Ho guidato per la prima volta la Lancia Gamma: torna l'ammiraglia italiana, ma purtroppo le manca qualcosa

Prove su strada
Lancia Gamma (4)
Se pensi alla storia, la ricorrenza fa commuovere. Nell’anno che festeggia il 120° anniversario dello storico marchio italiano e a cinquant'anni esatti dal debutto del celebre modello del 1976, Lancia riporta sulle strade un nome che ha fatto la storia: la Gamma.
Un modello più volte ripreso per le strade, ormai senza camuffature, e ancora in grado di scatenare le folle. Lo abbiamo visto, l’ho visto con i miei occhi, al Salone Auto Torino. Tra gli stand di Stellantis nel cuore del capoluogo, la vettura creata a Melfi ha rubato la scena, erano tutti lì per lei nella sua elegante livrea dai riflessi violacei.
Lontana dalle forme della berlina tradizionale di un tempo, pur riprendendone il concetto di Fastback, la nuova Gamma simbolo del Made in Italy rinasce come un'affascinante e unica fastback crossover di segmento C. A tutti gli effetti, e con Stelvio ormai sulla via della pensione, è la vera ammiraglia italiana tra i marchi italiani di Stellantis.
Eppure, scendendo da questa vettura dopo la prima prova su strada, la sensazione è chiara: si meriterebbe molto di più, perché le carte in regola per stupire un mercato spesso dominato dai soliti noti ci sono davvero tutte. Tra poco capirai perché.

I prezzi di lancio per il mercato italiano

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In attesa di conoscere maggiori dettagli sul listino tra poche ore, in occasione del Salone di Parigi dove verrà svelata al mondo, le consegne partiranno dallo stabilimento di Melfi il prossimo 23 novembre per il lancio commerciale, e relative promozioni, previsto per gennaio 2027. A oggi sappiamo che l'ammiraglia torinese si propone con un listino ben strutturato, che riflette i tre allestimenti di carattere (LS, LX e HF) e il posizionamento di lusso del modello. Le soglie di accesso sono le seguenti:
  • Gamma Ibrida 145 CV FWD da 39.900 euro
  • Gamma Elettrica 230 CV FWD da 45.900 euro
  • Gamma Elettrica 245 CV FWD da 51.900 euro
  • Gamma Elettrica HF 350 CV AWD da 59.900 euro

Design aerodinamico, è una vera Fastback 

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Le proporzioni della Gamma sono generose e filanti: la vettura è lunga 4,67 metri, larga 1,89 metri e alta 1,63 metri. Il frontale è imponente e dominato dall'iconico "Calice" luminoso di Lancia, mentre il posteriore è un vero e proprio tributo al passato del marchio. Sulla coda spicca infatti la firma luminosa a T, accompagnata dalle storiche "veneziane" (un richiamo estetico alla Beta HPE del 1975) e da un innovativo spoiler sdoppiato con pinne aerodinamiche flottanti, diverse da quelle della 3008 con la quale condivide la piattaforma STLA Medium.
Il lavoro sull'efficienza da parte degli ingegneri è stato maniacale, permettendo all'auto di raggiungere un coefficiente aerodinamico (Cx) di appena 0,25, attualmente il migliore della sua categoria. A questo contribuisce anche la griglia anteriore attiva, mentre i gruppi ottici si possono avere anche con i fari a matrice di LED (Pixel LED).

L'abitacolo: un salotto italiano all'avanguardia 

Lancia Gamma Internal
Vivere l'interno della nuova Gamma significa immergersi in quel concetto di "salotto italiano” tanto caro al nuovo corso stilistico del marchio e che si è già visto con la Ypsilon, tavolino compreso. Qui la simpatica soluzione è stata rinominata “Coffee Table” e ora, ma solo sul secondo e terzo allestimento, prevede anche la bocchetta di aereazione dedicata per non scaldare troppo il telefono mentre si carica. Diversa la superficie rispetto alla Ypsilon: qui ci sono due piccoli supporti per tenere fermo il telefono in curva, problema grave della compatta visto che alla prima curva presa allegramente c’era il rischio di vederlo volare via.
Ciò che più mi ha colpito della Lancia Gamma è lo spazio interno e la qualità dei materiali, a pari merito. Sul primo il passo generoso permette anche ai passeggeri più alti di stare comodi, e qui è complice il bagagliaio da ben 560 litri ben commisurato a un’auto con queste proporzioni e con la carrozzeria spiovente. Qualità dei materiali, accennavo, molto alta anche sull’allestimento base. Si vede che, pur nell’economia di scala di condividere alcune soluzioni con altre auto di Stellantis, qui si è voluto dare un maggiore input al feeling tattile e alle soluzioni cromatiche adottate per gli interni, figlie di studi ben precisi e dal tocco squisitamente artistico. Un esempio? Prendi l’abitacolo di una Opel Grandland e confrontalo…capirai subito la differenza, eppure la meccanica è la stessa!
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Un dettaglio del tavolino Lancia, ora soprannominato Coffee Table
Infine, l’aspetto green, con oltre il 60% di superfici derivanti dal riciclo per un totale di 600 kg di materiali sostenibili a bordo. Quasi dimenticavo l’aspetto tecnologico: il quadro strumenti è un display da 10,25 pollici affiancato dal generoso schermo centrale da 16 pollici. Le grafiche sono quelle della DS 7, così come il devioluci, ma qui c’è S.A.L.A. a dare quel quid in più: già visto su Ypsilon, qui si evolve e propone diversi ambienti pre-impostati che cambiano decisamente atmosfera in abitacolo. La qualità della vita a bordo è ulteriormente esaltata da chicche come l'impianto audio Hi-Fi sviluppato con Focal a 14 altoparlanti e il sistema Clean Cabin. Quest'ultimo, grazie a un filtro ad alta efficienza, riesce a bloccare fino al 92% del particolato e il 98% di batteri e muffe.

Sensazioni di guida e motorizzazioni: l’entry level 1.2 è sottodimensionata

Al volante, la piattaforma multi-energy STLA Medium di Stellantis si fa apprezzare da subito per il bilanciamento ideale tra dinamismo e comfort, ma le sensazioni ricalcano fedelmente, a livello di assetto, ciò che ho provato in passato su una Peugeot 3008, nel bene e nel male e con qualche differenza di fino ma importante.
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La marcia è molto silenziosa e rilassante al volante del 1.2 tre cilindri da 145 CV, questo accade in città e nelle situazioni a medio carico, quando il motore non è sotto sforzo. Proprio nel confronto con le altre STLA Medium che ho già guidato (Opel Grandland, Peugeot 3008 e Citroen C5 Aircross), la Gamma appare subito meglio insonorizzata, e il silenzioso sibilo dall'inconfondibile timbro prende il sopravvento quando si guida a basse velocità ed è il motore elettrico a sostenere la marcia, specie nel traffico o nelle manovre o comunque in quelle situazioni dove è difficile superare, quanto meno, i 30 km/h.
Parentesi propulsori: l'ingresso nella gamma è affidato al 1.2 ibrido da 145 CV, con catena di distribuzione, che promette consumi di soli 5,3 l/100 km e un'autonomia complessiva da macinatrice di chilometri: oltre 1.000 km. Se si confronta alle altre versioni 100% elettriche, non c’è dubbio che per chi soffre di ansia da autonomia questa sia non solo la versione più indicata ma anche quella dove il prezzo gioca a suo favore. Tra le elettriche ecco la Standard Range (230 CV e 543 km di autonomia) e la Long Range da 245 CV, capace di percorrere fino a 741 km nel ciclo combinato WLTP.
Qui non c’è traccia, come su altre STLA Medium, del 1.6 ibrido plug-in. Il motore giusto per la Gamma, specie pensando alle flotte aziendali? Penso onestamente di sì, perché il 1.2 per quanto in grado di viaggiare il 50% del tempo in elettrico alle velocità medie cittadine mostra sempre il fianco quando è ora di spremere i cavalli o durante un sorpasso. Seppur con la sopra citata ottima insonorizzazione, purtroppo il limite arriva in quello che dovrebbe essere il terreno d’elezione della Gamma, l’autostrada. Qui, anche in modalità Sport, appare subito chiaro come questo 1.2 tre cilindri, ripeto tre cilindri, sia decisamente sottodimensionato per un SUV di quasi 4,7 metri. Nel nostro percorso in Costiera Amalfitana, lo stesso problema si è avuto in salita, dove la mancanza di potenza è purtroppo lampante. Qui si sarebbe inserito splendidamente il 1.6 ibrido, e invece per ora bocche cucite su un suo probabile arrivo…in gamma.
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Seguendo l’esempio di Compass, dove è arrivato solo a diversi mesi dal lancio commerciale di fine 2025, c’è da sperare che quanto meno questa soluzione ibrida (con il 1.6 turbo benzina quattro cilindri accoppiato al motore elettrico per una potenza combinata di 225 CV) possa dire la sua.
Mi sono dimenticato volontariamente della scelta regina su questo nuovo modello, che non farà esattemente piacere ai più nostalgici. Se si legge la scheda tecnica, le prestazioni non mancano, ma non scomodiamo le Delta HF Integrali di fine anni ‘80 inizio anni ‘90. Qui i cavalli, parlo della Gamma HF Integrale, sono 375 CV e sono…elettrici. L’autonomia promessa è di 676 km con uno 0-100 km/h coperto in 5,1 secondi. Peso a vuoto? 2.276 kg, contro i 1.558 del 1.2 Mild Hybrid da 145 CV.
Infine, la guida diventa ancora più confortevole grazie alla presenza dei più moderni ADAS che abilitano la guida autonoma di Livello 2. Tra le novità spiccano il cambio di corsia semi-automatico e l'adattamento intelligente e predittivo della velocità, funzioni che personalmente avevo già provato sulla gemella diversa C5 Aircross.

La nuova Gamma sarà la svolta per Lancia?

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Nì. A oggi, le manca qualcosa, un motore ibrido che si interponga tra la base, accessibile, e le elettriche. Nel complesso, però, la nuova Gamma è un'auto sicuramente elegante, ben riuscita, spaziosa e tecnologica. Ha tutto, ma certe scelte di mercato fanno pensare. Gaetano Thorel, nuovo capo del brand per l’Europa un gradino sotto il nuovo CEO Lancia (Arnaud Belloni) ha dichiarato che l’elettrico è fondamentale per far bene sui mercati dove Lancia sta faticosamente recuperando terreno, tra cui Francia, Belgio e Olanda. Il 1.2, però, oggi ha dei limiti oggettivi, e non c’è tempo per aspettare.
Romanticamente parlando, torna in scena un'ammiraglia che nasce in Italia, e questo deve comunque essere motivo di vanto specie per quel Made in Italy che tutto il mondo ci invidia, che fa del benessere a bordo la sua bandiera, ed è prontissima a reclamare il posto che merita nel panorama automobilistico di fascia alta. Dal destino della Gamma deriva anche quello di Lancia stessa, un brand, più che una singola auto, che si merita di tornare nell’olimpo delle grandi.
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