L'Europa ha già aperto la porta ai carburanti sintetici come
alternativa all'elettrico puro oltre il 2035, ma il problema rimane
sempre lo stesso: il prezzo. Produrre benzina sintetica su larga scala è
ancora enormemente costoso, e senza una svolta significativa nei processi
produttivi difficilmente potrà diventare accessibile per l'automobilista medio.
Ora una startup svizzera, Gota Energy, sostiene di aver trovato quella
svolta.
Il processo: oligomerizzazione
Il combustibile sviluppato da Gota Energy ha un ottanaggio
di 95, confermato da test di laboratorio indipendenti, l'equivalente della
normale benzina senza piombo. Può essere usato nei veicoli attuali senza alcuna
modifica al motore o al sistema di alimentazione. Fin qui, niente di nuovo:
anche altri produttori di carburanti sintetici garantiscono la stessa
compatibilità. La differenza, secondo Gota Energy, sta nel come viene
prodotto.
Il processo si chiama oligomerizzazione: si cattura
anidride carbonica dall'atmosfera o da fonti biologiche, la si usa per produrre
alcol (metanolo o etanolo), e rimuovendo l'acqua si ottengono sostanze
gassose come etilene e propilene. Questi gas entrano in un reattore dove un catalizzatore
speciale li unisce formando catene di idrocarburi più lunghe, producendo una
miscela liquida con proprietà simili alla benzina tradizionale.
Il catalizzatore è il cuore del sistema, nonché il più
grande segreto. È proprio la sua composizione che permetterebbe di accorciare
il processo produttivo, riducendo i consumi energetici e quindi i costi. I
dettagli, però, restano rigorosamente riservati.
Dove siamo oggi
Gota Energy dispone attualmente di un prototipo con una
capacità produttiva di circa 10.000 litri all'anno, con cui sta
conducendo test in collaborazione con i ricercatori dell'Empa, il centro
di ricerca dell'istituto svizzero di scienza e tecnologia dei materiali, a fini
di verifica indipendente. Se questi test daranno esito positivo, il passo
successivo sarà scalare la produzione a un milione di litri annui.
Anche in quel caso, però, il carburante non arriverebbe alle
pompe dei distributori tradizionali. Il banco di prova scelto è il settore
forestale: macchinari pesanti che operano in condizioni controllate non
dipendono dalla rete di distribuzione convenzionale e che permettono di testare
il combustibile in scenari reali senza dover costruire da zero una filiera di
rifornimento.
Le domande ancora senza risposta
Gota Energy non ha comunicato alcun dato sul prezzo al
litro, che resta l'incognita principale. I carburanti sintetici richiedono
grandi quantità di elettricità e processi chimici energeticamente intensi: due
voci di costo difficili da abbattere senza un'innovazione radicale nei metodi
di produzione. Il fatto che il catalizzatore sia segreto rende anche
impossibile una valutazione indipendente delle reali potenzialità di risparmio.
C'è però un elemento interessante: il carburante può essere miscelato
con la benzina tradizionale in una proporzione determinata, consentendo una
riduzione immediata delle emissioni senza dover attendere una
transizione completa. Un approccio graduale che, se i costi scendessero
abbastanza, potrebbe avere applicazioni concrete anche prima che la tecnologia
raggiunga la piena maturità.
La strada è ancora lunga. Ma dopo anni in cui i carburanti
sintetici sembravano un territorio esclusivo di Porsche e delle hypercar da
competizione, vedere una startup svizzera lavorare su un processo
potenzialmente più economico è quantomeno un segnale che il settore si sta
muovendo nella direzione giusta.