La Zonda che ha cambiato tutto è tornata. Accanto a lei, una Pagani mai vista prima

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di Simone Bocca
18 maggio 2026, 16.34
Nell'immagine si vede la Pagani Zonda C12S a Villa d'Este 2026
Fonte: Pagani
C'è un posto nel mondo dove le automobili più belle della storia vengono celebrate come opere d'arte. Si chiama Concorso d'Eleganza Villa d'Este, si tiene ogni anno sulle rive del Lago di Como, ed è il palcoscenico più esclusivo che l'automobilismo mondiale conosca. Quest'anno, per la prima volta nella propria storia, Pagani Automobili vi porta una delle sue creature più significative: la Zonda C12S 7.0L, l'auto che nel 1999 ha ridefinito il concetto stesso di hypercar.
Un debutto atteso da chi conosce il peso di questa vettura. E non è l'unica novità che l'Atelier di San Cesario sul Panaro porta sulle rive del lago.

La C12S a Villa d'Este: la prima one-off della storia Pagani

La Zonda C12S 7.0L che calcherà i prati di Villa d'Este non è un esemplare qualsiasi. Si tratta della prima one-off mai realizzata nella storia dell'Atelier, commissionata da un cliente nel 2000 e distinguibile per il suo tetto in vetro rimovibile. Un dettaglio unico, pensato su misura, che la separa da ogni altro esemplare mai prodotto.
Nell'immagine si vede la Pagani Zonda C12S a Villa d'Este 2026 vista da davanti
Fonte: Pagani
La vettura arriva a Villa d'Este dopo essere stata sottoposta al programma Rinascimento, il processo di restauro sviluppato da Pagani per riportare i primi modelli della famiglia Zonda al loro splendore originale. Non si tratta di un restauro convenzionale: ogni componente viene ispezionato dagli artigiani di Pagani Officina e, dove necessario, rifatto utilizzando i materiali e le tecniche originali. A corredo dell'auto, un libro dedicato certifica l'intero processo con disegni e dati tecnici provenienti direttamente dagli archivi di San Cesario. L'obiettivo dichiarato è uno solo: preservare intatta la purezza meccanica ed estetica che nel 1999 aveva lasciato il mondo a bocca aperta.
Nell'immagine si vede la Pagani Zonda C12S a Villa d'Este 2026 dove si possono vedere gli interni
Che quella purezza venga celebrata per la prima volta sui prati di Villa d'Este, a ventisei anni dalla nascita della vettura, dice molto su quanto la C12S sia diventata un'icona senza tempo e su quanto Pagani tenga a presentarla nel contesto che merita.

La Cervino al Fuori Concorso: quando il cliente diventa coautore

Pochi chilometri più in là, all'interno della mostra curata dal Fuori Concorso, Pagani porta invece la Zonda Cervino: un esemplare unico realizzato attraverso il programma Unico, che rappresenta la forma più alta di personalizzazione offerta dall'Atelier.
Nell'immagine si vede la Pagani Zonda Cervino al Fuoriconcorso 2026 vista dal lato destro
Fonte: Pagani
Unico non è personalizzazione nel senso convenzionale del termine (non si tratta di scegliere un colore o un rivestimento). È una reimmaginazione totale di una vettura esistente, in cui il cliente diventa coautore del progetto. La Cervino è esattamente questo: una Zonda completamente reinventata nella carrozzeria, nell'estetica e nell'assetto, ispirata fin dal nome alla purezza delle vette alpine e al Cervino in particolare.
Nell'immagine si vede la Pagani Zonda Cervino al Fuoriconcorso 2026 con vista sugli interni
La carrozzeria è interamente nuova, con ogni curva e superficie ridisegnata attorno a una narrativa estetica precisa. Sotto le linee rinnovate, l'auto è stata aggiornata con un sistema di sospensioni di nuova concezione, nuovi ammortizzatori e componentistica d'eccellenza. Tutto pensato, nelle parole di Pagani, per "colmare il divario tra l'anima analogica della Zonda e i moderni standard di prestazione". Il cuore rimane il V12 aspirato da 7,3 litri di derivazione AMG, simbolo di un'epoca in cui le hypercar non chiedevano scusa a nessuno per il numero di cilindri.

Un dialogo tra epoche

Mettere queste due vetture una accanto all'altra, sullo stesso lago e nello stesso weekend, non è una coincidenza. È una dichiarazione precisa sull'identità di Pagani: un Atelier che guarda al passato con rispetto e al futuro con ambizione, senza sentire il bisogno di scegliere tra i due.
Da una parte la C12S restaurata, prima one-off della storia del marchio, che torna al suo splendore originale dopo ventisei anni. Dall'altra la Cervino, che prende una piattaforma esistente e la trasforma in qualcosa di mai visto prima. Due programmi diversi, Rinascimento e Unico, due filosofie complementari.
"Sia attraverso il programma Rinascimento, che onora il passato, sia attraverso il programma Unico, che spinge i confini del futuro, l'Atelier continua a creare capolavori destinati a trascendere il tempo", ha dichiarato Horacio Pagani.
Una frase che, sulle rive del Lago di Como, risuona nel posto giusto.
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