Auto usate, la maxi-truffa europea: rottami americani spacciati per nuovi con finte revisioni. L'allarme di Interpol, coinvolta la mafia

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19 giugno 2026, 13.07
Crimini organizzati auto usate
Da anni, reti criminali organizzate inondano le strade del Vecchio Continente con decine di migliaia di veicoli gravemente incidentati, rivenduti ignari acquirenti come automobili usate in condizioni impeccabili. È quanto emerge dalle recenti inchieste della Procura europea (EPPO) e da un'indagine della Süddeutsche Zeitung, che hanno scoperchiato un sistema fraudolento in grado di aggirare persino i rigidi controlli di sicurezza tedeschi, generando profitti illeciti per miliardi di euro.

L'Operazione "Nimmersatt" e la rotta dell'Est

Il cuore della frode risiede nell'importazione di cosiddette salvage cars (auto da rottamare), provenienti principalmente dagli Stati Uniti. Questi veicoli, dichiarati "perdita totale" oltreoceano, arrivano in Europa dove subiscono riparazioni superficiali ed estetiche, per poi essere reimmessi sul mercato.
Per contrastare questo fenomeno, tra l'aprile del 2025 e il febbraio del 2026, circa 1.000 agenti di polizia, funzionari doganali e ispettori fiscali hanno condotto l'imponente operazione internazionale "Nimmersatt", effettuando perquisizioni in diversi Paesi dell'Unione Europea.
I numeri del traffico, concentrato in gran parte in Lituania come snodo d'ingresso, delineano i contorni di un business colossale:
L'impatto della frode (Stime) Dettaglio
Veicoli importati illecitamente (via Lituania) Almeno 16.500
Fatturato generato dall'organizzazione 144 milioni di euro
Danno erariale (evasione fiscale) Almeno 31 milioni di euro
Veicoli USA esportati in Europa (dati 2024) 303.000 (di cui circa 220.000 "perdita totale")
I dati non includono i costi indiretti subiti dai consumatori per riparazioni successive, incidenti e danni materiali legati alla scarsa sicurezza dei mezzi.

Il nodo dei controlli falliti e le infiltrazioni criminali

L'aspetto più inquietante della vicenda è la facilità con cui questi "rottami" hanno ottenuto il sigillo TÜV in Germania, considerato uno dei certificati di idoneità tecnica più severi d'Europa.
Le indagini hanno portato alla luce un sistema di corruzione sistemica:
  • Perizie falsificate: Sono oltre 30 i casi in cui le procure hanno indagato periti automobilistici per aver rilasciato certificazioni false.
  • Ispezioni "fantasma": In alcune occasioni, gli ispettori hanno dichiarato i veicoli idonei senza averli mai fisicamente visionati. I registri informatici hanno evidenziato perizie completate in appena due minuti.
  • Sicurezza compromessa: Le auto venivano assemblate frettolosamente, spesso senza airbag, con gravi danni strutturali al telaio e l'impiego di componenti contraffatti.
Secondo le autorità inquirenti, dietro questo lucroso mercato si celerebbero organizzazioni criminali di alto profilo, tra cui figurano anche esponenti vicini alla 'Ndrangheta.

Un margine di profitto altissimo

Il modello di business è tanto semplice quanto pericoloso: minore è la spesa per la messa in sicurezza del veicolo, maggiore è il guadagno illecito. I fascicoli d'indagine riportano casi emblematici, come quello di un'auto sportiva gravemente danneggiata acquistata all'asta negli USA per soli 10.000 dollari e, dopo un rapido restyling estetico, rivenduta sul mercato europeo a 50.000 dollari.

La difesa dei consumatori: la tracciabilità come antidoto

Il tema è stato recentemente affrontato durante la conferenza AutosBuzz di Monaco di Baviera, dedicata ai marketplace automotive. Esperti di CARFAX Europe e Interpol (rappresentata dal Criminal Intelligence Officer Renato Schipani) hanno illustrato le strategie per arginare il fenomeno.
La soluzione principale risiede nella trasparenza dei dati. I report sullo storico del veicolo si confermano uno strumento indispensabile per:
  1. Verificare eventuali dichiarazioni di "perdita totale" nel Paese di origine.
  2. Individuare manomissioni dei contachilometri.
  3. Tracciare le anomalie nei passaggi di proprietà transfrontalieri.
«Oggi è più importante che mai che i consumatori abbiano accesso alle informazioni più complete possibili sui veicoli», ha spiegato Frank Brüggink, Managing Director e fondatore di CARFAX Europe. «I report con lo storico di un veicolo sono un elemento chiave per smascherare schemi di frode pericolosi. Le principali piattaforme del settore delle auto usate possono diventare più sicure per i clienti se verrà rafforzata la cooperazione con le forze dell'ordine».
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