Frode ai caselli: la tecnica del "trenino" costa a un automobilista oltre 9.400 euro

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19 giugno 2026, 11.23
francia no pedaggio
Per mesi ha creduto di aver escogitato il sistema perfetto per aggirare il pagamento del pedaggio autostradale. Tuttavia, il suo stratagemma – tanto semplice quanto illegale – è stato infine smascherato dalle autorità, trasformando un presunto risparmio in una sanzione di diverse migliaia di euro.

Cos'è la tecnica del "trenino"?

All'apparenza, la manovra può sembrare un azzardo banale: il veicolo in avvicinamento alla sbarra del casello approfitta dell'apertura attivata dalla vettura che lo precede, accodandosi a distanza minima per transitare prima che la sbarra si richiuda, senza versare alcun importo. Nel gergo autostradale, questa pratica illecita è nota come la tecnica del "trenino" (dal francese petit train).
Dietro questo nome quasi pittoresco si cela però una frode a tutti gli effetti. Le società concessionarie delle autostrade monitorano costantemente questo genere di infrazioni attraverso sofisticati sistemi di videosorveglianza, capaci di registrare e identificare con precisione le targhe dei trasgressori.

L'intervento delle forze dell'ordine sull'A36

Come riportato dal quotidiano francese L'Est Républicain, un automobilista è stato intercettato domenica 14 giugno 2026 sull'autostrada A36, all'altezza di Saint-Maurice-Colombier, nel dipartimento del Doubs. Gli agenti del plotone motorizzato di Villars-sous-Écot lo hanno fermato in flagranza, subito dopo l'ennesimo transito irregolare al casello.
L'episodio, tuttavia, non si è limitato a una singola infrazione. I successivi controlli incrociati effettuati dalla gendarmeria hanno rivelato che il conducente era un "habitué" di questa pratica: la targa del suo veicolo era già ampiamente nota ai sistemi di sicurezza dell'infrastruttura autostradale.

Un conto salato per il trasgressore

Le indagini hanno portato alla luce una lunga e sistematica serie di evasioni del pedaggio. L'ammontare complessivo del danno arrecato sfiorava i 9.382 euro, frutto di mesi di ripetute violazioni.
Il bilancio finale si è rivelato impietoso: le piccole somme risparmiate illecitamente viaggio dopo viaggio sono state spazzate via in pochi minuti al momento della notifica. Una vicenda che sottolinea un principio fondamentale in materia di sicurezza e legalità stradale: il guadagno illecito immediato comporta quasi sempre conseguenze economiche ben più gravi del costo originario del servizio e rischia di sfociare in seri procedimenti penali.

I precedenti e la rete dei controlli

Il caso registrato sull'A36 non rappresenta un evento isolato. Solo pochi mesi prima, le autorità avevano fermato un altro conducente sull'autostrada A9, nell'Hérault. In quell'occasione, lo stratagemma era diverso ma altrettanto fraudolento: l'individuo occultava parzialmente le targhe e dichiarava sistematicamente di aver smarrito il biglietto di ingresso, al fine di pagare unicamente la tariffa della tratta minima garantita.
Dopo ben 144 passaggi illeciti e un'evasione stimata in circa 13.000 euro, il sistema è inevitabilmente crollato. L'automobilista è stato costretto a rimborsare l'intera somma sottratta, alla quale si è aggiunta una sanzione di 1.125 euro.
Questi episodi lanciano un messaggio inequivocabile agli utenti della strada: nell'era delle telecamere intelligenti e della completa digitalizzazione dei varchi di controllo, l'elusione sistematica dei pedaggi è una pratica destinata a scontrarsi in tempi rapidi con l'implacabile realtà della legge.
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