Per mesi ha creduto di aver escogitato il sistema perfetto
per aggirare il pagamento del pedaggio autostradale. Tuttavia, il suo
stratagemma – tanto semplice quanto illegale – è stato infine smascherato dalle
autorità, trasformando un presunto risparmio in una sanzione di diverse
migliaia di euro.
Cos'è la tecnica del "trenino"?
All'apparenza, la manovra può sembrare un azzardo banale: il
veicolo in avvicinamento alla sbarra del casello approfitta dell'apertura
attivata dalla vettura che lo precede, accodandosi a distanza minima per
transitare prima che la sbarra si richiuda, senza versare alcun importo. Nel
gergo autostradale, questa pratica illecita è nota come la tecnica del
"trenino" (dal francese petit train).
Dietro questo nome quasi pittoresco si cela però una frode a
tutti gli effetti. Le società concessionarie delle autostrade monitorano
costantemente questo genere di infrazioni attraverso sofisticati sistemi di
videosorveglianza, capaci di registrare e identificare con precisione le targhe
dei trasgressori.
L'intervento delle forze dell'ordine sull'A36
Come riportato dal quotidiano francese L'Est Républicain,
un automobilista è stato intercettato domenica 14 giugno 2026 sull'autostrada
A36, all'altezza di Saint-Maurice-Colombier, nel dipartimento del Doubs. Gli
agenti del plotone motorizzato di Villars-sous-Écot lo hanno fermato in
flagranza, subito dopo l'ennesimo transito irregolare al casello.
L'episodio, tuttavia, non si è limitato a una singola
infrazione. I successivi controlli incrociati effettuati dalla gendarmeria
hanno rivelato che il conducente era un "habitué" di questa pratica:
la targa del suo veicolo era già ampiamente nota ai sistemi di sicurezza
dell'infrastruttura autostradale.
Un conto salato per il trasgressore
Le indagini hanno portato alla luce una lunga e sistematica
serie di evasioni del pedaggio. L'ammontare complessivo del danno arrecato
sfiorava i 9.382 euro, frutto di mesi di ripetute violazioni.
Il bilancio finale si è rivelato impietoso: le piccole somme
risparmiate illecitamente viaggio dopo viaggio sono state spazzate via in pochi
minuti al momento della notifica. Una vicenda che sottolinea un principio
fondamentale in materia di sicurezza e legalità stradale: il guadagno illecito
immediato comporta quasi sempre conseguenze economiche ben più gravi del costo
originario del servizio e rischia di sfociare in seri procedimenti penali.
I precedenti e la rete dei controlli
Il caso registrato sull'A36 non rappresenta un evento
isolato. Solo pochi mesi prima, le autorità avevano fermato un altro conducente
sull'autostrada A9, nell'Hérault. In quell'occasione, lo stratagemma era
diverso ma altrettanto fraudolento: l'individuo occultava parzialmente le
targhe e dichiarava sistematicamente di aver smarrito il biglietto di ingresso,
al fine di pagare unicamente la tariffa della tratta minima garantita.
Dopo ben 144 passaggi illeciti e un'evasione stimata in
circa 13.000 euro, il sistema è inevitabilmente crollato. L'automobilista è
stato costretto a rimborsare l'intera somma sottratta, alla quale si è aggiunta
una sanzione di 1.125 euro.
Questi episodi lanciano un messaggio inequivocabile agli
utenti della strada: nell'era delle telecamere intelligenti e della completa
digitalizzazione dei varchi di controllo, l'elusione sistematica dei pedaggi è
una pratica destinata a scontrarsi in tempi rapidi con l'implacabile realtà
della legge.