Boom delle due ruote in Italia: mercato a +15% ad aprile. Gli scooter dominano, crollano le minicar elettriche

Motoappassionati
06 maggio 2026, 12.56
Yamaha Nmax 155 lo scooter in città di colore nero
Il mercato italiano dei motocicli archivia il quarto mese dell'anno con una solida crescita a doppia cifra, trainata dal segmento scooter. L'analisi di ANCMA evidenzia però un settore a due velocità: bene le motorizzazioni termiche, mentre l'elettrico soffre l'esaurimento degli incentivi, con un vero e proprio tracollo per i quadricicli a zero emissioni.
Il mercato italiano delle due ruote a motore chiude il mese di aprile con un solido segno positivo, registrando una crescita complessiva del 15%. Nonostante i rimbalzi tecnici legati alla fine dell'omologazione Euro 5 (che avevano influenzato la lettura statistica della prima metà del 2025) , l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori (ANCMA) esprime un cauto ottimismo sull'andamento del comparto.

L'analisi geopolitica e il ruolo strategico delle due ruote

Le prospettive a breve termine rimangono strettamente vincolate all'evoluzione del quadro macroeconomico globale. L'inflazione, l'andamento dei costi dell'energia e dei carburanti, uniti alla durata delle tensioni geopolitiche internazionali, rappresentano fattori di rischio in grado di incidere pesantemente sulla capacità di spesa dei consumatori.
In questo scenario, il Presidente di ANCMA, Mariano Roman, ha evidenziato la resilienza del comparto: "Le due ruote si confermano infatti come la modalità di trasporto più economica e versatile, qualità che le rendono particolarmente competitive in contesti incerti come quello attuale". Un ruolo strategico nella mobilità urbana ed extraurbana che l'associazione ha voluto rimarcare attraverso la recente campagna istituzionale "Due ruote che valgono doppio", lanciata lo scorso 23 aprile.

I numeri di aprile: la cavalcata degli scooter

Nel dettaglio del quarto mese dell'anno, il mercato registra un totale di 44.359 veicoli venduti, segnando un incremento del 14,82% (a fronte di un mese di aprile 2025 che aveva perso 5 punti percentuali).
La scomposizione per segmenti evidenzia le dinamiche di preferenza degli italiani ad aprile:
  • Scooter: Si confermano il vero motore trainante del mercato, con 25.971 unità vendute e una crescita netta del 23,25%.
  • Moto: Risultato positivo ma più contenuto per le motociclette, che chiudono con 17.055 mezzi targati (+3,65%).
  • Ciclomotori: Segnali di forte ripresa anche per i "cinquantini", che crescono di 20,42 punti percentuali con 1.333 unità immatricolate.

Il cumulato annuo e il divario strutturale

Analizzando il primo quadrimestre (gennaio-aprile), il totale delle registrazioni si attesta a 129.160 unità, pari a una crescita globale del 14,80%.
I dati consolidano un cambiamento strutturale nel mix di vendita: si amplia in modo significativo il divario tra gli scooter e le moto tradizionali. I primi hanno immesso sul mercato 72.357 veicoli (+17,60%), arrivando a rappresentare ben il 58% dell'intero immatricolato (solo due anni fa si fermavano al 52%). Le moto si fermano a 52.705 unità (+10,41%), mentre i ciclomotori recuperano un quarto dei volumi passati (+26,33%) mettendo in strada 4.098 mezzi.

Elettrico a due velocità e il tracollo delle minicar

Meno incoraggiante è il bilancio della transizione ecologica. Il comparto delle due ruote elettriche rimane in territorio positivo solo grazie alla coda residua degli incentivi Ecobonus, ma viaggia a velocità diametralmente opposte: le moto a batteria segnano un +150%, mentre flettono sia i ciclomotori (-5,21%) che gli scooter (-3,57%). Nel cumulato annuo, il settore delle due ruote a zero emissioni cede complessivamente 6,56 punti percentuali, fermandosi a 2.293 unità.
Particolarmente critico è l'affanno del mercato dei quadricicli leggeri e pesanti, che ad aprile crolla del 33,81% con soli 1.306 veicoli venduti. L'analisi di questo sotto-segmento è emblematica: le minicar a trazione elettrica, rimaste orfane degli incentivi Ecobonus, lasciano sul terreno ben il 51,73% (878 veicoli), a tutto vantaggio dei modelli termici che registrano un anomalo rimbalzo del 177,92% (428 unità).
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