La Dacia Spring 2026 è diventata grande: ora è più lunga, più spaziosa ma il prezzo non cambia

Novità
08 settembre 2026, 6.00
Dacia Spring 2026 1
Il mercato dell'auto elettrica si prepara ad accogliere una delle protagoniste principali degli ultimi anni, capace di posizionarsi al top delle classifiche di vendita europee grazie ad un eccellente rapporto prezzo-contenuti. Dopo il successo della prima generazione lanciata nel 2021, la Dacia Spring è ora tutta nuova, utilizzando una nuova piattaforma meccanica, batterie più grandi, migliori contenuti e un’autonomia cresciuta. Dopo oltre 210.000 unità vendute a livello globale, la piccola citycar ha contribuito a rendere la mobilità a zero emissioni più accessibile, con moltissimi clienti che hanno trovato nella Spring la loro prima auto elettrica.
Nonostante il suo successo, la Spring è sempre stata un’auto con molti compromessi, dalle dimensioni molto compatte all’abitacolo razionale e piuttosto angusto, passando per una dinamica di guida da vera cittadina. Dopo una prima serie molto semplice, questa seconda generazione cambia tutto, e conserva dalla precedente solamente il nome e alcune soluzioni. Tutto il resto è nuovo: più tecnologia, più efficienza, maggiori dotazioni e un’abitabilità decisamente superiore. La principale novità, poi, è la produzione, che passa dalla Cina all’Europa: la Spring è infatti costruita insieme alla sorella Renault Twingo nello stabilimento Renault di Novo Mesto, in Slovenia, e con la simpatica francese condivide la meccanica, la batteria e diverse componenti. Molto più grande, più larga e più spaziosa, la Dacia Spring è cresciuta in tutti i sensi, ma non nel prezzo: la versione d’accesso, la Expression, parte ancora da 17.900 euro. Sono stato a Parigi alla presentazione internazionale della nuova Spring: ecco come è cambiata, com’è fatta e le mie prime impressioni.

Più grande, più matura, più “auto”: ora la Spring è un’altra cosa

Il salto generazionale dalla prima alla seconda generazione è estremamente evidente dal primo sguardo. Grazie all'adozione della nuova piattaforma RGEV Small, questa nuova architettura ha permesso agli ingegneri di rivoluzionare le proporzioni della vettura, facendola passare da una piccola citycar cittadina a sfiorare dimensioni e abitabilità da Segmento B. Il design esterno abbandona le linee tondeggianti della prima serie, per abbracciare un linguaggio stilistico nettamente più geometrico, solido e strutturato. La nuova Spring cresce in modo significativo nelle dimensioni, guadagnando 15 centimetri in lunghezza, raggiungendo i 3,85 metri, e ben 18 centimetri in larghezza, per un totale di 1,74 metri. L’altezza, invece, è rimasta invariata a 1,52 metri, cambiando totalmente l’aspetto della piccola Spring.
Dacia Spring 2026 13
L’allargamento della carreggiata di quasi 20 centimetri ne cambia completamente l’aspetto: se la prima generazione, con i suoi 1,58 metri di lunghezza, era una citycar molto compatta, piccola e agilissima in città ma dall’aspetto molto pacioso, questa nuova Spring appare immediatamente come un’auto molto più sostanziosa, più spaziosa, più automobile, in sostanza. Più simile che mai ad una piccola Sandero, rispetto alla sorella maggiore ha ancora dimensioni compatte, ma ora è meno un semplice “animale urbano”, cercando di offrire un’usabilità più ampia. Quando l’ho vista, ho subito “giocato” a trovare le differenze tra lei e la sua simpaticissima sorellina, la Twingo. Il frontale è parecchio personale, perdendo quella forma tondeggiante e molto anni ’90 della Renault e guadagnando un diverso cofano, più corto e alto, dominato da fasce nere che collegano i gruppi ottici a LED, con una firma luminosa che riprende il nuovo logo Dacia, il Dacia Link, spezzato e ripreso uno per lato.
I paraurti hanno un grande inserto in plastica nera interamente tinta, dotato di una finitura granulare rigata studiata appositamente per camuffare i piccoli graffi tipici dell'uso cittadino. Mi convince questa soluzione, che sia all’anteriore che al posteriore include una buona parte del paraurti, ma avrei preferito se fosse stata ancora più estesa, per offrire la massima protezione. Lateralmente, si vedono sia le dimensioni maggiorate che, soprattutto, la parentela con la Twingo. Il montante C, per esempio, è sostanzialmente invariato, e anche la forma dei finestrini è identica, con le proporzioni tra frontale e posteriori che ricalcano quelle della piccola francese. Invariata anche la posizione della presa di ricarica, alloggiata nel paraurti anteriore destro.
Dacia Spring 2026 2
La forma più decisa e verticale del frontale, i paraurti in plastica e gli inserti adesivi su montante C e sulla portiera anteriore, però, riescono a dare alla piccola Dacia una presenza più classica e meno giocosa. Anche la coda riesce a distinguersi con una fascia nera in plastica lucida con il logo Dacia integrato all’interno e delle finiture oblique che rendono più difficile vedere eventuali graffi su questo pannello, e anche il lunotto, più piccolo e alto, si fa piacere. I fari, nella stessa posizione di quelli della cugina Renault, sono squadrati e hanno una firma luminosa a C spezzata che riprende il Dacia Link, mentre la parte inferiore del paraurti integra bene la fascia paracolpi, anche in questo caso meno estesa di quanto, secondo me, sarebbe stato utile. Simpatico l’inserto a sbalzo nella parte bassa, che mi ha ricordato i “bumper” delle automobili vendute su suolo americano degli anni ’70, pensato per proteggere ancora il paraurti posteriore.
Dacia Spring 2026 3
L'offerta cromatica è essenziale ma d'impatto, concentrata su quattro tinte: Agave, il colore di lancio, Grigio Scisto, Nero Etoilé e Bianco Ghiaccio, con colori tenui e piuttosto seriosi. Proprio questa è la vera differenza tra la Dacia Spring e la Twingo: sebbene siano molto simili, infatti, i due modelli hanno due posizionamenti estetici e, passatemi il termine, “emotivi” molto diversi. La Twingo è un’auto più colorata, più simpatica, meno seria e che punta tanto sulla nostalgia. Questa Spring è più moderna, più seriosa, pensata per chi non vuole un’auto divertente o “sorridente”, ma una più visivamente affidabile. Sono differenze non così importanti, ma che possono fare la differenza in fase di acquisto.

Interni spaziosi e tecnologici, con una dotazione intelligente

Se gli esterni mostrano i muscoli, l'abitacolo della nuova Dacia Spring compie un bel salto in termini di qualità percepita, ergonomia e spaziosità. Non aspettatevi una piccola Premium, ovviamente: i materiali sono ancora quasi tutti rigidi, con plastiche fatte principalmente per durare, ma ora le plastiche sono molto meno povere, con accoppiamenti di tutto rispetto, ben fatti e con una cura estetica decisamente superiore. Un ottimo passo avanti era già stato fatto con la precedente Spring post-restyling, ma la differenza è decisamente importante a favore di questa nuova generazione.
Dacia Spring 2026 5
Anche in questo caso, comunque, l’apporto della cugina Twingo è decisamente visibile: con la francesina, la Spring condivide il layout della plancia, a sviluppo orizzontale e pensata per massimizzare la sensazione di ariosità nell’abitacolo. Identici, poi, anche i vani portaoggetti nel tunnel centrale, molto “libero” e occupato da un semplice portaoggetti con diversi accessori intercambiabili e montabili anche dopo l’acquisto dell’auto, come dei portaoggetti chiusi o un bracciolo in tessuto, mentre c’è un vano orizzontale a tutta larghezza davanti al passeggero per alloggiare piccoli oggetti. Invariata anche la posizione del climatizzatore, manuale ma con comandi molto piacevoli da vedere e da usare, della leva del cambio al volante e del tasto per le quattro frecce, qui non colorato ma più convenzionale.
Invariato rispetto alla precedente Spring e alla cugina della Régie è anche il display dell’infotainment da 10,1 pollici del sistema Media Nav Live, realizzato su base Android e dotato di Apple CarPlay e Android Auto di serie. Questo sistema è disponibile di serie sulla versione top di gamma Journey: per la Expression, la versione d’accesso, c’è il Media Control, il supporto per lo smartphone integrato nella plancia e privo di sistemi di interazione proprietari con l’auto. Di serie su tutte le versioni, invece, c’è il chiaro quadro strumenti digitale da 7 pollici, con la stessa interfaccia grafica delle altre Dacia moderne. Ad impreziosire una plancia altrimenti un po’ povera di colore ci pensa un inserto in gomma morbida azzurra in cima alla fascia superiore di quest’ultima, con una finitura piacevole da vedere e da toccare.
Dacia Spring 2026 6
Il vero punto di forza degli interni è lo sfruttamento degli spazi, che rende questa seconda serie un passo avanti enorme rispetto alla precedente. Sebbene, infatti, anche la prima Spring avesse un’ottima abitabilità interna a discapito delle dimensioni, la posizione di guida era davvero compromessa, con un volante non regolabile in profondità, poca regolazione del sedile e una visibilità e un’abitabilità per chi supera gli 1,75 metri molto complicata. Oggi, questa Spring non è diventata una monovolume, ovviamente, ma è decisamente più spaziosa, con una posizione di guida da automobile ben più cresciuta. Sia il volante che il sedile sono completamente regolabili in altezza e profondità, e l’altezza della seduta non è esagerata.
Dacia Spring 2026 7
I sedili, dal canto loro, sono molto semplici, rivestiti in tessuto e non molto sagomati, forse un po’ “deboli” a livello di contenimento tra le curve ma sicuramente comodi. Dietro, lo spazio è decisamente superiore al passato, con due posti (la Spring è omologata per quattro) piuttosto arioso anche per degli adulti. A colpire è il bagagliaio, che offre una capacità di ben 337 litri, un valore che supera persino molti modelli del segmento superiore. Abbattendo lo schienale posteriore, frazionabile asimmetricamente nel formato 50/50, il volume di carico raggiunge i 1.283 litri. A questo si aggiunge una vera chicca per il segmento A: sotto il cofano anteriore è disponibile, come optional, un comodo vano di carico aggiuntivo da 18 litri, un “frunk” ideale per riporre i cavi di ricarica senza ingombrare il baule principale. Ad aiutare a non ingombrare coi cavi ci pensa anche il doppio fondo nel bagagliaio posteriore, sebbene non completamente rivestito.
Dacia Spring 2026 8
La versatilità è ulteriormente esaltata dal sistema YouClip, che viene confermato sulla Spring e che prevede diversi punti di ancoraggio sparsi per l'abitacolo, ai quali è possibile fissare in modo sicuro e modulare accessori come porta-smartphone, ganci per le borse, portabicchieri o lampade portatili.

La meccanica della Dacia Spring 2026: buona efficienza, grande agilità

Sotto il profilo meccanico, la nuova Dacia Spring cresce nella capacità della batteria, nel peso e, in un certo senso, anche nella potenza. La precedente generazione, infatti, è stata offerta solamente per qualche mese nella vivace versione 100, con motore anteriore da 100 CV e prestazioni molto vivaci per il segmento (0-100 km/h in meno di 10 secondi). La stragrande maggioranza delle piccole elettriche Dacia, invece, hanno avuto motori con 45 o 65 CV, e massa di poco superiore ai 1.000 kg. Il pianale è completamente nuovo, e abbandona il vetusto progetto della City K-ZE/Kwid per abbracciare la piattaforma RGEV Small, la stessa della Twingo e condivisa, in versione “accorciata”, con le Renault R4 ed R5 e con la Nissan Micra.
Dacia Spring 2026 9
In questo modo, le dimensioni crescono, così come il peso, la potenza e la capacità della batteria, restando comunque un’auto molto compatta, leggera ed efficiente per il segmento delle piccole compatte a batterie. Il peso a vuoto parte da soli 1.212 kg, permettendo alla cinque porte romena di confermarsi una delle elettriche più leggere sul mercato. A proposito del passaporto, questa Spring non è più prodotta in Cina, ma è tornata “comunitaria”: condivide, infatti, con la Twingo la storica fabbrica Renault di Novo Mesto, in Slovenia, per un’auto che non cerca prestazioni esagerate, ma un’usabilità quotidiana di livello superiore. A confermare questo posizionamento ci pensa il motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 60 kW, ovvero 82 CV, e 175 Nm di coppia massima. Grazie alla buona leggerezza, la Spring è vivace, con un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 12,1 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 130 km/h.
Le prestazioni, quindi, sono da auto meramente cittadina, e la maneggevolezza nel traffico è garantita da un raggio di sterzata ridottissimo, pari a soli 4,95 metri, supportato da sensori di parcheggio posteriori di serie e dal pulsante "My Safety", che permette al guidatore di richiamare istantaneamente le proprie impostazioni preferite relative ai sistemi di assistenza alla guida.
Dacia Spring 2026 10
L'efficienza aerodinamica e il peso piuma si riflettono in consumi energetici molto buoni, pari ad un ottimo valore di 12,7 kWh/100 km. Ad alimentare il sistema provvede una batteria con chimica LFP (litio-ferro-fosfato), scelta per la sua durabilità nel tempo e per l'impiego di materiali più facilmente disponibili rispetto alle tradizionali batterie NMC, più costose ma anche meno longeve. Con una capacità netta di 27,5 kWh, questo nuovo pacco batterie garantisce un'autonomia di 250 km nel ciclo misto WLTP. Considerando che l'utente medio della Spring percorre circa 34 chilometri al giorno, la vettura richiede in media una sola ricarica a settimana.
Per quanto riguarda i tempi ricarica, la Spring è equipaggiata di serie con un caricatore in corrente alternata da 6,6 kW, capace di portare la batteria dal 15 all'80% in circa 9 ore tramite una normale presa domestica, tempo che scende a 2 ore e 55 minuti utilizzando una wallbox da 7 kW. Per chi necessita di ricariche rapide, è disponibile l'attacco per la ricarica in corrente continua DC a 50 kW, che permette di passare dal 15 all'80% in appena 28 minuti. Inoltre, grazie alla tecnologia V2L, l’auto può trasformarsi in un vero e proprio generatore su ruote, potendo alimentare dispositivi elettrici esterni come macchine da caffè o caricabatterie per e-bike direttamente dalla propria presa.

Quanto costa? Si parte ancora da 17.900 euro

Più grande, più tecnologica, meno “giocattolosa”. La nuova Dacia Spring è cambiata completamente, diventando molto più versatile e poliedrica che in passato. Oltre al nome, quasi tutto è cambiato, dal powertrain allo stile, arrivando persino al continente di produzione. Solo una cosa non è cambiata: il prezzo. La nuova Dacia Spring si ripropone sul mercato con un'offerta estremamente competitiva, e una struttura di listino semplice e trasparente, fedele al posizionamento del marchio, non più “low cost”, ma che punta sul rapporto qualità-prezzo.
La gamma si articola in due soli allestimenti, accomunati dalla stessa motorizzazione. La versione d'accesso, la Expression, è proposta include già dotazioni come il climatizzatore manuale, i sensori di parcheggio, l'accensione automatica dei fari e il cruscotto digitale, ma costringe a rinunciare al sistema di infotainment e accontentarsi dell’alloggiamento per lo smartphone. Il prezzo, però, è di nuovo da primato: con un prezzo d’attacco di 17.900 euro, è ancora l’auto elettrica più economica sul mercato, battendo anche la Leapmotor T03 e riprendendo il prezzo della precedente Spring.
Dacia Spring 2026 11
Al top della gamma c’è la versione Journey che aggiunge dotazioni di livello superiore come i cerchi da 16 pollici, il sistema di accesso senza chiave, la retrocamera e il sistema multimediale basato su Android con schermo da 10,1 pollici e navigazione connessa. Questa variante, più ricercata a livello estetico e più dotata, ha un prezzo di partenza ampiamente inferiore alla soglia dei 20.000 euro, fissandosi a 19.500 euro, optional esclusi. Si tratta del prezzo d’attacco della cugina Twingo, con però le stesse dotazioni (o quasi) della top di gamma Techno da 21.100 euro. Il rapporto qualità-prezzo della Spring, quindi, è ancora il migliore del segmento, e la piccola Dacia si candida nuovamente a ricoprire le prime posizioni del mercato europeo delle citycar a zero emissioni.
loading

Le Più Lette

Loading