Il
debutto ufficiale di Lewis Hamilton in Bahrain con la nuova Ferrari SF-26, dopo un primo assaggio a Fiorano e Barcellona, si è concluso con un distacco di circa un secondo e sette decimi dal vertice, un margine che tuttavia non sembra turbare i piani della Scuderia specie in questa fase di primi test. L'obiettivo a Maranello resta la raccolta dati e la comprensione dei nuovi regolamenti tecnici, posticipando la ricerca della prestazione pura.
Hamilton ha descritto le nuove monoposto come estremamente reattive e "divertenti", paragonando la sensazione di guida a quella di un rally a causa di un posteriore piuttosto vivace, pur evidenziando una certa frustrazione per la complessità dei nuovi sistemi di gestione dell'energia e una velocità percepita che, a suo dire, ricorda le categorie minori come la GP2. A ben guardare, però, le monoposto dell’ultimo ciclo regolamentare della serie cadetta girano in tempi di almeno 10 secondi più lenti di una F1 2026...
Di Hamilton hanno colpito, però, le sue dichiarazioni un po’ critiche sulle nuove power punit dove la gestione del recupero energetico e della gestione stessa dell’energia durante un giro diventerà cruciale: “Nessuno dei tifosi capirà queste procedure, sono ridicolmente complesse. L’altro giorno me l’hanno spiegata in sette riunioni, serve una laurea per capirle completamente”.
Prime analisi dopo una giornata di test
Il più veloce della prima giornata è stato Lando Norris, che ha portato la sua McLaren davanti a tutti con la mescola C2, precedendo di un soffio la Red Bull di Verstappen che ha usato la più morbida C3. E la SF-26? Con 132 giri complessivi tra Hamilton e Leclerc, la Ferrari è stata tra i team più solidi in termini di chilometraggio, confermando la bontà del nuovo progetto in termini di affidabilità.
Un quadro più completo si potrà avere solo alla fine della seconda sessione di test, la settimana prossima sempre a Sakhir. Solo allora, a circa due settimane dall’inizio del mondiale in Australia, si potrà fare un quadro più completo.