Tre mesi di guerra, Diesel a 2 euro e 2 miliardi in fumo: il dossier shock sulla stangata stiamo pagando

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28 maggio 2026, 10.27
fornelli accessi e soldi accanto
L'analisi a tre mesi dallo scoppio del conflitto in Iran: il gasolio sfonda la barriera psicologica alla pompa, impennano i costi della logistica e per gli italiani il conto totale dei rincari (compresi mutui e bollette) sale a 2,6 miliardi di euro.
A tre mesi esatti dallo scoppio del conflitto in Iran, l’impatto economico sulle tasche degli italiani ha raggiunto proporzioni drammatiche. L’impennata dei prezzi del petrolio e delle materie prime sui mercati internazionali ha generato una vera e propria tempesta finanziaria, quantificabile in 2,6 miliardi di euro di costi extra totali per le famiglie. A pagare il prezzo più salato, secondo l'ultimo studio condotto dal portale di comparazione Facile.it, è senza alcuna sorpresa il comparto della mobilità e dell'automotive.
La sola spesa per il rifornimento di benzina e diesel ha infatti registrato un incremento complessivo di circa 2 miliardi di euro rispetto ai valori pre-conflitto. Si tratta di una cifra imponente che grava direttamente sui bilanci di chi utilizza l'automobile per lavoro o necessità quotidiana, e che gli interventi governativi strutturati finora sono riusciti solo parzialmente a mitigare.

L'escalation dei prezzi alla pompa: i numeri della crisi

Analizzando nel dettaglio l'andamento dei listini nazionali in modalità self, l'evidenza dei rincari è impietosa per gli automobilisti.
  • Il Diesel: La situazione appare estremamente critica per i motori a gasolio. Il prezzo medio è letteralmente decollato, passando da 1,70 euro al litro di inizio anno ad oltre 2,00 euro al litro rilevati a maggio. L'impatto di questa specifica voce di spesa sfiora gli 1,5 miliardi di euro di costi aggiuntivi complessivi. Un pieno da 50 litri richiede oggi 101 euro, contro gli 85 euro di tre mesi fa.
  • La Benzina: Ha registrato un balzo dai 1,65 euro al litro di febbraio ad oltre 1,90 euro al litro di maggio. Questa variazione si traduce in un esborso supplementare complessivo di circa 500 milioni di euro per la flotta di veicoli a benzina circolanti in Italia. Per un singolo pieno da 50 litri, la spesa media è passata da 83 euro a 97 euro.
Su base annua, ipotizzando una percorrenza media di 10.000 chilometri, un automobilista si trova a spendere 1.299 euro per la benzina (+18%, ovvero 202 euro in più rispetto alle stime pre-crisi) e 1.131 euro per il diesel (+20%, con un aggravio di 191 euro).

Autotrasporto in ginocchio: l'effetto domino sulla logistica

L'effetto a catena del caro-gasolio si manifesta in maniera dirompente nel settore dell’autotrasporto, asse portante della distribuzione nazionale.
L’analisi evidenzia come un veicolo pesante impegnato su una tratta standard di 3.000 chilometri richiedesse, prima del conflitto, una spesa in carburante pari a 1.283 euro. Oggi, per coprire la medesima distanza, lo stesso mezzo necessita di 1.543 euro: un rincaro netto di 260 euro a viaggio, destinato inevitabilmente a riflettersi sui prezzi al consumo dei beni trasportati.

Non solo auto: la morsa di bollette e mutui variabili

Se la mobilità rappresenta la falla principale nei risparmi dei cittadini, il quadro economico generale viene ulteriormente aggravato dalle altre due voci esaminate dal report: le utenze domestiche e il costo del denaro.
Sul fronte dell'energia, le famiglie con contratti a prezzo indicizzato nel mercato libero hanno subito un incremento medio di circa 50 euro nel trimestre marzo-maggio, portando il danno complessivo a 600 milioni di euro. La bolletta del gas mostra i rincari più consistenti (+15%, circa 40 euro in più nel periodo), mentre l'energia elettrica ha fatto segnare un incremento del 5%. Le proiezioni indicano che la spesa complessiva luce e gas nei prossimi 12 mesi salirà a 2.120 euro (+8% rispetto alle stime pre-crisi).
Infine, si registra una forte tensione sul mercato del credito. Pur in assenza di interventi ufficiali sui tassi da parte della BCE, le aspettative degli operatori hanno spinto al rialzo l’Euribor, cresciuto di circa 20 punti base. Su un finanziamento standard da 126.000 euro in 25 anni, l’impatto si è già concretizzato in un aumento di 10 euro totali tra aprile e maggio. Guardando ai mercati dei Futures, gli esperti prevedono una progressione che potrebbe portare la rata mensile a toccare i 655 euro entro la fine dell’anno (contro i 615 euro di gennaio), determinando un aumento complessivo di circa 40 euro mensili.
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