Ferrari, vendite da record, ma c’è un problema

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25 marzo 2026, 11.07
ferrari-amalfi- ripresa dall'altro con capote nera chiusa, vettura di colore arancione
Per un marchio che ha fatto dell'esclusività e del desiderio il proprio modello di business, la situazione attuale rappresenta un paradosso quasi surreale: i registri degli ordini a Maranello sono pieni e la domanda globale resta altissima, ma la Ferrari si trova oggi ad affrontare l'incapacità di consegnare fisicamente alcune delle sue vetture. Il problema non è di natura industriale né commerciale, ma strettamente legato alle instabilità geopolitiche globali.

La crisi logistica in medio oriente: dal mare al cielo

L'innesco di questa complessa situazione risiede nelle recenti e crescenti tensioni in Medio Oriente, in particolare quelle legate all'Iran, che stanno compromettendo gravemente la sicurezza e la regolarità delle catene di approvvigionamento marittimo nella regione.
Per scongiurare un blocco totale delle esportazioni verso un mercato fondamentale, i vertici di Maranello hanno dovuto optare per una soluzione drastica: la sospensione delle tradizionali spedizioni via mare in favore del trasporto aereo. Se da un lato questa scelta garantisce la continuità delle consegne, dall'altro comporta un'impennata dei costi logistici che andrà inevitabilmente a erodere i margini di profitto dell'azienda.

La reazione dei mercati: una correzione miliardaria

La risposta di Wall Street e Piazza Affari alle difficoltà logistiche è stata immediata e severa. In una singola seduta, il titolo Ferrari ha registrato una flessione di quasi il 5%, assestandosi a quota 314 $.
Tuttavia, la crisi mediorientale sembra essersi innestata su un trend ribassista preesistente. Negli ultimi dodici mesi, la capitalizzazione di mercato del Cavallino Rampante ha subito una pesante contrazione, passando dai circa 76 miliardi di euro agli attuali 54 miliardi. Una "bruciatura" di 22 miliardi di euro che colpisce uno dei titoli storicamente più solidi e performanti dell'intero panorama automotive.

Il peso del piano strategico e i fondamentali del gruppo

Secondo gli analisti, la discesa in borsa non è imputabile unicamente ai rincari logistici. Una quota significativa della freddezza degli investitori deriva dalla presentazione del piano industriale dell'ottobre 2025, illustrato dall'Amministratore Delegato Benedetto Vigna. Il mercato ha percepito le proiezioni come eccessivamente prudenti, portando a un ridimensionamento dei moltiplicatori finanziari solitamente garantiti all'azienda.
Nonostante le turbolenze in borsa, la macchina operativa della Ferrari rimane solida. I numeri lo confermano:
  • Consegne 2025: 13.640 vetture totali.
  • Impatto Regionale: 6.346 unità destinate all'area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), confermando la centralità dei mercati attualmente interessati dalla crisi logistica.
Gli obiettivi finanziari fissati per il 2026 si confermano ambiziosi e delineano un'azienda ancora in grado di operare in una categoria a sé stante:
  • Fatturato: 7,5 miliardi di euro.
  • EBITDA: 2,93 miliardi di euro (con un margine del 39%).
  • Free Cash Flow: Oltre 1,5 miliardi di euro.
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