Il
riciclo delle batterie della auto elettriche è uno dei problemi che da qui ai prossimi anni si manifesterà inevitabilmente. Lo
smaltimento delle batterie è quindi un aspetto che il mondo dell’automotive non può assolutamente tralasciare, a farsi avanti con un progetto è
Bosch, pronta ad avviare il progetto inerente il primo impianto d’
Europa completamente automatizzato dedicato allo smaltimento delle batterie.
Da qui ai prossimi dieci anni, la quantità di
autovetture elettriche è destinata a crescere sempre più. Se una volta il problema era la gestione dei gas inquinanti e dello smog prodotto dalle auto in circolazione, con la
transizione elettrica un problema pronto a manifestarsi è indubbiamente quello dello
smaltimento delle batterie. Entro il 2030 le
auto elettriche ammonteranno addirittura al 70% di tutte le nuove vetture immatricolate in
Europa, una percentuale altissima che porterà al conseguente aumento della domanda di
batterie e di riciclo delle materie prime in esse contenute, come il
litio, il
cobalto ed il
nickel. Gli esperti prevedono che entro il 2030 l’
Europa richiederà una capacità di riciclo pari a
420.000 tonnellate di materiale per batterie ogni anno. A farsi avanti nel
riciclo e
smaltimento delle
batterie è stata
Bosch.
Tutti i colossi dell’automotive stanno lavorando e studiando incessantemente per affrontare il futuro problema inerente il
riciclo e lo smaltimento delle batterie installate sulle
auto elettriche. Ad essere più avanti sembrerebbe essere
Bosch, che sta sviluppando il
primo sistema completamente automatizzato d’Europa per la scarica ed il disassemblamento dei moduli della batteria. A palesare l’intenzione di diventare capofila in questo settore è stato
Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch, che ha detto: