Quando una supercar, DNA emiliano, finisce nelle mani di un tuner, non si può mai non rimanere sorpresi davanti al risultato. In questo caso
Mansory, che di
Ferrari ne ha modificate tante, ci è andata giù pesante con la
F8 Tributo: nasce così la F8XX Mansory che vi raccontiamo in questo articolo di presentazione.
A colpire della
F8 Tributo, qui nella
versione F8XX, è soprattutto l'aggressiva livrea, con tocchi di giallo e verde che si mescolano a un ampio, se non ampissimo, utilizzo della ben nota fibra di carbonio. Ultima a finire nelle mani del tuner tedesco, anche la F8 Tributo ha fatto visita agli amici di
Mansory e ne è uscita così, completamente stravolta.
Se a colpire è quindi la tinta "
Catania Green" (!), a ben guarare il kit aerodinamico ha portato ali e alette di carbonio per migliorare i flussi aerodinamici studiati da
Ferrari nella sua galleria del vento di Fiorano. Ricordiamo che la
F8 Tributo, che monta lo stesso motore della 488 Pista (V8 3.9 720 CV), è una delle più recenti "interpretazioni" dell'otto cilindri Ferrari senza ausilio dell'elettrico. La stessa unità è stata poi scelta sulla SF90 Stradale per arrivare ai fatidici 1.000 CV con il supporto dei motori elettrici.
Pensate che
Mansory ha ritoccato anche i cerchi: ora sono da 21" all'anteriore e da 22" al posteriore.
Non ci sono mezze misure. Anche in abitacolo parecchie novità con l'utilizzo di pelle beige e, non ultima, i tre tasti sul ponte centrale con contorno tricolore. Trash? C'è a chi può piacere.
Infine, 720 CV non erano abbastanza per
Mansory. Ora ne sprigiona 880! In numeri, 14 km/h di velocità massima in più rispetto alla
F8 Tributo e 0,3 secondi in meno sullo 0-100 km/h, coperto in 2,6 secondi.