Ho guidato per la prima volta la BYD Shark: è ibrida, ha 436 CV e nessuno le fa paura

Prove su strada
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Se pensi alla storia del mercato dei pick-up, la mente corre subito ai soliti, indistruttibili colossi. Qui in Italia, è vero, è una nicchia per i privati, ma tra i veicoli da lavoro con l'omologazione autocarro (N1) non vanno mai sottovalutati, anzi. Ora alla lista si aggiunge anche BYD, che gioca la carta dello squalo per svelare anche in Europa (si parte dal Regno Unito dove si è svolta la prova) il suo Shark.
SUV, berline, compatte, tra elettrico e ibrido DM-i. Qui proprio l'ibrido si evolve, diventando DMO (Dual Mode Off-Road). Ovviamente da buon pick-up non può rinunciare alla trazione integrale ma, rispetto agli avversari, il salto in avanti è considerevole. Parliamo di 436 CV distribuiti attraverso due motori elettrici e il motore termico (1.5 turbo benzina) che sì, spinge la vettura ma soprattutto fornisce preziosa energia come generatore alla Blade Battery da 32,2 kWh installata sotto al pianale ma integrata perfettamente nel telaio a longheroni.
Lontana dal concetto di semplice e spartano mezzo da fatica, il nuovo Shark è nuovamente simbolo dell'espansione globale del marchio rinasce come un affascinante pick-up capace di stupire sia su strada sia sui terreni fangosi e nei piccoli torrenti. A tutti gli effetti, per dimensioni e tecnologia, si piazza in cima alla catena alimentare ponendosi come l'anello di congiunzione tra le doti da fuoristradista puro e le più recenti tecnologie elettrificate ibride. Le rivali sono sempre quelle, Ford Ranger e Toyota Hilux in primis, ma non solo.
Iniziamo a scoprirlo e a darti un prezzo di riferimento, ancora da ivare, visto che anche in Italia sarà possibile ordinarlo a partire dal primo trimestre 2027.

I prezzi di lancio per il mercato italiano

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In attesa di conoscere maggiori dettagli sul listino ufficiale per l'Italia, ci hanno ufficiosamente confermato un prezzo indicativo di 53.500/54.000 euro (senza Iva e senza MSS). Siamo in un segmento dove il rivale principale è, per l'appunto, il Ford Ranger, unico a proporre la sua tecnologia plug-in su un pick-up.
Il contendente americano parte, con il motore ibrido plug-in da 282 CV, da circa 59.000 euro. Va fatta una premessa: la sfida è aperta, ancora una volta, tra Cina e Stati Uniti. Tecnicamente, e tra poco ti spiego tutto, BYD Shark mette sul piano un'autonomia in EV praticamente doppia rispetto al Ranger (quest'ultimo ha una batteria da 11,8 kWh) e una potenza che gioca decisamente a favore del pick-up cinese. In questa sfida a due si inseriscono i giapponesi con l'Hilux, il re di questo segmento e tra i veicoli più venduti in alcune aree geografiche, non ultimo il Medio Oriente. In questo caso il prezzo parte da 51.600 euro (motore 2.8 D-40 da 204 CV dotato di sistema Mild Hybrid 48V).
Alla lista si possono aggiungere anche Volkswagen Amarok (2.0 TDI 170 CV, parte da 50.340 euro), Isuzu D-Max (2.2 Ddi Diesel 163 CV, parte da 43.550 euro) e il KGM Rexton Sports XL (2.2 D da 202 CV, parte da 37.420 euro). A questi aggiungo anche il Tunland V9: è ancora più enorme (lunghezza 5,61 metri) e anche qui il motore è un turbodiesel da 2 litri e 159 CV di potenza. Prezzi da 47.250 euro.
Per non farsi mancare nulla ed essere sempre molto aggressiva commercialmente parlando, BYD aggiunge garanzia 6 anni/150.000 km estesa a 8 anni per la batteria. Qui il configuratore ufficiale della BYD Shark, in continuo aggiornamento.

Design imponente, è un vero predatore

Le proporzioni dello Shark sono generose e muscolari: la vettura è lunga 5,46 metri, larga 1,97 metri e alta 1,92 metri. Il frontale è massiccio e dominato dai grossi gruppi ottici, posizionati alle estremità e collegati da una fascia luminosa continua che evoca chiaramente lo sguardo di uno squalo, mentre la griglia e il paraurti inferiore ne richiamano le fauci. Sul posteriore spicca la striscia luminosa a tutta larghezza e un vano di carico in grado di accogliere fino a 1.200 litri.
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Il lavoro sull'efficienza e sulla versatilità da parte degli ingegneri è stato maniacale, permettendo al mezzo di combinare robustezza estetica a vere doti da fuoristrada. Gli sbalzi contenuti garantiscono angoli di attacco e di uscita rispettivamente di 31° e 19,3°. A questo contribuiscono le pedane laterali, le spesse protezioni in plastica grezza sui passaruota e i cerchi da 18” con pneumatici maggiorati, ideali per scaricare a terra l'enorme potenza disponibile. Non ultima un'altezza libera dal suolo di 23 centimetri e una capacità di guado di ben 70 centimetri.

L'abitacolo: sembra di essere su un SUV, buona la qualità dei materiali

Vivere l'interno del nuovo BYD Shark significa immergersi in quel concetto di robustezza premium tipica del Marchio. Qualche plastica croccante c'è, ma è relegata alle parti basse dell'abitacolo, mentre abbondano i materiali soft-touch combinati con elementi durevoli, con tanto di maniglioni centrali utilissimi quando si affrontano percorsi accidentati.
Ciò che più mi ha colpito del BYD Shark è lo spazio interno e la qualità dei materiali, a pari merito. Sul primo fronte, il passo di ben 3,26 metri permette anche ai passeggeri posteriori (solitamente sacrificati nei pick-up) di viaggiare comodamente. C'è un pavimento completamente piatto, quasi 90 cm per le gambe e uno schienale reclinato a 27°, una configurazione che assicura un comfort pari a quello di un SUV di lusso. Qualità dei materiali, accennavo, altissima. I sedili anteriori sportivi sono addirittura riscaldati e ventilati, mentre la console offre pratici comandi fisici di grandi dimensioni, perfetti da usare anche se si indossano guanti da lavoro.
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Infine, l'aspetto tecnologico: il quadro strumenti è un display da 10,25 pollici affiancato dall'immancabile e generoso schermo centrale da 15,6 pollici. Le grafiche sono fluide e si integrano sia i comandi vocali ("Hi BYD") sia il mirroring davvero veloce ad attivarsi con Apple CarPlay e Android Auto. E per gli amanti della vita all'aria aperta non manca il V2L (Vehicle-to-Load): grazie alle prese nel cassone, si possono erogare fino a 6 kW di potenza per alimentare utensili da lavoro o la piastra per cucinare in campeggio.

Alla guida dello "Squalo": l'ibrido DMO è versatile

Al volante, il nuovo powertrain DMO (Dual Mode Off-road) di BYD si fa apprezzare da subito per il bilanciamento ideale tra forza bruta e comfort. Le sensazioni ricalcano l'anima sdoppiata di questa vettura: fluida in città, seppur molto ingombrante, inarrestabile fuori dall'asfalto.
La marcia è molto silenziosa e rilassante in ambito urbano. Grazie alla generosa batteria, lo Shark è in grado di viaggiare fino a 90 km in modalità esclusivamente elettrica. Questo significa potersi muovere nel traffico pesante o nei cantieri a passo d'uomo senza consumare una goccia di benzina e godendo di un insonorizzazione che maschera piuttosto bene i rumori esterni. La modalità EV è attivabile direttamente dal tunnel centrale, intercambiale con la modalità HEV che al contrario bilancia l'accensione del motore termico sempre in ottica della massima efficienza. BYD garantisce un consumo di 3,5 l/100 km nel ciclo combinato, quando la batteria è carica. Anche quando questa è scarica, non si dovrebbero superare i 10 l/100 km. Avendola provata nelle campagne e nelle cittadine inglesi sempre entro i limiti, è bastata e avanzata tutta l'energia della batteria.
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Parentesi propulsore, anzi power unit: a differenza dei tanti competitor che ancora si affidano a grossi diesel, qui il cuore pulsante è un sistema ibrido plug-in che abbina un motore 1.5 turbo benzina (che fa spesso da generatore) a due possenti motori elettrici (uno all'anteriore, l'altro al posteriore). La potenza combinata tocca la quota ragguardevole di 436 CV. Se si schiaccia sul pedale destro, il limite del 1.5 termico non si avverte mai, anzi. Lo Shark divora lo 0-100 km/h in appena 5,7 secondi. Su un bestione da quasi 5,5 metri, l'effetto spinta contro il sedile specie in modalità Sport lascia davvero a bocca aperta.
Fuori strada, la trazione integrale elettrificata interviene con una precisione millimetrica. Affrontando ostacoli in pendenza si apprezza come la coppia venga distribuita esattamente sulla ruota che ha presa, aiutati dalle specifiche modalità di guida per Sabbia, Fango, Neve e Montagna. Per il traino nessun problema: si arriva fino a 2.500 kg di capacità, mentre non è elevatissima la capacità di carico (790 kg).
BYD Shark affronta un guado
Il tutto è davvero molto semplice: basta selezionare la modalità di guida corretta e il veicolo fa tutto da solo. Può essere utile, in discesa, attivare l'Hill Descent Control: quest'ultimo si attiva e disattiva grazie alle scorciatoie sullo schermo centrale, che si richiamano tirando verso il basso la parte alta con il dito. Stesso discorso per gli ADAS più invasivi, che anche su questo bestione sono estremamente presenti.
Dove possono risultare fastidiosi, ormai ovunque, va comunque detto che sono molto utili le telecamere panoramiche in grado di fornire una visuale "trasparente" e a 540 gradi del terreno sottostante. Una manna dal cielo per non graffiare la carrozzeria sui sassi o nei parcheggi stretti. A livello di assetto lo Shark è il tipico fuoristrada: sterzo molto vuoto al centro, un appoggio discreto in curva senza esagerare ma qui a impressionare è la potenza e la fluidità di marcia. In elettrico, non fosse per la mole, sembra di guidare un SUV come la Sealion 7.
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In tutto questo c'è anche un'autonomia di circa 670 km e la ricarica in corrente continua per caricare velocemente la batteria fino a 55 kW (20 minuti per passare dal 30 all'80%) e guidare sempre al massimo dell'efficienza. Tecnicamente parlando, BYD riesce anche nel segmento dei pick-up a portare la sua tecnologia a un prezzo concorrenziale.
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