"L'Europa scommetta sull'idrogeno e impari dalla Cina": parla Markus Heyn, Presidente di Bosch Mobility

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14 settembre 2026, 18.27
markus Heyn presidente Bosch
In un mercato automotive globale in profonda trasformazione, il Gruppo Bosch traccia la propria rotta strategica puntando su mercati emergenti, idrogeno e automazione industriale. Durante l'IAA Transportation di Hannover, Markus Heyn, Presidente di Bosch Mobility, ha delineato uno scenario fatto di prudente ottimismo, sottolineando l'acquisizione di importanti commesse ma lanciando un messaggio chiaro alle istituzioni: «Dobbiamo imparare dalla Cina sulla velocità di sviluppo e sugli investimenti strutturali».

L'exploit dell'India e la sfida dei costruttori cinesi

Analizzando l'andamento del business globale, Heyn ha evidenziato come l'India rappresenti attualmente il vero motore della crescita per il settore: «È l'unico grande mercato che mostra uno sviluppo davvero spettacolare, sia nei veicoli commerciali sia nelle auto passeggeri. Molti costruttori globali lo stanno riscoprendo solo ora, mentre noi vantiamo una presenza storica e radicata».
Parallelamente, il manager ha rimarcato l'espansione dei marchi cinesi in Europa, i quali richiedono in misura crescente le soluzioni tecnologiche di Bosch pur aumentando la pressione competitiva sul mercato europeo. In merito alla riorganizzazione industriale nel Vecchio Continente, Heyn ha confermato l'accordo con le rappresentanze sindacali per «una riduzione della forza lavoro gestita in modo socialmente accettabile», avviando i percorsi di uscita partendo dal personale con più di 60 anni.

La svolta nei camion, l'infrastruttura a idrogeno e il ruolo di Bari

Nel settore dei veicoli pesanti, la Cina sta guidando la transizione a ritmi record. «Da inizio anno il 40% dei camion venduti in Cina è 100% elettrico a batteria, a fronte di una quota a una sola cifra fino a tre anni fa. L'Europa seguirà la stessa traiettoria, seppur con ritmi più graduali», ha dichiarato Heyn.
Sulla tecnologia a celle di combustibile, la posizione dei vertici Bosch è netta: «La nostra tecnologia a idrogeno per i camion è pronta e già integrata su varie flotte. Tuttavia, spetta alla politica europea decidere se investire su larga scala: come singolo produttore non possiamo farci carico della costruzione della rete continentale di distributori».
Infine, il Presidente di Mobility ha richiamato il valore dello stabilimento italiano di Bari, inserito nei piani dell'azienda legati all'economia circolare: «Il recupero e il ricondizionamento dei componenti usati dal mercato sono essenziali per aumentare la resilienza aziendale e ridurre la dipendenza dalle materie prime estere. A Bari prosegue la produzione dei sistemi Common Rail e dei componenti per e-bike, mercato in cui stiamo affrontando l'ingresso dei concorrenti asiatici».
Sul fronte del futuro industriale, Bosch sta già fornendo motori, giunti e sensori agli sviluppatori di robotica umanoide, sperimentando i primi modelli in 5-7 stabilimenti nel mondo: «Siamo in una fase pilota intensiva per migliorare la produttività delle nostre fabbriche. La tecnologia richiede ancora affinamenti sul campo, ma la direzione è tracciata».
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