Il mercato automobilistico italiano torna a mostrare una
crescita sostenuta. Nel mese di settembre 2026 le immatricolazioni di nuove
autovetture hanno registrato un incremento del 9,9% rispetto allo stesso
periodo del 2025, raggiungendo le 139.356 unità (contro le 126.781 censite un
anno fa). Il consuntivo dei primi nove mesi dell’anno quota così 1.268.964
veicoli messi in strada, con un progresso dell’8,7% rispetto alle 1.167.542
unità del gennaio-settembre 2025. Tuttavia, il confronto con i livelli pre-pandemici
del 2019 evidenzia un ritardo ancora significativo del 13,6%, confermando che i
volumi attuali non segnano ancora un ritorno alla piena normalizzazione.
Avanzano le ibride e recupera la spina: il quadro delle motorizzazioni
L'analisi delle alimentazioni a settembre vede le
motorizzazioni ibride consolida la propria leadership, superando la metà delle
immatricolazioni complessive con il 50,7% di quota (+5,5 punti percentuali),
divise tra un 32,2% di "mild" hybrid e un 18,5% di "full"
hybrid.
Si registra inoltre una ripresa per le vetture ricaricabili:
le elettriche pure (BEV) salgono al 7,6% del totale (in crescita dal 6,4% di
agosto e dal 5,6% di settembre 2025), sostenute per oltre il 52% degli acquisti
dal canale dei clienti privati. Le ibride plug-in (PHEV) si attestano all’11,1%
di share (in aumento rispetto all'8,5% di un anno fa), trainate in misura
prevalente dal noleggio a lungo termine, che genera oltre il 40% delle vendite
del canale.
Arretrano invece le motorizzazioni tradizionali: la benzina
scende al 17,6% (-4,8 p.p.), il GPL si attesta all’8,1% (-1,2 p.p.), mentre il
diesel retrocede all’ultima posizione con il 4,9% di quota (-4,0 p.p.). Sul
fronte ambientale, le emissioni medie di CO₂ delle nuove auto immatricolate a
settembre sono scese a 106,0 g/Km (-3,7%), con la fascia a zero emissioni (ZEV)
al 7,6% e quella principale tra 95 e 135 g/Km al 62,5%.
Canali di vendita, segmenti e ripartizione geografica
Sotto il profilo degli utilizzatori, i privati si confermano
la colonna portante del mercato a settembre con il 55,9% di quota (+0,1 p.p.),
portando il dato cumulato dei nove mesi al 53,6%. Le autoimmatricolazioni
salgono al 13,9% di share, mentre il noleggio a lungo termine si flette al
21,5% (-1,4 p.p.). Il noleggio a breve termine evidenzia un forte balzo,
salendo al 2,9% nel mese e raggiungendo l’8,7% nei primi nove mesi, mentre le
società si fermano al 5,7%.
A livello di segmentazione, si evidenzia la crescita delle
berline del segmento A (9,9% di quota) e del segmento B (16,2%). I SUV
mantengono un peso rilevante, in particolare nel segmento B (28,6%) e nel
segmento C (23,6%). Geograficamente, il Nord Ovest guida le vendite con il
32,7% del totale (+1,5 p.p.), seguito dal Centro al 28,7% (dato sostenuto in
modo determinante dal noleggio, senza il quale si fermerebbe al 22,6%), dal
Nord Est al 22,2%, dal Sud al 10,5% e dalle Isole al 5,8%.
Svecchiamento del parco e la partita della Legge di Bilancio
I dati sulle vendite del nuovo si inseriscono in un contesto
caratterizzato da un parco auto anziano: come sottolineato dal Presidente di
UNRAE, Roberto Pietrantonio, circa la metà dei trasferimenti nel mercato
dell'usato riguarda veicoli con oltre dieci anni di anzianità, rendendo
prioritario il ricambio generazionale dei mezzi per impattare positivamente su
sicurezza, efficienza e sostenibilità.
In tema di costi energetici, UNRAE ha accolto con favore
l'introduzione di tetti provvisori ai listini di carburante stabiliti dai
principali distributori fino a fine ottobre, richiamando però la necessità di
interventi strutturali che riducano la dipendenza energetica del Paese. Sul
piano normativo, in merito ai 2,3 miliardi di euro destinati dal D.L. Sostegno
ai trasferimenti compensativi per l'esenzione del bollo auto nel 2027,
l'associazione suggerisce di calibrare la soglia degli 80 kW legandola a parametri
emissivi e di anzianità del veicolo.
Infine, in vista della prossima Legge di Bilancio,
l'associazione ribadisce la richiesta di un piano triennale (2027-2029) da 515
milioni di euro dedicato alla defiscalizzazione delle flotte aziendali,
stimando che tale misura potrebbe attivare 400.000 nuove immatricolazioni
sostenibili. La proposta si articola su tre direttrici: revisione della
fiscalità delle auto aziendali secondo gli standard europei, potenziamento
della rete di ricarica e riduzione dei costi energetici per alimentare anche il
mercato dell'usato recente.