Manager di grandissima esperienza nel settore automotive,
Gaetano Thorel ha recentemente ampliato le sue responsabilità all'interno del Gruppo Stellantis.
Già Responsabile per la regione Enlarged Europe dei marchi FIAT e Abarth, tra agosto e settembre del 2026 ha assunto ufficialmente anche la
guida del marchio Lancia per la stessa area che include i mercati in cui il Marchio nato nel 1906 sta tornando a splendere dopo anni in cui aveva confinato i propri interessi entro i soli confini nazionali.
Questa riorganizzazione, sotto la guida del nuovo CEO dei tre marchi, Arnaud Belloni, affida a Thorel il compito cruciale di guidare la strategia commerciale e l'integrazione di mercato per i grandi storici brand italiani del Gruppo, in una delicata fase di transizione e rilancio europeo.
L’occasione per questo scambio di battute è il lancio internazionale della
nuova Lancia Gamma a Napoli, e dintorni, dove abbiamo avuto l’occasione di provarla in anteprima. Proprio dal SUV prodotto a Melfi partiamo per capire cosa è Lancia oggi e cosa potrà essere domani.
Partiamo dalla protagonista di giornata, la nuova Lancia Gamma. Quali sono gli obiettivi commerciali che vi ponete e quale contributo vi aspettate, soprattutto sugli altri mercati europei oltre a quello italiano?
“Lancia Gamma è la dimostrazione evidente che il brand ha un futuro, oltre che una grande legacy storica. Lanciare un'ammiraglia curando tutta la passione, il design e i dettagli è un segnale forte. Parlando di mercato, essendo una vettura lunga 4,67 metri, in Italia punteremo molto sulla motorizzazione termica capace di 1.000 km di autonomia, pensata appositamente per le flotte aziendali, che in questo segmento fanno la parte del leone. All'estero il discorso cambia: nei mercati europei il cuore delle vendite è proprio sulle vetture da 4 metri e mezzo, e la transizione elettrica viaggia già su quote del 30-40%. Pertanto, le due motorizzazioni elettriche (da 540 e 740 km di autonomia) e la versione HF integrale si riveleranno scelte giustissime per quei paesi.”
Quanto è importante affacciarsi sui mercati europei potendo vantare un prodotto fieramente "Made in Italy"?
“In Europa il "Made in Italy" è un vero e proprio asset, un grande valore. Il fatto che la Gamma sia disegnata, pensata e costruita in Italia ha un peso enorme all'estero, perché lì ci invidiano. L'Italia è il paese della bellezza, noi siamo cresciuti circondati dalla bellezza e questo senso estetico lo portiamo dentro. Nell'automobile presentata si ritrova esattamente tutto questo: è dotata di un'eleganza italiana estremamente coerente con il carattere del brand.”
La nuova roadmap di Stellantis (FastLane2030) prevede una maggiore interazione tra Lancia e FIAT. Come potrebbe cambiare il percorso di Lancia nei prossimi 4 anni?
“L'obiettivo immediato e molto chiaro è lanciare la Gamma nel miglior modo possibile e dare alla Ypsilon i volumi di vendita che merita. Per vendere un'automobile, la prima regola è essere accessibili, farsi toccare e provare dai clienti. Mentre in Italia abbiamo una rete solida con 162 punti vendita, in paesi come Francia o Belgio ci fermiamo a una ventina. L'idea è quella di sfruttare l'enorme capillarità della rete FIAT all'estero, trovando altri 70-100 punti vendita ideali in cui inserire, con piccoli investimenti, un "Lancia Studio". Questo permetterà di dare una visibilità fondamentale alla gamma.”
L'arrivo della Lancia Delta, inizialmente previsto per il 2028, è confermato o il progetto è in discussione?
“Al momento è un discorso prematuro. Il nostro focus ora è fare bene con Gamma e Ypsilon. In futuro, insieme al nuovo CEO, avremo il tempo di ragionare su quello che sarà il percorso successivo. Ad oggi, il 2028 resta una data indicativa ma non definivita.”
Lancia è tornata nel Motorsport da vincente con la Ypsilon Rally4 e la WRC2. Che ruolo deve avere il reparto corse nella vostra strategia futura, considerando il grande heritage del marchio?
“Abbiamo preso un impegno solido di tre anni con il Trofeo Lancia, che fungerà da fucina per nuovi giovani piloti. Finiremo questo ciclo e poi valuteremo che ruolo assegnare ai rally nel progetto complessivo, forti anche della recente vittoria nel campionato costruttori WRC2. È un asset che dà visibilità al marchio, ma andrà sempre ragionato all'interno di investimenti che devono necessariamente rimanere contenuti.”