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Mercedes Classe B 200 | Prova su strada in anteprima

Tempo di lettura: 3 minuti

Un anno fa, proprio in questi giorni, avevamo provato la vecchia Classe B nella sua versione finale. Si trattava di un allestimento piuttosto ricco proposto a un prezzo allettante, pensato proprio per accompagnare l’auto verso la fine della sua carriera, spingendo sul rapporto qualità prezzo. Questo perché la Classe A di nuova generazione era già uscita ed era palese che la B basata sulla stessa piattaforma sarebbe arrivata di lì a breve.

Quindi eccoci, qua, al volante della terza serie di Mercedes Classe B, un’auto che ha la Stella sul cofano dal 2004 e che da quell’anno ha conquistato più di un milione di clienti nel mondo, di cui un 15% abbondante in Italia. Per anni è stata l’unica proposta nel segmento delle monovolume premium e ora si rinnova completamente migliorando tutti gli aspetti, dalla guida, al comfort a bordo, alla tecnologia. Siamo venuti a Roma per una breve presa di contatto lungo un percorso urbano nel traffico della Capitale.

Esterni: stile inconfondibile

A livello stilistico la differenza con la vecchia Classe B si percepisce subito. Siamo di fronte al classico caso di un’auto che invecchia di colpo quando esce la nuova. Ma questo è il rovescio delle medaglia quando si azzecca in particolar modo il design. La lunghezza è cresciuta in modo impercettibile (+2 cm), così come la larghezza (+1 cm). L’altezza invece è diminuita di 40 mm, mentre il passo è aumentato di 30 mm.

A occhio nudo la linea è globalmente più filante e più pulita. Risaltano maggiormente i dettagli come la grossa stella anteriore – che nasconde sapientemente il radar – oppure i proiettori disegnati con pochi sfuggenti tratti. Poi ce ne sono altri che definiscono il family feeling, come il design del giro porta, oppure le stesse maniglie, la forma a cuneo della fiancata, oppure le cromature intorno alle guarnizioni. Le linee del posteriore sono molto pulite ed eleganti anche se non altrettanto originali come quelle del frontale. In generale, in ogni caso, si tratta di un’auto elegante e piuttosto “minimal”. Insomma, se vi piace lo stile delle Mercedes degli ultimi anni, la Classe B vi soddisferà al 100%.

Interni: la MBUX la fa da padrone

Diciamo subito che la Classe B non è una campionessa di volumetria interna. Considerate le dimensioni esterne ci si potrebbe attendere qualche cosa in più, anche dal bagagliaio che si ferma a 455 litri (38 in meno della generazione precedente. Ma la Mercedes si fa perdonare con tutto il resto. Il Cx di 0,24 si traduce in una totale assenza di fruscii e vortici. La marcia è così silenziosa che dà quasi fastidio percepire la presenza del motore, per quanto ovattata possa essere. I materiali, poi, sono di alta qualità con il cruscotto che ha una plastica morbida come in giro se ne vedono poche. Anche i pannelli lucidi sono fatti molto bene e non si graffiano, mentre gli accoppiamenti – anche tra superfici diverse – sono semplicemente perfetti.

All’interno spicca il nuovo MBUX, al debutto sulla Classe A 2018

Menzione di merito anche ai sedili, che sono piuttosto duri come da tradizione teutonica ma anche estremamente confortevoli. In altre parole, a bordo si respira un senso di pace e comodità, che fa risaltare ancora di più le caratteristiche del sistema di infotainment MBUX. Il lungo display sviluppato orizzontalmente all’inizio può anche sembrare piccolo, tutt’altro che invadente.

Guidando la Classe B si scopre che la sua dimensione è assolutamente corretta. Non costringe a spostare troppo gli occhi dalla strada ma non distrae nemmeno troppo occupando il campo visivo. Le sue funzionalità e possibilità sono semplicemente il top attualmente in circolazione e ci vorrebbero pagine a parte per descriverle tutte. Per cui ne scegliamo una, il navigatore con realtà aumentata, che quando è ora di svoltare sovrappone l’indicazione digitale all’immagine live della telecamera anteriore.

Alla guida della Classe B 200 CDI: l’abito non fa il monaco

Delle tre motorizzazioni Diesel disponibili per il test drive abbiamo scelto quella di mezzo, ovvero il 2 litri da 150 CV. Ci sarebbe anche il 1.5 da 115 CV di origine Renault e lo stesso 2.0 da 190 CV, che ha il nuovo cambio automatico doppia frizione a 8 rapporti, ma abbiamo scelto l’equilibrio. Qui i rapporti sono “solo” 7 ma le prestazioni sono comunque di rilievo anche perché la Classe B non supera i 14 quintali.

Si parla di uno 0-100 km/h in 8,2 secondi e di 223 km/h di velocità massima, numeri più che sufficienti per qualunque famiglia. E in effetti, il carattere sportivo di questa monovolume è evidente anche nelle regolazioni elettroniche. Se impostate il dynamic select su Sport scoprirete un “nervosismo” sconosciuto ad auto più specializzate, con cambi marcia fulminei e scalate molto repentine, quasi pistaiole.

Il volante è piuttosto diretto e preciso, anche se rimane sempre leggero in stile Mercedes. L’assetto, infine, è una delle parti più riuscite dell’auto e questo dimostra quanto sia importante la qualità dei componenti, visto che al retrotreno si trova un semplice ponte interconnesso e non un raffinato multi-link. Sui freni, invece, dobbiamo sospendere il giudizio perché nel breve test-drive capitolino abbiamo potuto apprezzarli solamente nella marcia stop and go. Il pedale, come da tradizione della Stella, è comunque piuttosto morbido.

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Alessandro Vai

Le auto e i motori, una passione diventata una ragione di vita. Volevo fare il pilota ma poi ho studiato marketing e ora il mio mestiere è scrivere

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Alessandro Vai

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