Lewis Hamilton ha finalmente conquistato il gradino più alto
del podio con i colori della
Ferrari, trionfando nel recente Gran Premio di
Barcellona-Catalogna. Il risultato rappresenta una svolta fondamentale per il
sette volte campione del mondo, reduce da una prima stagione a Maranello nel
2025 estremamente complicata a causa delle difficoltà di adattamento alla
monoposto SF-25.
La rinascita del pilota britannico nel 2026 è il frutto
dello sviluppo della nuova SF-26, a cui ha collaborato attivamente, e della
costruzione di un team di ingegneri su misura per le sue esigenze. Al centro di
questo nuovo ecosistema spicca una figura chiave: il suo nuovo ingegnere di
pista, Carlo Santi.
Chi è Carlo Santi, l'arma segreta del box Ferrari
Carlo Santi, 52 anni e originario di Verona, è un veterano
della Scuderia Ferrari, dove lavora da oltre un decennio. Il suo percorso
professionale prima di arrivare al vertice della Formula 1 è stato lungo e
articolato:
- Dopo
la laurea in Ingegneria Meccanica (con specializzazione in veicoli
terrestri) al Politecnico di Milano, ha lavorato presso il Centro Ricerche
FIAT di Torino.
- È
entrato nel mondo delle corse come ingegnere delle prestazioni per un team
di gare endurance.
- In
Ferrari, ha inizialmente lavorato come ingegnere per lo sviluppo del primo
simulatore di guida, per poi ricoprire ruoli nella dinamica del veicolo e
nelle prestazioni.
- Nel
2018 è diventato l'ingegnere di pista di Kimi Raikkonen, salendo con lui
sul podio in occasione dell'ultima vittoria in F1 del finlandese ad
Austin.
- Negli
anni successivi ha assunto un ruolo dirigenziale nel "remote
garage" di Maranello, supportando la squadra durante i weekend di
gara.
Il cambio di rotta e il paragone con "Bono"
Le difficoltà incontrate da Hamilton nel 2025 lo hanno
spinto a cercare un cambiamento rispetto al suo ingegnere di pista originale,
Riccardo Adami. Hamilton ha descritto la scelta di separarsi da Adami come una
"decisione difficile", ringraziandolo pubblicamente per lo sforzo e
la pazienza dimostrati in un anno complicato per tutto il team.
A inizio 2026, Carlo Santi è subentrato nel ruolo,
inizialmente con un incarico che doveva essere solo temporaneo. Tuttavia, il
sodalizio si è rivelato un successo immediato, portando a una vittoria e due
secondi posti negli ultimi tre Gran Premi. Il legame instaurato è così forte
che Hamilton ha paragonato Santi a Peter 'Bono' Bonnington, l'ingegnere che lo
ha accompagnato per dieci anni e sei titoli mondiali in Mercedes.
Attualmente, Bonnington lavora proprio in Mercedes al fianco
di Kimi Antonelli, il giovane italiano che guida la classifica iridata con 41
punti di vantaggio su Hamilton. Parlando della dinamica al muretto, Hamilton ha
dichiarato: "Sento che Carlo è come il mio 'Bono italiano' [...] È un
veterano che ha molta esperienza alle spalle. È molto calmo".
Una sinergia vincente per la rincorsa al mondiale
Hamilton ha sottolineato come il rapporto tra pilota e
ingegnere sia vitale e richieda tempo per essere affinato. Dopo il secondo
posto al Gran Premio del Canada, ha elogiato apertamente il lavoro di
decifrazione dei dati svolto da Santi, definendolo "assolutamente
fantastico".
La ritrovata competitività della vettura numero 44 è anche
merito del supporto del Team Principal Fred Vasseur, che – secondo le parole
del pilota – "ha smosso le montagne" per assecondare le richieste di
Hamilton sull'assetto. Visti gli ottimi risultati e la solida collaborazione,
la partnership tra il fuoriclasse britannico e il suo "Bono italiano"
sembra ormai destinata a proseguire per tutta la stagione, puntando a
conquistare nuovi successi dopo il trionfo spagnolo.