Una decisione della Giunta evita il fermo a centinaia di
migliaia di automobilisti: in arrivo un piano alternativo basato su smart
working, riscaldamento e lavaggio delle strade.
La Regione Veneto si avvia a cancellare il blocco
strutturale alla circolazione per i veicoli Diesel Euro 5, inizialmente
previsto dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027. La misura avrebbe coinvolto i
mezzi a gasolio immatricolati approssimativamente tra il 2009 e il 2015. La
giunta regionale presieduta da Alberto Stefani ha ridefinito la propria
strategia antinquinamento, puntando su un pacchetto di interventi compensativi
pensati per rispettare i parametri ambientali fissati dall'Unione Europea senza
gravare sulla capacità economica dei cittadini.
Le motivazioni della scelta e l'impatto sul parco auto
La decisione di Palazzo Balbi si fonda su valutazioni di
carattere socio-economico. L'amministrazione regionale ha evidenziato la
difficoltà per molte famiglie e imprese di sostenere la spesa per la
sostituzione del proprio veicolo con modelli di recente produzione. Da qui
l'indirizzo di evitare che i costi legati alla transizione ecologica ricadano
direttamente sugli utenti.
L'eventuale stop alla circolazione avrebbe generato impatti
rilevanti sul traffico regionale: secondo le rilevazioni ACI, in Veneto si
contano circa 325.000 veicoli Diesel Euro 5 su un totale di 3,3 milioni di
automobili circolanti. Prendendo in considerazione i quattro capoluoghi con
popolazione superiore ai 100.000 abitanti — Venezia, Padova, Verona e Vicenza —
la deroga permetterà a circa 37.000 vetture di proseguire la circolazione. Nei
centri minori e nelle aree urbane limitrofe, la competenza sull'adozione di
eventuali restrizioni rimarrà in capo ai singoli sindaci tramite ordinanza
comunale.
Il piano compensativo antismog
Per bilanciare la mancata riduzione delle emissioni legata
al blocco dei veicoli, la Regione ha definito un piano compensativo articolato
su tre interventi principali che, secondo le stime tecniche degli uffici
regionali, potrebbero garantire livelli di abbattimento degli inquinanti
comparabili o superiori al fermo dei motori:
- Limitazioni
al riscaldamento a biomassa: Estensione del divieto di utilizzo degli
impianti alimentati a biomassa nei giorni caratterizzati da allerta
arancione e rossa per il superamento dei limiti di PM10.
- Lavoro
agile nel settore pubblico: Introduzione dello smart working
obbligatorio per i dipendenti degli enti pubblici durante le giornate di
elevato inquinamento (stimate in circa 20 giorni all'anno), escludendo il
solo personale addetto ai servizi essenziali non erogabili da remoto.
- Pulizia
straordinaria delle strade: Attuazione del lavaggio invernale della
rete stradale tramite i servizi comunali per contrastare l'accumulo di
polveri sottili in assenza di precipitazioni atmosferiche. Per questa
misura, la Regione sta valutando lo stanziamento di contributi finanziari
a supporto dei Comuni.
Incentivi alla riconversione e interventi strutturali
A completamento del piano, la giunta regionale prevede
l'attivazione di risorse economiche e programmi a medio e lungo termine per
accompagnare il rinnovo del parco circolante:
- Bonus
"dual fuel": Apertura di un bando da 3 milioni di euro
destinato ad agevolare la conversione dei motori Diesel Euro 5 in sistemi
di alimentazione mista gasolio-gas.
- Flotte
aziendali e mobilità sostenibile: Rifinanziamento dei contributi per
il rinnovo dei veicoli aziendali e promozione delle iniziative di bike
to work a partire dal prossimo anno.
- Monitoraggio
ed elettrificazione: Introduzione a partire dall'ottobre 2027 del
sistema "Move-in" per il tracciamento chilometrico dei mezzi più
inquinanti, affiancata da interventi infrastrutturali come
l'elettrificazione della linea ferroviaria Adria-Mestre e il rinnovo dei
mezzi del trasporto pubblico locale.