Questa volta non è un rumor. Non è un'indiscrezione della
stampa britannica, né il desiderio mal celato di milioni di appassionati sparsi
per il mondo. È ufficiale: Top Gear torna in televisione. A confermarlo
è stato Ed Havard, direttore dell'Entertainment della BBC, intervenuto
all'Edinburgh TV Festival con parole secche e definitive: "Ci sono state
molte speculazioni e possiamo confermare che Top Gear tornerà."
Poche parole. Ma sono esattamente quelle che il pubblico
aspettava da quattro anni.
Perché era fermo dal 2022?
La trasmissione manca dagli schermi dal 2022, quando un
grave incidente durante le riprese coinvolse Andrew "Freddie"
Flintoff sulla pista di prova del programma. L'ex crickettista si trovava a
bordo di una vettura scoperta a tre ruote quando il mezzo si ribaltò,
causandogli serie lesioni al volto e alle costole. La produzione della 34ª
stagione venne immediatamente interrotta, e la BBC decise di mettere il
programma "a riposo" per un periodo indefinito, una formula che non
sanciva ufficialmente la fine ma che lasciava molti dubbi aperti sul futuro.
Sono passati quasi quattro anni. E quella porta rimasta
socchiusa si è finalmente riaperta.
Chi condurrà il nuovo Top Gear?
La BBC non ha ancora comunicato né la data di ritorno né la
formula del nuovo programma, quindi nessun presentatore è stato ufficializzato.
Ma i rumor circolano già con insistenza, e il nome più accreditato è quello di Jimmy
Carr, celebre comico e conduttore britannico. Havard, interpellato
direttamente sul punto, non ha confermato né smentito: "Jimmy sarebbe un
ottimo presentatore, ma oggi non ne parlerò." Un non-diniego che alimenta
ulteriormente le voci. Tra gli altri nomi circolati nelle ultime ore c'è anche
quello dell'ex rugbista Joe Marler. Quello che sappiamo con certezza è
che il nuovo programma sarà prodotto da BBC Studios.
Una storia che vale la pena raccontare
Per chi non lo sapesse Top Gear nasce nel 1977 come
programma automobilistico tradizionale, ma è con il rilancio del 2002
che cambia completamente pelle. L'arrivo della formula costruita attorno a Jeremy
Clarkson, Richard Hammond e James May trasforma uno show di settore in un
fenomeno globale: supercar portate al limite, sfide improbabili, viaggi
dall'altra parte del mondo e tre personalità capaci di creare chimica davanti
alle telecamere. Non più soltanto cavalli, consumi e tempi sul giro:
l'automobile diventava il punto di partenza per raccontare storie.
Dopo l'addio di Clarkson nel 2015, il programma ha
attraversato diverse trasformazioni: prima Chris Evans e Matt LeBlanc, poi la
formazione composta da Flintoff, Paddy McGuinness e Chris Harris,
protagonista dell'ultima fase prima dello stop. Ogni era ha avuto la propria
identità, con risultati alterni.
Come sarà il nuovo Top Gear?
È la domanda che tutti si fanno, e alla quale per ora non
c'è risposta. Sono cambiate le automobili, è cambiato il modo di guardare la
televisione, è cambiato il modo in cui si consumano i contenuti
automobilistici. YouTube, i podcast, i social hanno ridisegnato completamente
il panorama. Provare a ricostruire il passato sarebbe probabilmente impossibile
e, forse, non avrebbe nemmeno senso.
Il nuovo Top Gear dovrà trovare una propria identità.
Serviranno le auto giuste, i viaggi, la follia che ha sempre fatto parte del
suo DNA, ma soprattutto serviranno persone capaci di creare qualcosa che non si
può scrivere su un copione: quella chimica che trasforma una prova
automobilistica in una storia, e una storia in qualcosa che, anni dopo, hai
ancora voglia di riguardare.
Non sappiamo ancora nulla di preciso. Ma dopo quattro anni
di silenzio, sapere che Top Gear tornerà è già qualcosa.