C'è un posto nel mondo dove le automobili più belle della
storia vengono celebrate come opere d'arte. Si chiama Concorso d'Eleganza Villa
d'Este, si tiene ogni anno sulle rive del Lago di Como, ed è il palcoscenico
più esclusivo che l'automobilismo mondiale conosca. Quest'anno, per la prima
volta nella propria storia,
Pagani Automobili vi porta una delle sue
creature più significative: la
Zonda C12S 7.0L, l'auto che nel 1999 ha
ridefinito il concetto stesso di hypercar.
Un debutto atteso da chi conosce il peso di questa vettura.
E non è l'unica novità che l'Atelier di San Cesario sul Panaro porta sulle rive
del lago.
La C12S a Villa d'Este: la prima one-off della storia Pagani
La Zonda C12S 7.0L che calcherà i prati di Villa d'Este non
è un esemplare qualsiasi. Si tratta della prima one-off mai realizzata nella
storia dell'Atelier, commissionata da un cliente nel 2000 e distinguibile
per il suo tetto in vetro rimovibile. Un dettaglio unico, pensato su
misura, che la separa da ogni altro esemplare mai prodotto.
La vettura arriva a Villa d'Este dopo essere stata
sottoposta al programma Rinascimento, il processo di restauro sviluppato
da Pagani per riportare i primi modelli della famiglia Zonda al loro splendore
originale. Non si tratta di un restauro convenzionale: ogni componente viene
ispezionato dagli artigiani di Pagani Officina e, dove necessario,
rifatto utilizzando i materiali e le tecniche originali. A corredo dell'auto,
un libro dedicato certifica l'intero processo con disegni e dati tecnici
provenienti direttamente dagli archivi di San Cesario. L'obiettivo dichiarato è
uno solo: preservare intatta la purezza meccanica ed estetica che
nel 1999 aveva lasciato il mondo a bocca aperta.
Che quella purezza venga celebrata per la prima volta sui
prati di Villa d'Este, a ventisei anni dalla nascita della vettura, dice molto
su quanto la C12S sia diventata un'icona senza tempo e su quanto Pagani tenga a
presentarla nel contesto che merita.
La Cervino al Fuori Concorso: quando il cliente diventa coautore
Pochi chilometri più in là, all'interno della mostra curata
dal Fuori Concorso, Pagani porta invece la Zonda Cervino: un
esemplare unico realizzato attraverso il programma Unico, che
rappresenta la forma più alta di personalizzazione offerta dall'Atelier.
Unico non è personalizzazione nel senso convenzionale del
termine (non si tratta di scegliere un colore o un rivestimento). È una
reimmaginazione totale di una vettura esistente, in cui il cliente diventa coautore
del progetto. La Cervino è esattamente questo: una Zonda completamente
reinventata nella carrozzeria, nell'estetica e nell'assetto, ispirata fin dal
nome alla purezza delle vette alpine e al Cervino in particolare.
La carrozzeria è interamente nuova, con ogni curva e
superficie ridisegnata attorno a una narrativa estetica precisa. Sotto le linee
rinnovate, l'auto è stata aggiornata con un sistema di sospensioni di nuova
concezione, nuovi ammortizzatori e componentistica d'eccellenza. Tutto
pensato, nelle parole di Pagani, per "colmare il divario tra l'anima
analogica della Zonda e i moderni standard di prestazione". Il cuore
rimane il V12 aspirato da 7,3 litri di derivazione AMG, simbolo di
un'epoca in cui le hypercar non chiedevano scusa a nessuno per il numero di
cilindri.
Un dialogo tra epoche
Mettere queste due vetture una accanto all'altra, sullo
stesso lago e nello stesso weekend, non è una coincidenza. È una dichiarazione
precisa sull'identità di Pagani: un Atelier che guarda al passato con rispetto
e al futuro con ambizione, senza sentire il bisogno di scegliere tra i due.
Da una parte la C12S restaurata, prima one-off della storia
del marchio, che torna al suo splendore originale dopo ventisei anni.
Dall'altra la Cervino, che prende una piattaforma esistente e la
trasforma in qualcosa di mai visto prima. Due programmi diversi, Rinascimento
e Unico, due filosofie complementari.
"Sia attraverso il programma Rinascimento, che onora il
passato, sia attraverso il programma Unico, che spinge i confini del futuro,
l'Atelier continua a creare capolavori destinati a trascendere il tempo",
ha dichiarato Horacio Pagani.
Una frase che, sulle rive del Lago di Como, risuona nel
posto giusto.