Una prassi illegale e ad alto rischio per la sicurezza
pubblica, nata sulle grandi highway americane, sta iniziando a diffondersi
anche nel Vecchio Continente. In Spagna la Guardia Civil ha già effettuato i
primi arresti per bloccare le pericolose esibizioni clandestine.
La scena segue un copione ormai consolidato e allarmante: su
un'arteria a scorrimento veloce, un gruppo di automobili si allinea
improvvisamente occupando l'intera carreggiata. Procedendo a passo d'uomo, i
veicoli creano deliberatamente una "bolla" di asfalto deserto davanti
a sé. È in questo spazio isolato che entrano in azione i veri protagonisti
della manovra: motociclisti che improvvisano gare di accelerazione, impennate e
acrobazie ad altissimo rischio, per poi dileguarsi rapidamente alla prima
uscita utile.
Questa pratica, nota come "Rideout" o "Street
Takeover", rappresenta un grave pericolo per la viabilità ed è
rigorosamente illegale. Fino a poco tempo fa confinato agli Stati Uniti, il
fenomeno ha ora valicato l'oceano, registrando episodi preoccupanti anche sulle
reti autostradali europee.
L'operazione della Guardia Civil in Spagna
Le autorità spagnole hanno recentemente deciso di usare il
pugno di ferro contro questa preoccupante moda. Nei giorni scorsi, lungo
l'autostrada A7 nei pressi di Valencia, le forze dell'ordine sono intervenute
in forze per sventare un raduno clandestino in corso.
Allertata con molta probabilità da una segnalazione anonima,
la polizia ha colto in flagrante i partecipanti, scatenando il caos:
- Fuga
disperata: All'arrivo delle pattuglie, i motociclisti (alla guida
anche di diversi quad) hanno iniziato a zigzagare pericolosamente tra i
veicoli in transito per eludere l'accerchiamento.
- Abbandono
dei mezzi: Gli automobilisti che fungevano da "palo" per
bloccare il traffico hanno letteralmente abbandonato le proprie vetture in
mezzo alla carreggiata, tentando la fuga a piedi lungo le zone sterrate
limitrofe all'infrastruttura.
- I
provvedimenti: L'operazione si è conclusa con l'arresto immediato di
sei automobilisti, sui quali pendono le pesanti accuse di reati contro la
sicurezza stradale, guida spericolata e interruzione della circolazione.
Le forze dell'ordine prevedono ulteriori fermi nei prossimi
giorni, grazie all'accurata analisi delle riprese video effettuate durante il
blitz.
Le origini: dalle metropoli USA alla "#BikeLife"
I "Rideouts" affondano le loro radici in una
specifica sottocultura urbana statunitense, spesso associata al movimento e
all'hashtag #BikeLife. Nelle grandi metropoli americane come Baltimora,
Filadelfia, New York, Miami, Atlanta e Cleveland, questi eventi arrivano a
radunare centinaia di giovani.
Vengono impiegate prevalentemente moto da fuoristrada,
sprovviste di targa, fari e specchietti retrovisori per impedire
l'identificazione. I piloti viaggiano regolarmente senza casco e spesso senza
patente. Negli Stati Uniti, la Polizia ritiene che dietro queste esibizioni si
celi anche un fiorente circuito di scommesse clandestine.
Un rischio paralizzante per i soccorsi
Oltre all'evidente e immediato pericolo di incidenti, la
struttura stessa di questi raduni comporta conseguenze collaterali gravissime.
Il blocco sistematico degli attraversamenti stradali e delle carreggiate da
parte dei "fiancheggiatori" in auto genera una paralisi totale del
traffico privato e dei trasporti pubblici.
Questo isolamento forzato interferisce pesantemente con
l'attività dei servizi di emergenza, ritardando in modo incalcolabile
l'intervento di ambulanze e vigili del fuoco, con potenziali rischi letali per
l'intera comunità. Il recente e deciso intervento a Valencia dimostra come le
autorità europee siano intenzionate a stroncare il fenomeno sul nascere,
applicando il principio della tolleranza zero prima che le autostrade si
trasformino in zone franche per l'illegalità.