Mille cavalli e il nome del fondatore: Brabus costruisce la sua prima vera automobile

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di Simone Bocca
18 maggio 2026, 11.50
Nell'immagine si vede la nuova Brabus Bodo fotografata al Fuorisalone
No, non è una scena di un film di Batman. È la Brabus Bodo, una "Hyper-GT" da oltre un milione di euro, 1.000 CV e un'ossessione totale per il colore nero. Un'auto che porta il nome del suo ispiratore: Bodo Buschmann, fondatore di Brabus, scomparso nel 2018 senza aver mai realizzato il sogno di costruire una vettura interamente sua. Suo figlio Constantin, oggi CEO dell'azienda, ha deciso di onorarlo nel modo più eloquente possibile.
"Quasi cinquant'anni fa, mio padre decise di avviare la sua impresa. La sua passione ha costruito Brabus", ha dichiarato Constantin Buschmann alla presentazione. "C'era un'auto di cui parlava spesso, che alla fine non riuscì mai a realizzare. Era un sogno che aveva da molto tempo. Oggi onoriamo la sua eredità portando finalmente quel sogno alla luce." E naturalmente, poteva portare un solo nome.

Un debutto sul Lago di Como

La Bodo è stata svelata ufficialmente al FuoriConcorso, sulle rive del Lago di Como, la cornice perfetta per un'automobile che non ha nulla di ordinario. Si tratta della prima vera vettura carrozzata da zero nella storia di Brabus, un'azienda da sempre nota per le sue elaborazioni su base Mercedes. Con la Bodo, e con la già presentata GTS Coupé su base SL 63, il marchio tedesco compie un salto di categoria: da tuner ad autentico carrozziere.

Carbonio, oro e un V12 che non chiede scusa a nessuno

La carrozzeria è interamente realizzata in fibra di carbonio nera, avvolta attorno a un telaio in alluminio. Ogni dettaglio è curato all'eccesso (nel senso migliore del termine): airbox e coperture degli alberi a camme sono anch'essi in carbonio, con particelle d'oro integrate nella trama. Un dettaglio tecnicamente inutile e stilisticamente impeccabile, del tipo che solo certi progetti possono permettersi.
Nell'immagine si vede il blocco motore della nuova Brabus Bodo con dettagli dorati
Fonte: Brabus
Sotto il lungo cofano vive un V12 biturbo da 5,2 litri, lo stesso blocco della Vanquish ma rielaborato da Brabus fino a erogare 1.000 CV e 1.200 Nm di coppia. Non è un sistema ibrido a fare il lavoro pesante: nessun motore elettrico di supporto, nessuna modalità silenziosa per renderla socialmente accettabile. È un V12 vecchia scuola, con turbocompressori generosi e una presenza meccanica seria. Il risultato: 0-100 km/h in 3 secondi netti e una velocità massima elettronicamente limitata a 360 km/h, il tutto con una massa di 1.910 kg. Un missile con bagagliaio e abitacolo 2+2.

La base è una Aston, ma Brabus non lo nasconde

Nell'immagine si vede la nuova Brabus Bodo ripresa da dietro
Fonte: Brabus
La piattaforma è quella dell'Aston Martin Vanquish, riconoscibile soprattutto nella linea dei finestrini e nelle proporzioni generali. Brabus ha però ridisegnato il frontale con un'espressione più cattiva e squadrata, prese d'aria completamente diverse e un posteriore long tail affilato che integra uno spoiler estraibile in stile 911. Di profilo, con i cerchi monoblocco da 21 pollici, l'effetto ricorda certe concept iconiche come la Maybach Excelero del 2005: gotico, imponente, difficile da ignorare.

Un interno da viaggio vero

Nell'immagine si vedono gli interni della nuova Brabus Bodo
Fonte: Brabus
All'interno l'impronta Aston è ancora più evidente: il sistema multimediale e i comandi arrivano dalla Vanquish, incluso Apple CarPlay Ultra. Ed è un bene: rende la Bodo un'auto che si può concretamente usare per i lunghi viaggi, non una hypercar svuotata di contenuti. Brabus ha poi nobilitato ogni superficie: nuova pelle per i sedili, scocca in carbonio per il display del guidatore, palette del cambio più lunghe sempre in carbonio, per gestire al meglio il cambio automatico a otto rapporti. Un grande tetto panoramico completa il quadro, evitando che tutto quel nero opprima chi siede a bordo.

77 esemplari, un omaggio al 1977

La produzione è limitata a 77 esemplari, numero che rimanda all'anno di fondazione di Brabus: il 1977. Una scelta che rende la Bodo ancora più desiderabile, e che trasforma ogni esemplare in un pezzo da collezione oltre che in un'automobile. Il primo esemplare è total black, ma tecnicamente si può ordinare in qualsiasi colore, anche se è difficile immaginare qualcosa di più coerente con lo spirito di questa vettura.
Oltre un milione di euro è una cifra importante, ma per chi trova un'Aston Martin normale troppo ordinaria, e per chi vuole guidare il sogno non realizzato di un uomo che ha dedicato la vita alle automobili, è quasi un prezzo logico.
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