che con un aggiornamento software verrà presto aggiunta la possibilità di ruotare elettricamente il display, ora ruotabile di qualche grado solamente a mano (con il motorino elettrico che reca una certa resistenza).
Per i palati fini dell'audio, il Pacchetto Relax opzionale aggiunge un Premium Sound System sviluppato in collaborazione con Sonos: 16 altoparlanti, 755 Watt di potenza, doppio subwoofer e casse integrate nei montanti anteriori per un effetto 3D immersivo. Da non dimenticare l’ottima Camp Mode, che permette di climatizzare l'abitacolo fino a 10 ore consecutive a veicolo spento, perfetta per riposare in auto, e l'immenso tetto panoramico in vetro elettrocromico oscurabile tramite il Dynamic Shade Control.

Meccanica e motori: fino a 299 CV e 610 km di autonomia

A livello meccanico, la Skoda Peaq è basata sulla piattaforma MEB+, la variante rinnovata e rivista della piattaforma meccanica nativa elettrica del Gruppo VAG a trazione posteriore. Questa evoluzione introduce su una Skoda il pacco batteria NMC più grande oggi previsto sulla piattaforma MEB, quello da 91 kWh lordi della Peaq 90x. Come detto in precedenza, infatti, la Skoda Peaq è proposta in Italia con due varianti, la Peaq 60 e la Peaq 90x. La versione d’accesso, la Peaq 60, è spinta dal classico motore elettrico da 150 kW o 204 CV delle elettriche del Gruppo, ed è alimentato da una batteria da 63 kWh lordi, 59 kWh netti, per prestazioni discrete (0-100 km/h in 8,5 secondi) e un’autonomia nel ciclo WLTP pari a 452 km.
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La variante più interessante, nonché quella che ho provato in questa anteprima, è la Peaq 90x, che offre una configurazione a doppio motore, uno per asse, per una potenza di 299 CV, 545 Nm di coppia e la trazione integrale. La batteria, invece, è sempre con chimica NMC ma è ben più grande, arrivando a 91 kWh lordi (86 kWh netti) e permettendo un’autonomia nel ciclo WLTP di 610 km con una sola ricarica. A proposito, la Epiq 60 può caricare ad una potenza massima di 160 kW in corrente continua, mentre la 90x arriva a 199 kW in DC, ed è capace di ricaricarsi dal 10 all'80% in appena 28 minuti in corrente continua. La Peaq 90x ha delle prestazioni vivaci ma non esagerate, con un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 6,8 secondi e una velocità massima autolimitata a 180 km/h. La massa è molto generosa, pari a oltre 2.400 kg in ordine di marcia, mentre per la Peaq 90x il raggio di sterzata aumenta dagli eccellenti 9,9 metri della versione a trazione posteriore a 11,4 metri, comunque ottimi.
Per la prima volta Škoda adotta la vera guida one pedal, azionabile spostando il selettore in modalità B e gestibile su due livelli di rigenerazione quando l’auto marcia in D, nella classica marcia avanti, e su ben tre livelli di rallentamento in modalità B, permettendo di arrestare completamente la marcia sollevando il piede dall'acceleratore e massimizzando il recupero di energia. Il sistema elettrico supporta la ricarica bidirezionale (V2L, V2H e V2G).
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Collegando un adattatore, la Peaq può trasformarsi in un powerbank capace di alimentare attrezzi, e-bike o, tramite una wallbox compatibile, cedere energia direttamente all'impianto di casa nelle ore in cui le tariffe sono più alte. Notevole anche la capacità di traino, sempre molto importante sulle vetture pensate per l’Europa continentale, che tocca i 2.000 kg sulla versione 90x a trazione integrale.
Sul fronte della sicurezza, la Peaq fa il pieno: 10 airbag di serie, sistema Top Area View 360° con carrozzeria trasparente 3D e il sofisticato Travel Assist 3.0, in grado persino di fermare la vettura automaticamente ai semafori rossi e di cambiare corsia in autostrada in autonomia sopra i 90 km/h, per uno dei sistemi di guida autonoma più precisi e affidabili che abbia provato negli ultimi tempi.

Come si guida la Skoda Peaq 90x: peso a parte, è un gran bel viaggiare

Grande, comodo e spazioso: questo D-SUV promette di essere una delle Skoda più comode e silenziose degli ultimi anni. Per scoprirlo, ho provato in anteprima la Skoda Peaq in un tragitto di oltre 220 km tra Monaco di Baviera e Seefeld, cittadina immersa nelle Alpi tirolesi, in Austria, scoprendo i punti di forza e i limiti di uno Sport Utility elettrico pensato proprio per questi lunghi viaggi. Fin dai primi metri, la Peaq mette in campo una delle caratteristiche più apprezzabili di tutte le vetture realizzate sulla piattaforma MEB/MEB+, ovvero la facilità e l’intuitività di guida.Rispetto ad altre elettriche, qui è tutto dove ce lo si aspetta, con comandi leggeri, tasti e leve intuitive da utilizzare e un’ottima fluidità di marcia.
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Chi cerca un’elettrica dall’accelerazione bruciante potrebbe rimanere deluso. Nonostante questo nuovo powertrain da quasi 300 CV sia decisamente più vigoroso di quello delle prime elettriche del Gruppo VAG, l’erogazione dei motori è sempre fluida e regolare, e mai troppo cattiva. Ormai l’abbiamo imparato: è una scelta di Volkswagen, e quindi anche di Skoda, quella di non esasperare lo scatto fulmineo tipico delle auto elettriche, scegliendo invece un’erogazione più tradizionale, che alla lunga regala un maggior comfort e una migliore qualità di viaggio.
Non è comunque lenta, anzi: nonostante la Peaq sia un’auto molto grande e pesante, si muove con vivacità sia in città, dove grazie alle ottime telecamere a 360 gradi e al raggio di sterzata contenuto riesce a muoversi come un’auto più compatta all’interno della città, che una volta usciti dall’ambito urbano. In autostrada, per esempio, riesce a mantenere molto bassi i livelli di rumorosità, contenendo i fruscii aerodinamici e regalando, insieme all’ottimo sistema Hi-Fi Sonos e alla guida autonoma di Livello 2 molto ben tarata viaggi lunghi rilassanti e piacevoli.
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Finalmente, poi, Volkswagen ha aggiunto la possibilità di gestire la rigenerazione in rilascio, permettendo così di avere quella guida One Pedal che piace a chi cerca un’auto elettrica, dando la possibilità di non sprecare neanche un kWh di energia durante i rallentamenti. I freni, comunque, sono ben modulabili, e grazie alle forme squadrate è sempre facile piazzare la Peaq con convinzione. Una volta raggiunto un percorso extraurbano, invece, ci sono luci e ombre. Le cose migliori la Peaq le regala in fatto di stabilità e fluidità di guida.
Nonostante le dimensioni XL, infatti, si muove bene tra le curve, con uno sterzo sufficientemente preciso, un rollio molto contenuto e l’aiuto delle ottime sospensioni con ammortizzatori a controllo elettronico DCC, che permettono di avere a seconda delle necessità un’auto più morbida sulle buche (dove, comunque, non è mai troppo morbida per mantenere una buona guidabilità nel misto) o più precisa e stabile tra le curve. Lo sterzo, però, è sempre molto leggero, e se le prestazioni sono perfettamente in linea con l’indole dell’auto, in un misto montano si percepisce parecchio il peso dell’auto, con una tendenza ad allargare la traiettoria sostanzialmente inevitabile, naturale per un’auto di queste dimensioni.
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Del resto, una Skoda Peaq non si compra certo per aggredire un passo alpino, quanto per fare viaggi comodi e sicuri con tutta la famiglia. In questo, l’ammiraglia Skoda convince, anche a livello di efficienza. Nel mio percorso di oltre 220 km tra autostrada, statale, città e qualche passo di montagna, ho ottenuto un consumo medio di 19 kWh/100 km, ottimo considerando che da Monaco al Tirolo c’è un dislivello positivo di diverse centinaia di metri. Con questi numeri, con la batteria da 86 kWh è possibile percorrere teoricamente circa 450 km, ma con un percorso più pianeggiante e sena sfruttare i 299 CV in Autobahn tedesca si possono superare senza fatica i 500-550 km con una sola carica. Per un verdetto completo, comunque, rimandiamo le conclusioni alla prova su strada completa, che arriverà presto qui su Autoappassionati.it.
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