Nel weekend dell’e-Prix di Monaco, la gara di casa per Citroën Racing, il team francese ha calato il suo asso per il futuro annunciando l'ingaggio della giovanissima fuoriclasse transalpina nel ruolo di Development Driver. L'abbiamo incontrata nel paddock del Principato per parlare di Formula E, della rivoluzionaria Gen4 e di un talento che non conosce barriere.
Agli albori di una carriera già straordinaria, ha vinto la F1 Academy nel 2025, Doriane rappresenta la punta di diamante della nuova generazione di piloti. Il suo ingaggio assume un significato speciale per Citroën, orgogliosamente transalpina, che ribadisce così la sua vocazione nel supportare il talento nazionale sul palcoscenico globale dell'elettrico. Il compito di Doriane sarà cruciale: supporterà lo sviluppo e l'affinamento dell'attesissimo pacchetto GEN4, aiutando a ottimizzare le prestazioni, i sistemi di gestione dell'energia e la calibrazione dei software prima del debutto della nuova generazione. Un lavoro oscuro ma vitale, che le garantirà presto diverse opportunità di calarsi nell'abitacolo di una vettura di Formula E nei prossimi mesi.
L'abbiamo incontrata sulla terrazza dell'hospitality Citroën,
dove abbiamo seguito l’e-Prix di Montecarlo, per le sue prime impressioni a caldo.
Doriane, hai spesso raccontato di quando, da bambina, sei entrata in un circuito e hai capito subito di voler diventare pilota professionista. Ora che sei la Development Driver ufficiale di Citroën Racing, che effetto fa guardarsi indietro?
“Penso sia semplicemente fantastico avere questa opportunità. Fin da quando ero piccola volevo fare la pilota professionista, volevo disperatamente far parte di questo mondo. Avere la chance di diventare Development Driver per un costruttore storico e importante come Citroën è un'occasione d'oro, specialmente in Formula E. È un campionato in forte crescita ed è estremamente stimolante essere coinvolti nello sviluppo di una vettura completamente nuova. Ma c'è di più: credo sia fondamentale mostrare a tutte le bambine che sognano il motorsport che questo traguardo è possibile. Il talento, il duro lavoro e la determinazione non hanno genere: tutti possiamo avere un posto nel motorsport. Noi siamo qui anche per spianare la strada alla prossima generazione”.
Sappiamo che hai già svolto la tua prima sessione al simulatore. Quali sono le tue primissime sensazioni prima di calarti fisicamente nell'abitacolo di una vettura Gen4?
“La prima parola che mi viene in mente è: potenza. Con l'elettrico hai a disposizione un'erogazione diretta e istantanea non appena tocchi l'acceleratore, ed è brutale. Con la nuova Gen4 c'è un salto in avanti enorme in termini di prestazioni pure. Ho iniziato a lavorare sullo sviluppo di questa macchina e, ovviamente, il modo di correre in Formula E è molto diverso e unico rispetto ad altre categorie, in particolare per quanto riguarda la gestione dell'energia. È un aspetto affascinante. Lavorare a una vettura in un campionato che evolve a questa velocità ti insegna tantissimo. È solo l'inizio, ma siamo davanti all'alba di una nuova era per la Formula E”.
In un salto generazionale così netto, qual è la sfida più cruciale ed entusiasmante per un pilota di sviluppo?
“Ottima domanda. Quando si progetta una macchina da zero ci sono tantissime variabili da prendere in considerazione e altrettante incognite prima che la vettura metta effettivamente le ruote in pista per la prima volta. C'è un lavoro monumentale dietro le quinte da parte del team e, per noi piloti, innumerevoli ore al simulatore per affinare ogni dettaglio. Il passaggio alla trazione integrale (AWD) è un miglioramento enorme. Lo sviluppo che faremo nei prossimi mesi sarà letteralmente fondamentale: rimescolerà le carte in tavola per tutte le squadre e renderà la Formula E ancora più imprevedibile e spettacolare da guardare”.
Entri a far parte di Citroën Racing, un team che sta mostrando un ottimo livello prestazionale. Per te, inoltre, è una conferma importante: all'interno della galassia Stellantis rappresenti ormai due marchi fondamentali, Peugeot nel WEC e ora Citroën in Formula E. E tutto questo a soli 20 anni.
“Sì, sono molto giovane ma soprattutto sono profondamente grata per tutto questo. Lavorare con due marchi così iconici e per di più francesi mi fa sentire a casa, c'è un legame speciale. Far parte della famiglia di un grande costruttore con così tanto successo nel motorsport è l'ambiente ideale per imparare il più possibile. Iniziare come Development Driver è il passo giusto: ci permette di lavorare a stretto contatto, di conoscerci a vicenda e di focalizzarci sullo sviluppo. Se riuscirò a dimostrare il mio valore e a imparare tutto il necessario, avrà perfettamente senso puntare a fare un ottimo lavoro per diventare, in futuro, pilota ufficiale all'interno del gruppo Stellantis”.