Il dibattito sul futuro della mobilità in Europa si
arricchisce di un nuovo, fondamentale capitolo. La transizione ecologica del
settore automotive potrebbe non essere più un'esclusiva dell'auto elettrica: la
nuova bozza di Relazione che introduce emendamenti alla proposta della
Commissione UE sulla revisione del regolamento CO₂ per autovetture e veicoli
commerciali leggeri apre ufficialmente le porte ai carburanti rinnovabili.
Una mossa che punta ad adeguare gli obiettivi fissati per il
2030 e il 2035 alle attuali realtà di mercato, e che ha già incassato il plauso
dell'industria italiana dei gas liquefatti. Ecco, nel dettaglio, quali sono le
novità sul tavolo di Bruxelles e come potrebbero ridisegnare il mercato
dell'auto.
Neutralità tecnologica: la valorizzazione dei carburanti rinnovabili
Il cuore del nuovo documento, redatto dall'eurodeputato
italiano Massimiliano Salini, risiede nel pieno riconoscimento del principio di
neutralità tecnologica. A differenza dell'impostazione originaria,
fortemente sbilanciata verso l'elettrificazione totale, la bozza prevede che la
decarbonizzazione possa essere raggiunta sin da subito utilizzando tutti i
carburanti rinnovabili che rispettano i rigidi criteri di sostenibilità
delineati dalla direttiva europea RED III.
Questo approccio mira a fornire al comparto automotive
europeo condizioni più adeguate per abbattere le emissioni, tutelando al
contempo l'occupazione e la competitività del settore, e garantendo ai
cittadini la libertà di scegliere tra diverse soluzioni tecnologiche.
Nuovi target CO₂ per auto e furgoni: i numeri nel dettaglio
Le modifiche più incisive riguardano i target temporali e le
percentuali di riduzione delle emissioni, differenziate tra vetture passeggeri
e veicoli da lavoro:
- Veicoli
commerciali leggeri (furgoni): La bozza fissa un obiettivo di
riduzione delle emissioni del 30% entro il 2030 e dell'80% entro
il 2035.
- Autovetture:
Viene mantenuto l'attuale target intermedio per il 2030, ma l'obiettivo
del 2035 viene rimodulato a una riduzione del 90% (abbandonando, di
fatto, il traguardo del 100% che avrebbe bandito totalmente i motori
termici).
- Soglia
di ammissibilità: I carburanti rinnovabili della Direttiva RED III
vengono valorizzati fin da subito, e non più solo dal 2035. La soglia di
implementazione sale al 10%, un balzo in avanti significativo
rispetto al modesto 3% inizialmente proposto dalla Commissione Europea.
Le reazioni dell'industria: Assogasliquidi promuove il testo
La rimodulazione degli obiettivi ha incontrato il favore
degli addetti ai lavori. Matteo Cimenti, presidente di
Assogasliquidi-Federchimica, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto:
"In questa formulazione vediamo finalmente rispettato
il principio di neutralità tecnologica. È prevista infatti una valorizzazione
immediata dei carburanti rinnovabili ammissibili ai fini della direttiva RED
III, nonché una revisione degli obiettivi, per consentire il loro effettivo
raggiungimento da parte del settore automotive europeo."
Secondo Cimenti, permettere fin da oggi ai carburanti
alternativi di contribuire all'abbattimento della CO₂ non solo facilita il
raggiungimento dei target ambientali, ma sblocca anche gli investimenti
necessari per lo sviluppo di questi vettori energetici, offrendo all'industria
la tanto attesa certezza normativa. Tra le opzioni già disponibili sul
mercato e destinate a crescere in volume, spiccano proprio i gas liquefatti
rinnovabili.
I prossimi passi a Bruxelles
Il percorso burocratico del documento è appena iniziato. La
bozza verrà presentata a breve per la discussione formale all'interno della Commissione
ENVI (Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare).
Assogasliquidi auspica "la massima condivisione di
questa impostazione" sia in commissione che, successivamente, durante le
votazioni in seduta plenaria da parte di tutti i Gruppi del Parlamento UE. Se
approvata, questa revisione segnerebbe una svolta storica e un approccio più
pragmatico alla transizione ecologica dell'automotive europeo.