L'esodo estivo si trasforma in un vero e proprio salasso per
gli automobilisti italiani. Alle fosche previsioni che stimano per il mese di
agosto un aggravio di spesa di circa 1 miliardo di euro per i rifornimenti, si
aggiunge ora una pesante polemica sindacale: lo sconto sulle accise del
gasolio, tanto atteso, non starebbe arrivando alle tasche dei consumatori.
A denunciare quella che si profila come una vera e propria
anomalia del mercato è Assoutenti, che ha puntato il dito contro i
listini "congelati" alla pompa, sollevando un caso che rischia di
infiammare ulteriormente l'estate degli italiani.
Il caso dello "sconto fantasma" e l'appello al Governo
Nonostante l'entrata in vigore del taglio fiscale da 17
centesimi al litro sul gasolio, le stazioni di servizio non sembrano aver
recepito la misura. Una mancata traslazione che, secondo le stime
dell'associazione a tutela dei consumatori, si traduce in danni per milioni
di euro al giorno a carico dei cittadini.
Di fronte a questo scenario, Assoutenti ha deciso di passare
alle vie di fatto, interpellando direttamente il vertice del Ministero delle
Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il Presidente dell'associazione, Gabriele
Melluso, ha formalmente richiesto al Ministro Adolfo Urso di convocare con la
massima urgenza "Mister Prezzi" (il Garante per la
sorveglianza dei prezzi) e la Commissione di allerta rapida.
"Ancora una volta assistiamo ad un anomalo andamento
dei listini dei carburanti, con i prezzi del gasolio alla pompa che ancora oggi
non risentono appieno dello sconto fiscale da 17 centesimi al litro scattato
ieri" ha spiegato Melluso. "Una situazione che si ripete
puntualmente ogni volta che il governo riduce le accise. Per questo abbiamo
chiesto di accendere un faro sulle anomalie che si stanno verificando in Italia
nella formazione dei prezzi alla pompa e intervenire in modo tempestivo".
I numeri della stangata: 5,2 miliardi in fumo ad agosto
La denuncia di Assoutenti si innesta su un quadro economico
già fortemente critico. Secondo le recenti analisi (basate su elaborazioni
Facile.it e dati Mimit), le tariffe viaggiano su medie nazionali preoccupanti: 1,986
€ al litro per la benzina e ben 2,180 € al litro per il gasolio in
modalità self-service.
L'impatto sui bilanci familiari è immediato e drastico:
- Il
pieno di benzina (50 litri): costa oggi circa 99 euro, segnando un +15%
rispetto agli 86 euro spesi dodici mesi fa.
- Il
pieno di diesel (50 litri): tocca quota 109 euro, registrando un
drammatico +31% rispetto agli 83 euro dello scorso anno.
Per comprendere l'entità della stangata sulle lunghe
percorrenze, basti pensare che un viaggio di andata e ritorno Milano-Lecce
(circa 2.000 km) richiederà 262 euro per le auto a benzina e 240 euro per
quelle a gasolio.
Proiettando questi costi sui consumi medi del mese di
agosto, il budget nazionale destinato ai carburanti schizzerà a 5,2 miliardi
di euro, contro i 4,1 miliardi del 2025. Un aggravio del 26% che si traduce
in quel miliardo di euro extra che gli italiani dovranno sottrarre al budget
delle vacanze per poter semplicemente viaggiare. Ora, con l'intervento di
Assoutenti, la palla passa alle istituzioni di controllo per fare chiarezza su
un mercato che continua a pesare inesorabilmente sui conti del Paese.