In un mercato automotive globale in profonda trasformazione,
il Gruppo
Bosch traccia la propria rotta strategica puntando su mercati
emergenti, idrogeno e automazione industriale. Durante l'IAA Transportation di
Hannover, Markus Heyn, Presidente di Bosch Mobility, ha delineato uno scenario
fatto di prudente ottimismo, sottolineando l'acquisizione di importanti
commesse ma lanciando un messaggio chiaro alle istituzioni: «Dobbiamo imparare
dalla Cina sulla velocità di sviluppo e sugli investimenti strutturali».
L'exploit dell'India e la sfida dei costruttori cinesi
Analizzando l'andamento del business globale, Heyn ha
evidenziato come l'India rappresenti attualmente il vero motore della crescita
per il settore: «È l'unico grande mercato che mostra uno sviluppo davvero
spettacolare, sia nei veicoli commerciali sia nelle auto passeggeri. Molti
costruttori globali lo stanno riscoprendo solo ora, mentre noi vantiamo una
presenza storica e radicata».
Parallelamente, il manager ha rimarcato l'espansione dei
marchi cinesi in Europa, i quali richiedono in misura crescente le soluzioni
tecnologiche di Bosch pur aumentando la pressione competitiva sul mercato
europeo. In merito alla riorganizzazione industriale nel Vecchio Continente,
Heyn ha confermato l'accordo con le rappresentanze sindacali per «una riduzione
della forza lavoro gestita in modo socialmente accettabile», avviando i
percorsi di uscita partendo dal personale con più di 60 anni.
La svolta nei camion, l'infrastruttura a idrogeno e il ruolo di Bari
Nel settore dei veicoli pesanti, la Cina sta guidando la
transizione a ritmi record. «Da inizio anno il 40% dei camion venduti in Cina è
100% elettrico a batteria, a fronte di una quota a una sola cifra fino a tre
anni fa. L'Europa seguirà la stessa traiettoria, seppur con ritmi più
graduali», ha dichiarato Heyn.
Sulla tecnologia a celle di combustibile, la posizione dei
vertici Bosch è netta: «La nostra tecnologia a idrogeno per i camion è pronta e
già integrata su varie flotte. Tuttavia, spetta alla politica europea decidere
se investire su larga scala: come singolo produttore non possiamo farci carico
della costruzione della rete continentale di distributori».
Infine, il Presidente di Mobility ha richiamato il valore
dello stabilimento italiano di Bari, inserito nei piani dell'azienda legati
all'economia circolare: «Il recupero e il ricondizionamento dei componenti
usati dal mercato sono essenziali per aumentare la resilienza aziendale e
ridurre la dipendenza dalle materie prime estere. A Bari prosegue la produzione
dei sistemi Common Rail e dei componenti per e-bike, mercato in cui stiamo
affrontando l'ingresso dei concorrenti asiatici».
Sul fronte del futuro industriale, Bosch sta già fornendo
motori, giunti e sensori agli sviluppatori di robotica umanoide, sperimentando
i primi modelli in 5-7 stabilimenti nel mondo: «Siamo in una fase pilota
intensiva per migliorare la produttività delle nostre fabbriche. La tecnologia
richiede ancora affinamenti sul campo, ma la direzione è tracciata».