Sessant'anni fa il panorama automobilistico internazionale
assisteva alla consacrazione definitiva di un marchio destinato a ridefinire il
concetto di vettura ad alte prestazioni. Nel marzo del 1966, sotto i riflettori
del Salone di Ginevra, debuttava la
Lamborghini 400 GT, la naturale e
matura evoluzione della capostipite 350 GT. Progettata per coniugare la foga
sportiva con un'inedita eleganza nei viaggi a lungo raggio, la vettura ha
rappresentato per la giovanissima Casa di Sant'Agata Bolognese la prima vera
interpretazione di una Granturismo con configurazione
2+2, consolidando
la presenza del Toro sui mercati esteri.
Un capitolo fondativo ricordato con enfasi da Stephan
Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini: «La 400 GT
rappresenta un capitolo fondamentale nella nostra storia. È l’evoluzione della
nostra prima GT e la nostra prima vera 2+2, capace di coniugare prestazioni,
eleganza e comfort in una nuova interpretazione del concetto di Gran Turismo.
La sua importanza va oltre la vettura stessa: ha contribuito a definire un
approccio all’esperienza del cliente che rimane centrale per Lamborghini ancora
oggi».
Il V12 da quasi quattro litri e la trasmissione interna: la scheda tecnica
Rispetto alla 350 GT (impostata come una 2+1), la 400 GT
introduceva una carrozzeria profondamente ripensata nei volumi, con una linea
del padiglione rialzata per assicurare maggiore agio per la testa dei
passeggeri posteriori e un bagagliaio sensibilmente più capiente, perfetto per
i viaggi veloci attraverso l'Europa. A questo comfort si abbinava una raffinata
meccanica d'autore:
- Il
nobile V12 di Sant'Agata: il monumentale propulsore a 12 cilindri a V
di 60° vedeva la cilindrata salire a 3.929 cm³ (4,0 litri), con
alesaggio di 82 mm e corsa di 62 mm, capace di erogare 320 CV e una
coppia motrice di 374 Nm a 4.500 giri/min;
- Distribuzione
e alimentazione da corsa: doppio albero a camme in testa per bancata,
due valvole per cilindro e una raffinata batteria di sei carburatori a
doppio corpo Weber 40 DCOE;
- Trasmissione
"fatta in casa": un nuovo cambio manuale a 5 rapporti
sviluppato e prodotto internamente nelle officine Lamborghini, studiato
per resistere all'incremento di coppia e regalare innesti precisi;
- Ciclistica
affinata: sospensioni posteriori ritarate per garantire stabilità
impeccabile alle andature autostradali e un rollio contenuto sui percorsi
misti.
Dal concerto sul tetto dei Beatles alle cure del Polo Storico
Oltre alle sue doti ingegneristiche, la 400 GT si impose ben
presto come status symbol globale, finendo nei garage di intellettuali, divi
dello spettacolo e dell'alta borghesia, e comparendo sul grande schermo in
diverse pellicole dell'epoca. Il modello è entrato di diritto anche negli
annali della cultura pop: il 30 gennaio 1969, durante l'ultimo,
celeberrimo concerto dal vivo dei Beatles sul tetto della Apple Corps a
Londra, un esemplare in livrea Rosso Alfa con interni neri figurava
parcheggiato proprio lungo Savile Row.
Oggi, a sei decenni di distanza, il valore storico di questi
capolavori viene tutelato dal Lamborghini Polo Storico, la divisione
aziendale dedicata ad archivi, perizie di autenticità e restauri filologici.
Come spiega Giuliano Cassataro, Head of Aftersales di Automobili
Lamborghini: «Prendersi cura di queste vetture significa svolgere ricerche
approfondite sulla storia di ciascun esemplare, preservarne l'autenticità e
mettere a disposizione competenze necessarie per il restauro e la
certificazione».