La Casa del Tridente e Bosch Engineering svelano
l'evoluzione del celebre V6 biturbo per la 24 Ore di Le Mans 2026. Prestazioni
da hypercar e zero emissioni: ecco come cambia la meccanica e quali sono i
segreti del prototipo Ligier atteso in pista.
Il futuro delle competizioni di durata e delle vetture ad
alte prestazioni si tinge di idrogeno. In occasione della imminente 24 Ore di
Le Mans, Bosch Motorsport e
Maserati Engineering hanno annunciato lo stato di
avanzamento della loro partnership strategica, svelando i dettagli tecnici di
un progetto che punta a rivoluzionare il motorsport sostenibile: la conversione
all'idrogeno del celebre motore a benzina Nettuno di Maserati.
L’operazione, condotta in sinergia con il costruttore Ligier
Automotive, ha l'obiettivo di dimostrare come la tecnologia della combustione
interna a idrogeno (ICE) possa garantire performance paragonabili a quelle
delle moderne hypercar, mantenendo un elevato potenziale di decarbonizzazione
lungo le lunghe distanze tipiche delle gare endurance.
La metamorfosi del Nettuno: l'ingegneria del V6 a idrogeno
La base di partenza dell'unità è l'architettura originaria
del motore Nettuno che equipaggia le stradali del Tridente: un propulsore a
benzina biturbo da 3.0 litri, frazionamento a 6 cilindri a V e lubrificazione a
carter secco. I tecnici di Bosch Engineering hanno scelto questo blocco per la
sua elevata robustezza strutturale intrinseca, un fattore determinante per
sopportare le gravose sollecitazioni meccaniche generate dalla combustione
dell'idrogeno.
Per completare la transizione termica, il layout originario
ha subito modifiche mirate:
- Componenti
conservati: La testata del cilindro e il sistema di sovralimentazione
tramite turbocompressore sono rimasti quelli del progetto originale
Maserati.
- Pistoni
ottimizzati: La geometria dei pistoni è stata ridisegnata ex novo ed è
stato contestualmente ridotto il rapporto di compressione, una soluzione
necessaria per incrementare l'efficienza e la potenza erogata ai regimi di
rotazione più elevati.
- Elettronica
e accensione: L'intero impianto di accensione e la mappatura della
centralina elettronica di gestione motore sono stati completamente
riconfigurati.
Il cambiamento più radicale risiede però nell'eliminazione
del sistema di iniezione combinata (diretta/indiretta) della benzina. Al suo
posto è stato installato il sistema di iniezione diretta di idrogeno Bosch, che
sfrutta gli avanzati iniettori ad alta pressione LCV HIDI. Questo
equipaggiamento permette di stabilizzare il fronte di fiamma all'interno della
camera di scoppio, ottimizzando l'erogazione della coppia e riducendo
drasticamente le emissioni nocive allo scarico.
Il risultato di questa evoluzione tecnica si traduce in dati
numerici di assoluto rilievo per il settore racing: il V6 da 3.0 litri
modificato è in grado di sviluppare una potenza massima di circa 480 kW
(circa 652 CV) e una coppia motrice di 880 Nm.
“Nettuno è un motore allo stato dell'arte che continua a
dimostrarsi robusto, efficiente e versatile — ha spiegato Davide Danesin, Head
of Maserati Engineering —. Per questo motivo è risultato particolarmente adatto
per la conversione all'idrogeno, grazie alla robustezza intrinseca, che gli
consente di resistere a pressioni dei cilindri molto elevate”.
Dalla pista alla strada: 8.000 km di test e prospettive commerciali
Il laboratorio viaggiante prescelto per lo sviluppo di
questo propulsore è la Ligier JS2 RH2, un prototipo da corsa nato dalla
collaborazione avviata nel 2021 tra Bosch e Ligier Automotive, che ha compiuto
il suo debutto ufficiale sul circuito della Sarthe nel giugno del 2023.
Da allora, lo sviluppo non si è mai fermato. Il veicolo ha
completato quasi 8.000 chilometri di test intensivi in pista, affrontando
diverse condizioni meteorologiche senza far registrare anomalie o problemi di
natura tecnica. I costanti affinamenti sul software di gestione e sulla
fluidodinamica hanno permesso di incrementare i valori di potenza e coppia
iniziali, abbattendo ulteriormente le emissioni residue.
Un legame storico che guarda al mercato dei Track Day
L'alleanza tra Ligier e Maserati richiama una celebre pagina
del motorismo storico. La Ligier JS2 originale degli anni '70 era infatti
spinta da un motore Maserati V6 da 3.0 litri, configurazione con cui si
aggiudicò il Tour Auto nel 1974.
Oggi, l'obiettivo a lungo termine dei tre partner va oltre
la semplice esibizione sportiva. La tecnologia convalidata sul prototipo
stradista è destinata a fare da apripista per future applicazioni commerciali
di nicchia, come lo sviluppo di vetture destinate ai track day privati
completamente decarbonizzate.
Come da tradizione, il pubblico e gli addetti ai lavori
potranno osservare da vicino i progressi della tecnologia a zero emissioni. La
Ligier JS2 RH2 motorizzata col V6 Nettuno a idrogeno rimarrà esposta per
l'intera settimana di gara all'interno dell'H2 Village di Le Mans, per poi
scendere sul tracciato francese sabato 13 giugno 2026 per un giro dimostrativo
sul circuito della Sarthe prima del via ufficiale della corsa.