Ho guidato la nuova Renault Twingo: è imperfetta, ma è una EV che fa emozionare

Prove su strada
25 marzo 2026, 16.36
Renault Twingo 2026 copertina autoappassionati
Nel 1993, il mondo dell’auto fu sconvolto dall’arrivo di una piccola citycar con linee da ranocchia, una carrozzeria pensata per regalare più spazio possibile a bordo e un’esperienza di guida divertente, che non si prendeva troppo sul serio. Quel piccolo capolavoro di riciclo di componenti e motori si chiamava Renault Twingo, e il genio del designer britannico Patrick Le Quément la rese immediatamente un’automobile di culto. Colorata, giocosa ma anche pratica e comoda, la Twingo di prima generazione è ancora oggi considerata come una delle migliori citycar della sua epoca e degli ultimi 30 anni.
Sostituire un modello di tale successo non è mai semplice, anzi. Renault lo sa bene, e infatti le due generazioni che si sono susseguite a lei nel 2007 e 2014 si sono solo avvicinate al successo della prima serie, la seconda generazione con una dinamica di guida più divertente (degna di nota la divertente RS da 133CV), la terza con il ritorno del motore e della trazione posteriore su una Renault dall’addio alla R8 nel 1974.
Non è un caso, quindi, che Renault abbia scelto di cambiare tutto, e di ritornare alle origini di questo modello così iconico per ridarle nuova linfa. Nasce così l’attesissima Renault Twingo IV, che nello stile, negli interni e nell’impostazione dinamica vuole riportare l’anima della prima Twingo nel mondo dell’auto di oggi. Per poter esistere, la Twingo si è dovuta convertire alla carrozzeria a cinque porte e, soprattutto, all’alimentazione 100% elettrica.
Nonostante questo, vuole convincere con un prezzo concorrenziale, una guida divertente e uno stile inconfondibile. Ci riuscirà? Per scoprirlo, siamo venuti a Ibiza alla presentazione internazionale della Renault Twingo E-Tech, per scoprire se questa è davvero l’auto più divertente sul mercato.

Come è fatta fuori: una “ranocchia” molto divertente

A livello estetico, Renault sta lavorando davvero bene con le sue ultime proposte, soprattutto sulle compatte elettriche. Non è facile riuscire a reimmaginare delle icone, e non sempre lo stile retrò-moderno funziona, con diversi esemplari poco fortunati. Dopo la fortunata R4 e, soprattutto, l’indovinata R5, Renault rilancia con quella che, a mio parere, è la più equilibrata e piacevole di questa famiglia di icone reinventate.
Una foto dell'anteriore di tre quarti della Renault Twingo 2026 IV E-Tech verniciata in Giallo Mango scattata in una piazza di una cittadina di mare
È vero, sono da sempre un grande estimatore della Twingo I, ma questa quarta generazione ha due caratteristiche che, negli ultimi anni, sono sempre più rare nel mondo dell’auto: personalità e simpatia. La personalità è visibile fin dal primo momento: questa Twingo è diversa da qualsiasi altra auto sul mercato, ed è stata capace di incapsulare tutti gli stilemi che la rendono una vera Twingo, ma senza diventarne una semplice caricatura.
Lunga 3,79 metri, i designer Renault avevano di fronte una sfida difficile: rendere pulite e gradevoli le linee di una monovolume da 3,43 metri su un’auto più bassa e più lunga, e in più dotata di cinque porte. Il risultato è decisamente riuscito. Il frontale è immediatamente riconoscibile come quello di una Twingo, con i fari “da ranocchia” e le tre feritoie sul cofano. Insieme al “baffo” anteriore con il lettering del modello e alla calandra inferiore sorridente, questa piccola vettura ispira immediatamente simpatia.
La vista laterale della Renault Twingo 2026 IV E-Tech verniciata in Giallo Mango, cerchi da 18 pollici diamantati e fotografata nel porto di Ibiza
Lateralmente, la Twingo IV è più alta delle “solite” compatte, con un corpo vettura che arriva a 1,50 metri, mentre rispetto all’originale ha vetrate più sottili e filanti e una fiancata decisamente più sportiveggiante. Il passaruota posteriore bombato dona grande dinamismo a un’auto che, se davanti è principalmente simpatica, diventa più moderna e accattivante spostandosi verso la coda. Peccato per l’adozione di maniglie tradizionali al posto di quelle nascoste della Twingo I: sarebbe stato un dettaglio ancora più speciale.
La Techno della mia prova ha i cerchi da 18 pollici diamantati (optional), molto belli e pure proporzionati. Secondo me, però, ci stanno benissimo anche i cerchi in ferro da 16” con copricerchi tipicamente anni ’90, più in linea con l’indole divertente dell’auto.
Una foto del posteriore di tre quarti della Renault Twingo 2026 IV E-Tech verniciata in Giallo Mango scattata in una piazza di una cittadina di mare
Dietro, Renault è stata coraggiosa, riportando per quanto possibile le linee del concept presentato nel 2024, con un lunotto molto generoso e a filo con la carrozzeria, circondato da una modanatura in plastica nera grezza e a sbalzo rispetto alle altre linee della vettura. Anche i fari posteriori sono a sbalzo, e dotati di una firma luminosa che riprende in pieno quella anteriore.
Al centro del portellone posteriore, poi, c’è il logo Twingo a tutta larghezza, mentre quello Renault è nascosto nella modanatura del lunotto. Aprendo il portellone, si accede ad un bagagliaio regolare, alto e poco sviluppato in profondità. Ma qui arriva il coup-de-theatre, la presenza dei sedili posteriori scorrevoli. Le guide permettono ai sedili di avanzare di 17 cm, permettendo di passare dai 205 litri di capacità minima ai 305 litri con i sedili portati tutti avanti, ottimi per le dimensioni esterne.

Come è fatta dentro: è economica, ma non lo diresti

Salendo a bordo, le similitudini con la Twingo I si fermano alla presenza di tanto colore a bordo e al comando delle frecce “a caramella”, ispirato a quello della prima generazione. Per il resto, Renault ha lavorato con ingegno, creando un’auto che non si prende troppo sul serio e che gioca con colori, superfici e materiali per avere degli interni divertenti, giocosi, che non sembrano quelli di un’auto economica.
Una foto intera della plancia della Renault Twingo 2026 IV E-Tech con dettagli in giallo mango e, sullo sfondo, la città di Ibiza
Le plastiche, infatti, sono tutte rigide e piuttosto lucide (niente di preoccupante a livello di riflessi sul parabrezza, però), e moltissime componenti sono riutilizzate da altri modelli Renault. Un esempio? L’immancabile satellite per comandare l’infotainment, oppure la leva del cambio “a rossetto”, condivisa con le cugine R4 ed R5. La plancia, però, è caratterizzata da una finitura in plastica più ricercata nella parte alta, di una grande fascia colorata (bianca sulla Evolution, in tinta carrozzeria sulla Techno) con il logo Twingo in bassorilievo, e i due display digitali hanno una grafica dedicata.
Dietro il volante, infatti, troviamo lo stesso display da 7 pollici che troviamo, ad esempio, sulle ultime Dacia Sandero, ma l’interfaccia è esclusiva per questa Twingo, con icone colorate, soluzioni estetiche diverse e simpatiche e una grande facilità di lettura in ogni condizione.
UN dettaglio di una schermata del sistema di infotainment della Renault Twingo 2026 IV E-Tech, l'OpenR Link da 10,1 pollici con Android Automotive
Al centro della consolle centrale, invece, troviamo l’eccellente sistema infotainment OpenR Link, con schermo da 10,1 pollici e sistema operativo basato su Android Automotive. Veloce, rapido e intuitivo, ha il plus di avere integrati Google Assistant (presto anche Gemini), Google Maps e il Play Store, e su un’auto di questo segmento è un vero plus per la bontà di utilizzo.
Nota di merito per l’impianto audio da vettura di categoria superiore. Se la Evolution ha un impianto a due soli altoparlanti, la Techno è dotata di un sistema audio a 6 altoparlanti della Arkamys, curato dal compositore francese Jean-Michel Jarre. Pulito anche ad altissimo volume, con buoni bassi e un’ottima resa ai medi, è un impianto davvero valido, soprattutto intorno ai 20.000 euro.
Un dettaglio del logo della plancia della Renault Twingo 2026 nel pannello davanti al passeggero verniciato in Giallo Mango
Comodi, poi, i comandi del clima fisici (di derivazione Dacia) posizionati sotto una tasca portaoggetti molto lunga, ma piuttosto scivolosa. Non c’è un tunnel centrale, in quanto il selettore del cambio è al volante: al suo posto, una serie di portaoggetti e la possibilità di acquistare un portaoggetti amovibile tramite il sistema YouClip.
Anche questo “figlio” della produzione Dacia, è al debutto sulla gamma Renault, ed è composto da un attacco quadrato che permette di montare sull’auto diversi accessori, da luci e ganci fino, appunto, a borse e braccioli centrali. La posizione di guida è leggermente rialzata, ma comunque mediamente bassa e distesa, e anche i più alti trovano facilmente posto a bordo.
Un dettaglio dei sedili posteriori scorrevoli della Renault Twingo 2026 IV E-Tech, rivestiti in tessuto grigio
Grazie al divano scorrevole, nella sua posizione più arretrata si hanno 16 cm a disposizione delle ginocchia, un dato identico alla ben più grande R4. Lo spazio per i due passeggeri posteriori (è omologata per quattro persone) è ovviamente risicaot, essendo su un'auto così piccola, ma i cm sono di più di quanto ci si potrebbe aspettare. Peccato solo per i montanti anteriore e posteriore leggermente più generosi dell’ideale. Per muoversi senza pensieri nei parcheggi più stretti, meglio dotarsi della retrocamera, di serie sulla Techno, e dei sensori di parcheggio a 360 gradi, optional.

Pochi CV, peso basso e batteria leggera: troppo poco o è sufficiente?

A livello meccanico, la Twingo IV è stata realizzata in tempi record, con una genesi da prototipo a modello di serie inferiore ai due anni. Per farlo, è stata utilizzata una grande quantità di componenti comuni, a partire dalla piattaforma. Sotto la scocca, infatti, troviamo il pianale modulare RGEV Small (l’ex-Ampére Small), la stessa di Renault R4 ed R5. Con queste, la Twingo condivide le sospensioni anteriori, ma non quelle posteriori. Al posto del Multilink a ruote indipendenti, infatti, qui c’è il retrotreno con ponte torcente derivato dalla Captur, che le consente di avere un comportamento dinamico davvero gustoso.
Il selettore del cambio automatico della Renault Twingo 2026 IV E-Tech
Questa piccola Renault è esclusivamente elettrica, e utilizza un powertrain inedito e pensato per ridurre il peso e i consumi. Sotto il cofano anteriore, infatti, c’è un motore sincrono a magneti permanenti da 82 CV e 175 Nm di coppia, alimentato da una batteria da 27,5 kWh con tecnologia LFP e prodotta dalla cinese CATL. La macchina, invece, è costruita nello storico stabilimento Renault di Novo Mesto, in Slovenia, dove anche le Twingo II e III venivano costruite.
I numeri possono sembrare sottotono, ma tutto è stato pensato per la massima leggerezza. Renault ha cercato di risparmiare dove possibile, e ha ottenuto un risultato ottimo, con un peso di 1.200 kg in ordine di marcia. Tutto questo va a vantaggio delle prestazioni, che nonostante gli 82 CV sono più che adeguate (0-50 km/h in meno di 4 secondi e 0-100 km/h coperto in 12,1 secondi), un consumo molto basso (12,1 kWh/100 km WLTP) e un’autonomia nel ciclo misto compresa tra i 261 e i 263 km.
il connettore di ricarica della Renault Twingo 2026 E-Tech verniciata in Giallo mango
Sulla Twingo Techno, poi, è presente la frenata rigenerativa regolabile su quattro livelli, con al top la possibilità di utilizzare la modalità One Pedal, che frena la vettura fino a farle raggiungere uno stop completo. Sulla base Evolution, è presente solamente la frenata rigenerativa in rilascio più blanda, la modalità B del cambio. La ricarica, invece, è dove Renault ha forse lesinato un po’. Di serie, infatti, tutte le Twingo hanno una potenza massima di ricarica di soli 6,6 kW in corrente alternata. Niente DC: per avere la corrente continua, bisogna pagare il pacchetto Advanced Charge da 490 euro, che “sblocca” le potenzialità della vettura con una ricarica in AC di 11 kW e che arriva a 50 kW in corrente continua.

Come va la Twingo IV: divertente, leggera e simpatica

Alla guida, questa Renault Twingo IV ha un’indole più simile alla seconda serie che alla prima generazione. Se, infatti, la prima Twingo era comoda, facile e rilassante, questa quarta serie è dinamica, piantata e divertente, con un comportamento dinamico studiato proprio per appagare tra le curve.
La nuova Renault Twingo 2026 IV E-Tech Giallo Mango fotografata dall'anteriore mentre svolta in una via cittadina di Ibiza
In città, in realtà, il comfort è ottimo. Le sospensioni sono piuttosto morbide nonostante i cerchi da 18 pollici dell’esemplare che ho provato, lo sterzo è leggero e il motore elettrico è molto fluido e regolare nella sua risposta. A stupire è il diametro di sterzata, inferiore ai 10 metri, che le permette di muoversi in un fazzoletto e di essere estremamente maneggevole in situazioni più “intricate” (senza, va detto, raggiungere le vette di agilità della precedente generazione a trazione posteriore).
In velocità, invece, il motore elettrico mostra un po’ il fianco. Da 0 a 70 km/h, infatti, è vivace e pronta, ma superati i 70 all’ora gli 82 CV vengono erogati in maniera meno aggressiva, e la progressione rallenta parecchio. Si raggiungono le velocità autostradali senza grandi problemi, ma non è un “animale” da lunghi viaggi. Migliore del previsto, invece, l’insonorizzazione in velocità, con rumore di rotolamento degli pneumatici e fruscii aerodinamici tenuti a bada piuttosto bene per il tipo di auto.
La nuova Renault Twingo 2026 IV E-Tech Giallo Mango fotografata nel posteriore su una strada statale alberata
Che fosse agile in città e che potesse non essere costruita per l’autostrada me lo aspettavo. Dove la Twingo IV mi ha sorpreso è nella dinamica di guida, davvero ricercata. La base meccanica della R5 era già un indizio di bontà. Rispetto alla sorella maggiore, però, questa Twingo sfrutta il passo più corto e il peso ridotto per essere ancora più agile, rapida nei cambi di direzione e “giocosa” tra le curve.
Gli 82 CV non possono fare miracoli, ovviamente, e come detto sopra i 75/80 km/h il motore elettrico non spinge fortissimo. Lo sterzo, tuttavia, è preciso e diretto, con un angolo morto centrale ridotto all’osso, ed è il comportamento dinamico che stupisce. Complice il One Pedal, che “carica” l’avantreno come in una scalata di un’auto termica, quando si entra in curva con la rigenerazione il posteriore si alleggerisce, e l’auto ha un comportamento piacevolmente sovrasterzante.
La nuova Renault Twingo 2026 IV E-Tech Giallo Mango impegnata in una curva ad alta velocità tra le strade di Ibiza 
Non è mai pericolosa, anche perché i sistemi di sicurezza non sono mai completamente disinseribili, ma è gustosa e divertente. In Renault ci hanno detto che presto ci saranno novità sulla piccola Twingo: che possa arrivare una versione Alpine o, senza esagerare, più sportiva? Vedremo. I freni sono potenti, ma tra la modalità One Pedal e le altre posizioni della rigenerazione il pedale è un po’ spugnoso, con un passaggio poco modulabile tra la frenata rigenerativa e quella meccanica.
Ottimi, infine, gli ADAS: la guida autonoma di Livello 2, qui, è a livello di vetture di categoria superiore. Chiudiamo con i consumi, che nel nostro percorso di circa 100 km sull’isola di Ibiza sono stati di 13,5 kWh/100 km, per un’autonomia teorica di 204 km. Con un piede più leggero, alcuni colleghi hanno chiuso il test drive a 10,2 kWh/100 km, e con un’autonomia teorica di 269 km hanno persino superato quella teorica nel ciclo WLTP.

Quanto costa (e quanto mi costa la rata)?

Chiudiamo con i prezzi della nuova Renault Twingo IV 2026, che nonostante la produzione in Europa, l’ottima dotazione e un pacchetto così interessante è decisamente contenuto nel panorama automobilistico attuale. La gamma Twingo si apre a 19.500 euro, ottenendo quell’obiettivo dichiarato della Régie di riuscire a proporre la Twingo in tutta Europa a meno di 20.000 euro. Sono questi, quindi, i prezzi della Renault Twingo E-Tech 2026:
• 27,5 kWh 80 Evolution, 19.500 euro
• 27,5 kWh 80 Techno, 21.100 euro
La dotazione di serie della Evolution è già molto buona: di serie ci sono il quadro strumenti digitale, il Cruise Control, la frenata automatica, il display dell’infotainment da 10 pollici con Android Automotive, Android Auto ed Apple CarPlay wireless, il clima manuale, i fari full LED anteriori e posteriori, i sensori di parcheggio posteriori, i sedili e il volante regolabile in altezza e profondità, nonché i cerchi in acciaio da 16 pollici con copricerchi retrò.
La Techno, invece, costa 1.600 euro in più, e aggiunge l’impianto audio Arkamys a 6 altoparlanti, il navigatore proprietario con Google Maps, accensione e apertura keyless, i sensori di parcheggio a 360 gradi, la retrocamera, il clima automatico, il Cruise Control Adattivo, gli specchietti ripiegabili e riscaldabili elettricamente e la funzione One Pedal, con le palette al volante e i quattro livelli di rigenerazione.
Le tre colorazioni più sgargianti della Renault Twingo 2026: verde al centro, giallo a sinistra e rosso a destra
Pochi gli optional, dai cerchi da 18 pollici (500 euro) ai sedili riscaldati anteriori (300 euro), mentre il Giallo Mango di questa prova è il colore di serie. Tutte le altre tinte (Nero, Rosso, Verde, Grigio e Bianco) costano 850 euro in più, mentre sono optional i due pacchetti della vettura per sicurezza e ricarica. Il pacchetto Easy Drive aggiunge a 600 euro il sensore per l’angolo cieco, i sensori di parcheggio a 360 gradi, il parcheggio automatico, la frenata automatica in retromarcia e l’avviso di traffico posteriore. Il pacchetto Advanced Charge, invece, costa 490 euro e porta la potenza di ricarica dai “soli” 6,6 kW in AC a 11 kW in corrente alternata e 50 kW in DC.
Al lancio, la Twingo E-Tech è proposta in offerta per l’acquisto con finanziamento a 119 euro al mese per l’allestimento Evolution. La formula prevede un anticipo di 7.760 euro, 48 rate da appunto 119 euro al mese e una rata finale di 7.800 euro dopo 4 anni. Con TAN 5,25% e 7,09%, l’importo totale dovuto è di 13.506 euro, che uniti ai 7.800 euro d’anticipo fanno un totale di 21.300 euro. Mi aspetto però, in fase di spinta del modello, delle offerte ancora più aggressive, per una piccola che ha le potenzialità di avere un grande successo.
dettaglio posteriore del logo della nuova Renault Twingo 2026 verniciata in giallo Mango
Sono davvero curioso di provare in un long test drive questa nuova Twingo IV, una delle prime EV capaci di portare gioia e relax nell’utilizzo, e mai ansia da ricarica. Capace di riprendere in pieno l’anima giocosa e divertente della prima Twingo, questa quarta serie non è solo una piccola simpatica e divertente, ma è un’auto elettrica intelligente, efficiente, bella da guidare e con un prezzo a fuoco per il mercato di oggi. Può essere questa la prima auto elettrica che può convincere anche gli scettici dell’EV? Solo il tempo lo dirà, ma le potenzialità, questa Twingo, le ha davvero tutte.
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