Dopo 26 anni dall’ultima volta con la leggendaria F1, McLaren torna a produrre un’automobile stradale con il cambio manuale. Si chiama McL 6GT e si ispira alla prima vettura stradale prodotta dalla Casa di Woking fortemente voluta dal fondatore Bruce McLaren. Dotata di un bel V8 biturbo, ha la trazione posteriore un vero manuale a 6 marce. McLaren ha veramente fatto meglio di Ferrari? Il fascino della guida analogica torna a imporsi ai vertici dell'automobilismo sportivo. Dopo aver piacevolmente sorpreso gli appassionati al recente Festival of Speed con il restauro della storica M6GT, McLaren ha svelato le sue carte. Quell'operazione non era un semplice tributo nostalgico curato dalla divisione MSO, ma un raffinato antipasto per preparare il terreno a un annuncio storico: la presentazione della McLaren McL 6GT.
Si tratta di un concept che anticipa in modo fedele un modello di serie, probabilmente in serie limitata, il cui debutto sul mercato è previsto per il 2028. Con questo progetto, la Casa di Woking esce per la prima volta dalla sua tradizionale "comfort zone" per esplorare un territorio fatto di heritage reinterpretato, moderna meccanica e tattilità e connessione pura con il guidatore. Il dettaglio che più di ogni altro definisce l'anima di questa vettura è l'adozione di un cambio manuale, una soluzione tecnica che in Casa McLaren non si vedeva dai tempi della leggendaria F1 degli anni Novanta.
Meccanica pura: V8, sterzo idraulico e cura maniacale dei dettagli
Se la trasmissione manuale rappresenta il fulcro dell'esperienza tattile, McLaren ha confermato che questo cambio sarà accoppiato a un motore V8, mantenendo così il legame spirituale con la M6GT originale. Pur non avendo ancora rivelato i dettagli tecnici specifici del propulsore, l'azienda britannica ha chiarito che l'intera meccanica è stata progettata per restituire un feeling profondamente meccanico e analogico. Ci possiamo aspettare, come dicono alcuni ben informati, di un motore simile a quello della 750S, quindi un 4.0 V8 biturbo da almeno 750 CV, tutti scaricati sulle ruote posteriori.
L'obiettivo è garantire una "purezza di coinvolgimento" a 360 gradi. Per questo motivo, la McL 6GT sfoggia uno sterzo idraulico tradizionale in puro stile McLaren, che su tutte le sportive della Casa di Woking è stato apprezzato per essere uno dei comandi più precisi e vivi degli ultimi decenni. Non mancano poi comandi in alluminio ricavati dal pieno e dettagli ingegneristici lasciati volutamente a vista.
Un esempio emblematico di questa attenzione maniacale è rappresentato proprio dalla leva del cambio: studiata nei minimi dettagli per offrire un innesto e una corsa perfetti, ospita al suo interno un piccolo "Speedy Kiwi" tridimensionale, lo storico logo delle origini del marchio. Il logo con l’animale più famoso della Nuova Zelanda (terra natìa di Bruce McLaren) è sparso un po’ per tutta la vettura, dal logo specifico al centro del volante, presente anche all’esterno della vettura, fino a dettagli sottili ma raffinati all’interno.
Non si tratta, quindi, di una
leva del cambio “virtuale” come fatto da una delle grandi rivali di McLaren, ovvero
Ferrari. La trasmissione è effettivamente manuale, con frizione “reale”, innesti e scatola del cambio del tutto tradizionali, senza modalità automatiche. I più maliziosi stanno già “punzecchiando” Maranello, paragonando questa McL 6GT con la
12Cilindri Manuale.
Di sicuro, sono due automobili molto differenti: l’italiana è una vera Gran Turismo con motore V12, e conserva quell’anima con la possibilità di utilizzare il cambio automatico quando non si vuole cambiare. La McL 6GT, nonostante il nome, promette di essere un’auto ben più estrema, più viscerale, e per questo la scelta di un vero cambio manuale è più a fuoco. Quale sarà la soluzione migliore? Solo la strada ce lo potrà dire.
Design: l'eleganza degli anni '60 reinterpretata
Esteticamente, la McL 6GT si allontana dal family feeling dei modelli attuali come l'Artura o la 750S. Sebbene le proporzioni a motore centrale rimangano quelle tipiche di Woking, la carrozzeria trae profonda ispirazione dalle superfici pulite e fluide dei prototipi sportivi degli anni '60, cercando di evocare l'idea di una "singola forma continua".
La sezione posteriore è forse quella che segna il distacco più netto con il design automobilistico contemporaneo. Ispirata ai gruppi ottici della M6GT originale, la vettura introduce un motivo luminoso denominato "Racing Loop". Ad accompagnarlo troviamo una classica coda e doppi scarichi montati in posizione ribassata. Il risultato è un posteriore pulito ed elegante, non cannibalizzato dalla presenza dei giganteschi estrattori aerodinamici che oggi dominano il segmento delle supercar.
Tutto ciò che è visibile, così come la moderna monoscocca sottostante, è realizzato in fibra di carbonio. L'abitacolo promette di mantenere la stessa essenzialità, pur integrando la strumentazione digitale già in uso sull'attuale gamma McLaren.
Una scommessa sul passato per un futuro analogico
La decisione di attingere ampiamente alla componentistica del gruppo era inevitabile per un progetto di questa natura, ma la scelta di puntare su una trasmissione manuale e su un design così distante dalla serie Sports e Super uscente rappresenta una mossa strategica precisa. Guidata da una nuova leadership, McLaren ha compreso che il mercato di altissima gamma è attualmente affamato di connessione emotiva, rendendo questa vettura un investimento paradossalmente più sicuro rispetto a un'alternativa puramente elettrificata.
"La McLaren McL 6GT immagina ciò che il nostro ispirato fondatore avrebbe voluto completare, ma con sei decenni aggiuntivi di innovazione e passione intrecciati in ogni elemento, creando un'icona moderna di connessione con il guidatore," ha dichiarato Nick Collins, CEO di McLaren. "È il simbolo del futuro audace, provocatorio ed enormemente eccitante che ci stiamo preparando a realizzare."
I dettagli relativi al prezzo e al volume di produzione non sono ancora stati resi noti, ma il 2027 sarà l'anno in cui la casa inglese svelerà le specifiche definitive in vista del lancio ufficiale.