Il mercato italiano dei motocicli archivia il quarto mese
dell'anno con una solida crescita a doppia cifra, trainata dal segmento
scooter. L'analisi di ANCMA evidenzia però un settore a due velocità: bene le
motorizzazioni termiche, mentre l'elettrico soffre l'esaurimento degli
incentivi, con un vero e proprio tracollo per i quadricicli a zero emissioni.
Il mercato italiano delle due ruote a motore chiude il mese
di aprile con un solido segno positivo, registrando una crescita complessiva
del 15%. Nonostante i rimbalzi tecnici legati alla fine dell'omologazione Euro
5 (che avevano influenzato la lettura statistica della prima metà del 2025) ,
l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori (ANCMA) esprime un cauto
ottimismo sull'andamento del comparto.
L'analisi geopolitica e il ruolo strategico delle due ruote
Le prospettive a breve termine rimangono strettamente
vincolate all'evoluzione del quadro macroeconomico globale. L'inflazione,
l'andamento dei costi dell'energia e dei carburanti, uniti alla durata delle
tensioni geopolitiche internazionali, rappresentano fattori di rischio in grado
di incidere pesantemente sulla capacità di spesa dei consumatori.
In questo scenario, il Presidente di ANCMA, Mariano Roman,
ha evidenziato la resilienza del comparto: "Le due ruote si confermano
infatti come la modalità di trasporto più economica e versatile, qualità che le
rendono particolarmente competitive in contesti incerti come quello
attuale". Un ruolo strategico nella mobilità urbana ed extraurbana che
l'associazione ha voluto rimarcare attraverso la recente campagna istituzionale
"Due ruote che valgono doppio", lanciata lo scorso 23 aprile.
I numeri di aprile: la cavalcata degli scooter
Nel dettaglio del quarto mese dell'anno, il mercato registra
un totale di 44.359 veicoli venduti, segnando un incremento del 14,82% (a
fronte di un mese di aprile 2025 che aveva perso 5 punti percentuali).
La scomposizione per segmenti evidenzia le dinamiche di
preferenza degli italiani ad aprile:
- Scooter:
Si confermano il vero motore trainante del mercato, con 25.971 unità
vendute e una crescita netta del 23,25%.
- Moto:
Risultato positivo ma più contenuto per le motociclette, che chiudono con
17.055 mezzi targati (+3,65%).
- Ciclomotori:
Segnali di forte ripresa anche per i "cinquantini", che crescono
di 20,42 punti percentuali con 1.333 unità immatricolate.
Il cumulato annuo e il divario strutturale
Analizzando il primo quadrimestre (gennaio-aprile), il
totale delle registrazioni si attesta a 129.160 unità, pari a una crescita
globale del 14,80%.
I dati consolidano un cambiamento strutturale nel mix di
vendita: si amplia in modo significativo il divario tra gli scooter e le moto
tradizionali. I primi hanno immesso sul mercato 72.357 veicoli (+17,60%),
arrivando a rappresentare ben il 58% dell'intero immatricolato (solo due anni
fa si fermavano al 52%). Le moto si fermano a 52.705 unità (+10,41%), mentre i
ciclomotori recuperano un quarto dei volumi passati (+26,33%) mettendo in
strada 4.098 mezzi.
Elettrico a due velocità e il tracollo delle minicar
Meno incoraggiante è il bilancio della transizione
ecologica. Il comparto delle due ruote elettriche rimane in territorio positivo
solo grazie alla coda residua degli incentivi Ecobonus, ma viaggia a velocità
diametralmente opposte: le moto a batteria segnano un +150%, mentre flettono
sia i ciclomotori (-5,21%) che gli scooter (-3,57%). Nel cumulato annuo, il
settore delle due ruote a zero emissioni cede complessivamente 6,56 punti
percentuali, fermandosi a 2.293 unità.
Particolarmente critico è l'affanno del mercato dei
quadricicli leggeri e pesanti, che ad aprile crolla del 33,81% con soli 1.306
veicoli venduti. L'analisi di questo sotto-segmento è emblematica: le minicar a
trazione elettrica, rimaste orfane degli incentivi Ecobonus, lasciano sul
terreno ben il 51,73% (878 veicoli), a tutto vantaggio dei modelli termici che
registrano un anomalo rimbalzo del 177,92% (428 unità).