Il carburante sintetico sta per scendere davvero di prezzo: una startup svizzera vuole cambiare le regole

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di Simone Bocca
14 luglio 2026, 13.23
biocarburanti ue
L'Europa ha già aperto la porta ai carburanti sintetici come alternativa all'elettrico puro oltre il 2035, ma il problema rimane sempre lo stesso: il prezzo. Produrre benzina sintetica su larga scala è ancora enormemente costoso, e senza una svolta significativa nei processi produttivi difficilmente potrà diventare accessibile per l'automobilista medio. Ora una startup svizzera, Gota Energy, sostiene di aver trovato quella svolta.

Il processo: oligomerizzazione

Il combustibile sviluppato da Gota Energy ha un ottanaggio di 95, confermato da test di laboratorio indipendenti, l'equivalente della normale benzina senza piombo. Può essere usato nei veicoli attuali senza alcuna modifica al motore o al sistema di alimentazione. Fin qui, niente di nuovo: anche altri produttori di carburanti sintetici garantiscono la stessa compatibilità. La differenza, secondo Gota Energy, sta nel come viene prodotto.
Il processo si chiama oligomerizzazione: si cattura anidride carbonica dall'atmosfera o da fonti biologiche, la si usa per produrre alcol (metanolo o etanolo), e rimuovendo l'acqua si ottengono sostanze gassose come etilene e propilene. Questi gas entrano in un reattore dove un catalizzatore speciale li unisce formando catene di idrocarburi più lunghe, producendo una miscela liquida con proprietà simili alla benzina tradizionale.
Il catalizzatore è il cuore del sistema, nonché il più grande segreto. È proprio la sua composizione che permetterebbe di accorciare il processo produttivo, riducendo i consumi energetici e quindi i costi. I dettagli, però, restano rigorosamente riservati.

Dove siamo oggi

Gota Energy dispone attualmente di un prototipo con una capacità produttiva di circa 10.000 litri all'anno, con cui sta conducendo test in collaborazione con i ricercatori dell'Empa, il centro di ricerca dell'istituto svizzero di scienza e tecnologia dei materiali, a fini di verifica indipendente. Se questi test daranno esito positivo, il passo successivo sarà scalare la produzione a un milione di litri annui.
Anche in quel caso, però, il carburante non arriverebbe alle pompe dei distributori tradizionali. Il banco di prova scelto è il settore forestale: macchinari pesanti che operano in condizioni controllate non dipendono dalla rete di distribuzione convenzionale e che permettono di testare il combustibile in scenari reali senza dover costruire da zero una filiera di rifornimento.

Le domande ancora senza risposta

Gota Energy non ha comunicato alcun dato sul prezzo al litro, che resta l'incognita principale. I carburanti sintetici richiedono grandi quantità di elettricità e processi chimici energeticamente intensi: due voci di costo difficili da abbattere senza un'innovazione radicale nei metodi di produzione. Il fatto che il catalizzatore sia segreto rende anche impossibile una valutazione indipendente delle reali potenzialità di risparmio.
C'è però un elemento interessante: il carburante può essere miscelato con la benzina tradizionale in una proporzione determinata, consentendo una riduzione immediata delle emissioni senza dover attendere una transizione completa. Un approccio graduale che, se i costi scendessero abbastanza, potrebbe avere applicazioni concrete anche prima che la tecnologia raggiunga la piena maturità.
La strada è ancora lunga. Ma dopo anni in cui i carburanti sintetici sembravano un territorio esclusivo di Porsche e delle hypercar da competizione, vedere una startup svizzera lavorare su un processo potenzialmente più economico è quantomeno un segnale che il settore si sta muovendo nella direzione giusta.
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