Dopo aver anticipato la sua rinascita con la S1 LM, la Gordon Murray Automotive lancia la S1, l’erede della leggendaria McLaren F1. Linee semplici e tipicamente anni ’90, posto di guida centrale e impostazione da GT stradale. Sotto il cofano l’eccezionale V12 Cosworth da 4.2 litri, 650 CV e oltre 12.000 giri. Ne faranno solo 64, il prezzo? Irraggiungibile per (quasi) tutti.
Se l'acclamata T.50 sembrava aver già raggiunto l'apice della purezza automobilistica, la nuova Gordon Murray S1 alza ulteriormente l'asticella, incarnando forse la reincarnazione più fedele e moderna della leggendaria McLaren F1 degli anni Novanta, nata proprio da chi, quella F1, l’ha creata a sua immagine e somiglianza. Il leggendario Gordon Murray l’ha fatto davvero, dopo aver colpito il mondo dell’automobile con la sua “fan-car”, l’auto con la ventola, la T50, e con la più piccola T33, e aver anticipato un possibile ritorno della F1 con la S1 LM, versione da pista prodotta in soli 9 esemplari e ispirata alla McLaren F1 LM che, nel 1995, vinse la 24 Ore di Le Mans.
La F1 rinasce come S1, ma dietro a quella singola lettera cambiata c’è un’evoluzione moderna di come sarebbe quella splendida automobile se fosse nata nel 2026 e non nel 1992.
Svelata in occasione del The Quail, il più esclusivo degli eventi della Monterey Car Week californiana, la neonata supercar del marchio Gordon Murray Special Vehicles (GMSV) si presenta come l'evoluzione "Touring" della radicale S1 LM. Un'auto destinata a pochissimi fortunati con solo 64 gli esemplari previsti, che promette di coniugare l'esperienza viscerale di un V12 aspirato con il comfort di una Gran Turismo.
Pura e “anni ‘90”: lo stile della Gordon Murray S1
La S1 condivide la piattaforma con la S1 LM (della quale esistono solo nove esemplari al mondo), ma le differenze estetiche e filosofiche sono profonde. Per questo nuovo modello, ogni singolo pannello della carrozzeria è stato ridisegnato per ottenere una silhouette estremamente pulita e levigata.
Sono scomparsi la massiccia ala posteriore fissa, l'aggressivo splitter anteriore e le minigonne laterali profonde, sostituiti da un sofisticato sistema aerodinamico posteriore attivo perfettamente integrato nelle forme della carrozzeria. L'obiettivo, come dichiarato dall'azienda, è spostare l'attenzione dall'estrema downforce aerodinamica verso il grip meccanico e la godibilità su strada.
I richiami alla McLaren F1 sono evidenti, soprattutto nel posteriore, che è sostanzialmente identico a quello della mitica McLaren, ma c'è spazio anche per chicche inedite. I doppi fari tondi posteriori (ora a LED) e la presa d'aria sul tetto sono un chiaro tributo, così come le portiere con apertura a diedro, che ora ospitano finestrini tradizionali a discesa al posto delle aperture "a scorrimento" in stile racing della LM. Nel paraurti anteriore spiccano luci abbaglianti ausiliarie incassate in basso, un dettaglio che omaggia il concept originale della F1 presentato al GP di Monaco del 1992 ma mai arrivato in produzione.
Al posto dei classici specchietti retrovisori (storicamente problematici per l'omologazione della F1 originale), la S1 impiega eleganti supporti che integrano telecamere digitali. Il frontale riprende il look più moderno e pulito delle altre GMA, adottando però dei fari con una forma del tutto ripresa da quella della F1 originale.
Anche il logo scelto per questa S1 è molto simile a quello della leggendaria F1, così come la forma dei cerchi, del tutto ispirati a quelli della McLaren, e le proporzioni, compreso l'enorme presa d'aria posizionata in cima all'abitacolo per far "respirare" il V12. Il risultato è un’auto che riesce ad essere sia straordinariamente simile alla McLaren del ’92 che estremamente moderna, un altro tributo a quanto la F1 fosse in anticipo sui tempi.
Il motore: 690 CV a 12.100 giri, rigorosamente manuale
L’abitacolo non può che conservare l'iconica posizione di guida centrale e il layout a tre posti, con un livello di tecnologia superiore ma senza stravolgere la semplicità meccanica della F1 e di tutte le altre creature di Murray. Dietro a questo abitacolo così particolare trova posto l’altra, grande stella di questo progetto: il motore. In posizione centrale è montato un V12 aspirato da 4.2 litri sviluppato su misura da Cosworth.
Derivato dall'unità da 4.3 litri della LM, questo propulsore è in grado di erogare 690 CV, spingendosi fino alla stratosferica soglia dei 12.100 giri/minuto. Essendo concepita per un utilizzo stradale "da vera GT", l'erogazione è stata ottimizzata per offrire una riserva di coppia molto più accessibile ai bassi regimi: l'80% della spinta è disponibile a soli 2.500 giri, con un picco di circa 500 Nm a 7.000 giri.
La potenza è gestita da un vero cambio manuale a sei marce. Murray ha preteso un nuovo cablaggio per garantire innesti secchi e precisi "come un fucile a pompa". La sesta marcia ha un rapporto allungato, ideale per i trasferimenti autostradali, mentre il vano motore stesso è uno spettacolo per gli occhi. Come sulla F1, infatti, fanno il loro ritorno gli scudi termici placcati in oro 24 carati, mentre lo scarico in Inconel lucidato.
"Questa è un'auto che potresti guidare lungo la costa da Los Angeles a Monterey in vero comfort, godendo ancora di ogni cambio di marcia, ogni curva e ogni nota del V12. È esclusiva, analogica e profondamente incentrata sul guidatore, ma anche più elegante, raffinata e fruibile sulle distanze." ha spiegato il leggendario Gordon Murray.
Ancora più leggera, ma più confortevole
A livello telaistico, la S1 mantiene carreggiate, larghezza e pneumatici della sorella LM, ma l'altezza da terra è stata incrementata di 10 millimetri. La taratura degli ammortizzatori è stata addolcita per assorbire meglio le imperfezioni stradali, mantenendo però la proverbiale agilità del marchio.
L'impiego massiccio di materiali ultraleggeri e pannelli in fibra di carbonio è un dogma inconfutabile per Murray, da sempre ossessionato dalla leggerezza. GMSV punta ad arrivare ad un peso complessivo inferiore a quello della T.50 (che pesa appena 997 kg a secco), un risultato impressionante considerando che la S1 offre un abitacolo nettamente più lussuoso, un sistema di infotainment aggiornato, un impianto audio leggero su misura e un maggiore isolamento acustico.
Il prezzo di listino dei 64 esemplari previsti non è stato comunicato. Pur rimanendo appannaggio di una ristrettissima cerchia di collezionisti (che potranno personalizzare ogni vettura su misura), è probabile che la cifra richiesta, sebbene astronomica, sia ben lontana dai circa 25 milioni di euro necessari oggi per aggiudicarsi una delle rarissime McLaren F1 originali.