Diesel Euro 5: il Veneto dice NO al divieto di circolazione. Ecco come funzionerà

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03 agosto 2026, 12.38
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Una decisione della Giunta evita il fermo a centinaia di migliaia di automobilisti: in arrivo un piano alternativo basato su smart working, riscaldamento e lavaggio delle strade.
La Regione Veneto si avvia a cancellare il blocco strutturale alla circolazione per i veicoli Diesel Euro 5, inizialmente previsto dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027. La misura avrebbe coinvolto i mezzi a gasolio immatricolati approssimativamente tra il 2009 e il 2015. La giunta regionale presieduta da Alberto Stefani ha ridefinito la propria strategia antinquinamento, puntando su un pacchetto di interventi compensativi pensati per rispettare i parametri ambientali fissati dall'Unione Europea senza gravare sulla capacità economica dei cittadini.

Le motivazioni della scelta e l'impatto sul parco auto

La decisione di Palazzo Balbi si fonda su valutazioni di carattere socio-economico. L'amministrazione regionale ha evidenziato la difficoltà per molte famiglie e imprese di sostenere la spesa per la sostituzione del proprio veicolo con modelli di recente produzione. Da qui l'indirizzo di evitare che i costi legati alla transizione ecologica ricadano direttamente sugli utenti.
L'eventuale stop alla circolazione avrebbe generato impatti rilevanti sul traffico regionale: secondo le rilevazioni ACI, in Veneto si contano circa 325.000 veicoli Diesel Euro 5 su un totale di 3,3 milioni di automobili circolanti. Prendendo in considerazione i quattro capoluoghi con popolazione superiore ai 100.000 abitanti — Venezia, Padova, Verona e Vicenza — la deroga permetterà a circa 37.000 vetture di proseguire la circolazione. Nei centri minori e nelle aree urbane limitrofe, la competenza sull'adozione di eventuali restrizioni rimarrà in capo ai singoli sindaci tramite ordinanza comunale.

Il piano compensativo antismog

Per bilanciare la mancata riduzione delle emissioni legata al blocco dei veicoli, la Regione ha definito un piano compensativo articolato su tre interventi principali che, secondo le stime tecniche degli uffici regionali, potrebbero garantire livelli di abbattimento degli inquinanti comparabili o superiori al fermo dei motori:
  • Limitazioni al riscaldamento a biomassa: Estensione del divieto di utilizzo degli impianti alimentati a biomassa nei giorni caratterizzati da allerta arancione e rossa per il superamento dei limiti di PM10.
  • Lavoro agile nel settore pubblico: Introduzione dello smart working obbligatorio per i dipendenti degli enti pubblici durante le giornate di elevato inquinamento (stimate in circa 20 giorni all'anno), escludendo il solo personale addetto ai servizi essenziali non erogabili da remoto.
  • Pulizia straordinaria delle strade: Attuazione del lavaggio invernale della rete stradale tramite i servizi comunali per contrastare l'accumulo di polveri sottili in assenza di precipitazioni atmosferiche. Per questa misura, la Regione sta valutando lo stanziamento di contributi finanziari a supporto dei Comuni.

Incentivi alla riconversione e interventi strutturali

A completamento del piano, la giunta regionale prevede l'attivazione di risorse economiche e programmi a medio e lungo termine per accompagnare il rinnovo del parco circolante:
  • Bonus "dual fuel": Apertura di un bando da 3 milioni di euro destinato ad agevolare la conversione dei motori Diesel Euro 5 in sistemi di alimentazione mista gasolio-gas.
  • Flotte aziendali e mobilità sostenibile: Rifinanziamento dei contributi per il rinnovo dei veicoli aziendali e promozione delle iniziative di bike to work a partire dal prossimo anno.
  • Monitoraggio ed elettrificazione: Introduzione a partire dall'ottobre 2027 del sistema "Move-in" per il tracciamento chilometrico dei mezzi più inquinanti, affiancata da interventi infrastrutturali come l'elettrificazione della linea ferroviaria Adria-Mestre e il rinnovo dei mezzi del trasporto pubblico locale.
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