Nuovi guai giudiziari per Fabrizio Corona. Nella
notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre, l'ex re dei paparazzi, 52 anni, è
stato protagonista di una fuga a bordo del suo Suv per le vie centrali di
Milano dopo aver ignorato un posto di blocco delle forze dell'ordine.
Intercettato da una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei
Carabinieri all'incrocio tra via Moscati e corso Sempione,
l'ideatore del format Falsissimo non ha rispettato l'alt intimato dai
militari, premendo sull'acceleratore e tentando di allontanarsi compiendo una
serie di manovre rischiose. L'inseguimento a sirene spiegate è durato circa 700
metri, concludendosi poco distante quando i carabinieri sono riusciti a
sbarrargli la strada e a bloccare il veicolo in piena sicurezza.
Guida senza patente e mezzo sotto fermo: scattano denuncia e sequestro
I successivi controlli documentali condotti sul posto hanno
rapidamente aggravato la posizione del 52enne. Dagli accertamenti dei militari
è infatti emerso che Corona era completamente sprovvisto della patente di
guida. Inoltre, la Range Rover Velar utilizzata per la fuga è
risultata essere già formalmente sottoposta a un precedente provvedimento di fermo
amministrativo, condizione che ne precludeva la circolazione su strada.
Per Corona è scattata la denuncia a piede libero per
guida senza patente e fuga pericolosa (con contestazione delle violazioni
previste dal Codice della Strada per chi non si ferma all'invito degli organi
di polizia), mentre il Suv britannico è stato prelevato e sottoposto a
sequestro.
L'agguato sotto casa con il cacciavite: la rapina di pochi giorni fa
L'episodio al volante segue a distanza di pochi giorni un
altro fatto di cronaca che ha visto coinvolto l'ex agente fotografico. Lo
scorso sabato pomeriggio Corona era stato avvicinato e accerchiato da un gruppo
di sei uomini armati di cacciavite sotto la propria abitazione milanese,
nei pressi di piazzale Susa. Nel corso dell'aggressione, i malviventi gli
avevano strappato dal collo due catenine del valore di circa 400 euro e un paio
di orecchini.
Nonostante avesse rifiutato le cure mediche e il trasporto
in ospedale, Corona aveva allertato il 112 riferendo agli inquirenti di aver
riconosciuto tra gli aggressori un imprenditore con cui vanterebbe un credito
economico, elemento attualmente al vaglio delle indagini per accertare la
matrice del raid.
Dalle chat minatorie all'assalto con le catene: le intimidazioni di
settembre
La Range Rover sequestrata dai carabinieri era già finita al
centro della cronaca poco più di un mese fa, nella notte tra il 4 e il 5
settembre in via Noè, zona Città Studi. In quell'occasione Corona era stato
contattato via messaggio da due ventenni — amici del primogenito Carlos — che
gli intimavano la consegna immediata di 500 euro in contanti minacciando
ritorsioni fisiche verso di lui e il figlio. Dopo aver denunciato il ricatto in
Questura, l'imprenditore si era recato all'appuntamento scortato a distanza
dalle volanti della polizia.
Sul luogo dell'incontro, il Suv di Corona era stato colpito
violentemente con delle catene metalliche che ne avevano danneggiato il
parabrezza, provocando l'immediato blitz degli agenti e la denuncia a piede
libero per tentata estorsione e danneggiamento aggravato a carico del ventenne
A.B., figlio di un noto volto del giornalismo televisivo, e del complice.